Visualizzazioni totali

lunedì 18 maggio 2026

ATTENTI E DISATTENTI

    Arrivano e ripartono ed ormai facciamo parte anche noi di questi movimenti incrociati degli studenti e dei loro professori. Classi che arrivano e quando se ne tornano ai loro istituti quasi si incrociano con altri che arrivano. Mattinate e pomeriggi dedicati al ricordo della "nostra" strage, quella che il 2 agosto del 1980 distrusse l'ala ovest della stazione centrale di Bologna, le sale d'aspetto di prima e seconda classe , i locali della ristorazione e causò la morte di 85 persone ed il ferimento di altri 216 innocenti di ogni età, provenienza e rango sociale. Un vile massacro!

    Un massacro di vite umane che continuiamo ad insegnare, a raccontare quasi ogni giorno in quel luogo della memoria che è lo scalo ferroviario bolognese, su quel marciapiede che fronteggia il binario numero uno, in quella sala dove 45 anni fa morirono innocenti in attesa di un treno che li avrebbe portati in vacanza o al lavoro. e poi una testimonianza di qualcuno che quel giorno c'era, vide e provò a dare il proprio contributo per alleviare le sofferenze e per unirsi a quei gesti di umanità che accompagnarono quanti furono colpiti e quanti persero la vita.

     VENERDI'  15 MAGGIO, ORE 9 del mattino. La 2aA dell'IIS "G. Bruno" di Budrio ma che arriva dalla sede distaccata di Medicina, ci raggiunge con qualche minuto di ritardo. Con me c'è MICHELE SGOBIO, i sedici "studiosi" ed i loro prof li aspettiamo ed al loro arrivo parte la lezione di Michele e la strage si materializza nelle sue parole. Colpevoli e mandanti, terroristi e fiancheggiatori, organizzazioni di estrema destra neofascista ed uomini appartenenti agli apparati dello Stato, massoni della P2 e finanzieri tutti in combutta per riportare indietro l'orologio della storia. Una lezione fatta di nomi e date, di fatti e di progetti e di idee assurde per una democrazia, un racconto della storia fatta dal nostro docente e dal testimone odierno che però non ha accolto l'interesse di tutti ed allora capita - come oggi - di dover far presente ai "distratti"  che quì si parla di una storia di sofferenza e morte e che  con noi, a questi appuntamenti, non ci si può venire per scansare quattro ore tra i banchi di scuola! Non si vorrebbe mai che simili momenti "rompano" quel clima di empatia che tante volte si riesce ad ottenere ma quando accade è giusto assegnare qualche brutto voto a chi non rispetta quei momenti di memoria sempre dolorosa.

     Recuperare  quel clima di armonia che è sempre o quasi sempre condiviso tra di noi non è immediato. Le diversità di importanza che si danno ai momenti che ci vedono protagonisti degli incontri lasciano sempre pizzichi di strascico ma questo non mi impedisce di riconoscere che la testimonianza , il racconto di quanto è avvenuto dopo le 10.25 di quel lontano sabato, la storia di un autobus della linea 37 e le storie di tanta gente prestatasi al soccorso è stata seguita con quel silenzio che merita, con quel rispetto che alle vittime si deve - sempre - riconoscere.

     VENERDi'  15 MAGGIO, ORE 14. L'Istituto Tecnico-Economico  di Cesena porta fino a noi 21 ragazzi e ragazze.

O meglio, un disguido nell'appuntamento fa sì che siamo GIOVANNI MULARGIA ed io a doverli raggiungere davanti al Municipio di Bologna anzichè incontrarli accanto al solito muro giallo della stazione centrale! E la sorpresa non tarda ad arrivare perchè ben presto ci accorgiamo di quanto (buon) lavoro sia stato fatto dai loro insegnanti, in classe. Sanno molto, non tutto ma molto della strage e dei responsabili di quel vile attentato, nomi e fatti ed obiettivi di quel criminale stillicidio di vite umane! 

     Nella sala del Comune Giovanni ed io scopriremo con grande soddisfazione che questa storia li coinvolge e che i loro insegnanti lo hanno capito ed hanno messo a disposizione del sapere e della crescita culturale degli studenti di Cesena il meglio della loro formazione professionale. Ci entusiasma la loro attenzione, la serietà di tutte e di tutti, la voglia di ascoltare ed anche interloquire con noi  ed è così che tutto l'incontro si tiene nella sala, inutile perdere tempo nel ritorno in stazione quando testimonianza (la mia) e lezione di storia (quella di Giovanni) si intrecciano in un clima di grande interesse rotto ogni tanto da qualche osservazione che ha il significato di approfondire, capire meglio.

     Insegnanti, studenti e noi, un tutt'uno che ci ha fatto star bene insieme, una conferma di quanto può ancora dare il non dimenticare quella vicenda lontana, le sue vittime, la lezione di serietà, umanità e risposta data a quel progetto criminale da una città interra - Bologna - e dalla gente che la anima. Cesena è sul territorio di questa Regione, non è lontana ma è pur sempre  "un'altra città", con altra storia ed altra cultura ma che oggi ci ha dimostrato che la storia di Bologna la si studia anche su quei banchi che sono della Romagna e per questo vi ringraziamo, cari ragazze e ragazzi del Serra!

giovedì 14 maggio 2026

CEVOLANI, LA QUINTA "P", CENTO DI FE E LA STORIA DI UNA STAZIONE....

      Recupero questo mio post che,  per i tanti impegni che si stanno accumulando in vista della fine dell'anno scolastico in  corso, uscirà con alcuni giorni di ritardo ma che va - giustamente - ad aggiungersi ai tanti che trovo  doveroso elencare in queste mie pagine di "racconto" della memoria.

     LUNEDI' 11 MAGGIO 2026, ORE 14 sono in compagnia di Rossella Ropa, davanti al muro giallo che segna la sala d'aspetto della Stazione di Bologna. Stiamo aspettando gli studenti della 5aP del Liceo Classico "G. Cevolani" di Cento di Ferrara. Hanno scelto come materia di indirizzo professionale il Linguistico (inglese, tedesco e spagnolo) e con loro, ad accompagnarli in questo pomeriggio di storia da ascoltare e memorizzare, ci sono Lucia e Silvia, le loro insegnanti rispettivamente di italiano, storia e di religione.

     Nove ragazze e tre giovani, dodici più due (le prof) ordinatamente puntuali, che ci salutano e che - alla domanda di Rossella - ci rispondono che "qualcosa" sulla strage loro la conoscono e ne hanno parlato in classe....e questo è sempre un buon inizio.

     Ed è a questo punto che ha inizio il lavoro di Rossella: spiegare quanto avvenne (e chi ne fù responsabile) alla stazione di Bologna sabato 2 agosto 1980, alle ore 10.25 e tentare di portare le loro (dei giovani di oggi) riflessioni a quel lontano periodo in cui la storia del nostro paese venne insidiata da parte di criminali in odore di fascismo che vollero compiere quell'orrendo attentato che costò la vita a 85 innocenti e ne ferì gravemente altri 216. Con la sua collaudata metodologia nel raccontare e nel chiedere conferma se quanto sta spiegando è di comprensione per tutti, Rossella riapre quel libro immaginario di storia che le permette di far avvicinare i nostri giovani ferraresi ai particolari di un piano destabilizzante che fortunatamente non si realizzò ma che colpì violentemente una città, la sua gente, l'intero nostro paese e tante realtà al di fuori dei nostri confini nazionali!

La strage più grande del dopoguerra avvenuta nel nostro paese si è "materializzata" nelle parole della nostra docente parlando di Mambro, Fioravanti, Gelli, Nar, attentati ed uccisioni, piani segreti e coperture eccellenti annidate negli uffici di Servizi del nostro Stato, soldi e poteri al servizio di ideali vecchi nel tempo e già sconfitti da quella rivolta popolare che segnò la fine del fascismo nel nostro paese. Ascoltata con attenzione, Rossella ha fatto ancora una volta la sua parte in questo importante progetto della memoria, per non dimenticare.

     E, per non dimenticare, ho seguito le sue tracce quando è stata la mia volta di dare corpo ai ricordi di che cosa riuscì a fare la gente di una città. La mia testimonianza - dai ragazzi ascoltata in silenzio e con rispetto - ha parlato loro di ore ed ore di ricerca di feriti, di corpi senza vita, di mezzi di soccorso che solcavano le strade della città, di giovani e di donne, di uomini con tute da lavoro e con abiti da ufficio che stavano l'uno accanto all'altro, dandosi forza l'uno con l'altro per aiutare, per non essere indifferenti e ci riuscirono. Mille gesti, mille modi per testimoniare affetto a quanti furono colpiti e tra quei mille modi anche il ricorso a quel 37, per portare corpi e per dare al suo autista l'occasione per essere parte di quella reazione che rispose con la solidarietà alla vigliaccheria di quei criminali che misero una bomba tra la gente, in una sala d'aspetto di seconda classe. A Bologna!

     L'incontro è finito. Gli ultimi saluti e poi la voglia di essere parte di quei volti che conserveremo tutti nelle fotografie che abbiamo voluto farci. A memoria di un bel pomeriggio di storia!

martedì 12 maggio 2026

OLTRE IL VETRO DI UN COMPUTER....

 ......e di nuovo online, per incontrare ragazze e ragazzi di Vigarano Mainarda!

Tre terze classi , un totale di sessanta presenti (ovviamente con le loro insegnanti) e con CINZIA VENTUROLI nel ruolo di docente collegata insieme a me per questo incontro che aveva come scopo illustrare ai giovani che vedevamo attraverso i piccoli riquadri dei loro schermi di computer ciò che accadde a Bologna il 2 agosto 1980.

La strage di Bologna attraverso le parole e le slide di Cinzia e poi raccontata da me, illustrando quanto fecero le persone di Bologna quel giorno.

L'attentato, chi lo pensò, lo finanziò, chi mise la bomba e chi protesse - depistando le indagini - i terroristi. Organi dello Stato che si macchiarono del delitto di complicità e tutto questo che si tradusse in un vile attentato. Ottantacinque vittime, duecentosedici feriti, soccorsi e solidarietà usciti dalla gente di ogni giorno, gente semplice, mani e autobus, una sinfonia di soccorsi per dire che c'è un mondo diverso, che non si riconosce nella violenza, che dedica il meglio di se stesso al prossimo, a chi soffre.

E quando il tempo finisce intravvediamo i loro saluti, l'arrivederci delle professoresse che diventa la spinta a proseguire questo percorso della memoria...

PRIMA E DOPO BOLOGNA. Continua la storia di una strage raccontata agli studenti

    Sette maggio, giorno di compleanno ma anche giorno di intensi incontri con i nostri giovani degli Istituti Superiori che stanno velocemente galoppando verso la fine di questo anno scolastico. Nove mesi al termine dei quali tireremo le somme di questo ennesimo anno durante il quale abbiamo fatto ed illustrato storia attraverso quel progetto "Educare attraverso i luoghi" che ci vede presenti - docenti e testimoni - nelle aule, nella stazione di Bologna e poi nei locali che il Comune  e l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime ci hanno offerto per poter continuare questo nostro percorso della memoria.

     E' stato un giovedì che ha visto gli studenti di est e ovest di Bologna venirci a far visita in quel luogo dei ricordi che è la Stazione Centrale  del capoluogo emiliano, ancora una volta per rivedere insieme a noi che cosa accadde quel sabato 2 agosto 1980, la strage compiuta dai NAR che causò 85 vittime ed oltre 216 feriti oltre al crollo dell'intera ala ovest della stazione dei treni.

     Alle 9 del mattino è stata la volta dei 41 componenti delle 5aA e 5aB dell'ITIS  "E. FERMI" di Modena giunti fino a noi in compagnia dei loro prof Paola, Giusi, Matia e Annalisa. Studiano "Automazione" ma nel corso dei mesi di studio che hanno alle spalle i loro insegnanti li hanno "portati dentro" questa complicata e (per loro) lontana storia che è la strage del 2 agosto, aiutandoli a capire la complessità di un avvenimento che ha visto coalizzarsi terroristi di estrema destra, neofascisti, personaggi dei servizi ed altri personaggi appartenenti alla Loggia massonica P2, alla finanza, all'informazione per dar corso a quel vile percorso di violenza  e di tentativi di rovesciare questa democrazia.

     Una storia che Luca Palestini  - nostro docente di turno - ha dettagliatamente spiegato illustrandone i momenti più salienti ed interessanti anche grazie all'utilizzo di immagini e testi molto ben curati e che i ragazzi intorno a noi hanno seguito con interesse. Il compito di Luca si è ancora una volta evidenziato come non facile da portare fino in fondo in quanto tante sono le cose da spiegare, tante le storie, tanti i fatti ed i personaggi di cui parlare, avvenimenti che hanno attraversato la seconda parte del secolo scorso e che (per ragioni di tempo) debbono essere condensate in così poco tempo.....ma Luca ce l'ha fatta egregiamente! Dettagli dell'attentato, nomi di esecutori e depistatori, nomi di finanziatori, organizzazioni nate per uccidere e per creare quel caos che nei loro propositi avrebbe dovuto portare ad una situazione di ritorno al passato, ad un clima di paura ed invece...

     ......ed invece la gente reagì come solo il richiamo al senso democratico, umano, solidale, altruista e fermamente contrario alla violenza seppe portare così tanta gente a soccorrere, aiutare, trasportare, scavare, confortare chi fù colpito da quel gesto di efferatezza che colpì Bologna ma non la vinse. Perchè i cittadini risposero, non abbandonarono coloro che avevano bisogno di aiuto e lo fecero in mille modi, con mille gesti..


     ......lo abbiamo raccontato anche ai 33 studenti di quelle due quinte classi  arrivati nel pomeriggio da Ravenna, da quel loro ITIS "NULLO BALDINI" che già altre volte ha portato altri suoi giovani ad ascoltare questa stessa storia, ripercorrendo con noi il passare del tempo ma di un tempo che fù intensamente partecipato da lavoratori e studenti, da uomini e donne, da giovani che chiedevano cambiamenti e più spazi di partecipazione e di democrazia ma che furono fermati dalle bombe, dagli attentati, da quel "colpire nel mucchio" che divenne il metodo di fare politica dei criminali neofascisti e dei loro complici anche annidati nelle istituzioni della nostra Repubblica.

     Cristina Masserola e Anna Valentini  - le docenti che li hanno accompagnati a Bologna - ci hanno fatto capire che cenni importanti di questo pezzo della nostra storia i ragazzi la conoscevano ma l'interesse per conoscerla meglio e più nei dettagli  l'abbiamo visto constatando la loro attenzione, la curiosità ed il modo con cui hanno seguito ogni parola di Rossella Ropa - che ha avuto il compito di "fare lezione di storia" -  prima in quella sala d'aspetto e davanti a quel muro giallo che segna il luogo dove avvenne l'attentato in Stazione e poi ascoltandola mentre completava quella sua lunga elencazione di fatti e personaggi che diedero vita al più grande massacro di gente inerme dal dopoguerra! 

     Storia e ricordi fusi insieme. Usciti anche dalle mie parole di testimone di quell'indimenticabile giornata d'agosto di 45 anni fa. Il ricordo di quanto seppe fare la gente di una città, di come si strinse intorno a coloro che furono colpiti dalla violenza fascista, di come si comportò, con semplicità ma con dedizione, scavando e soccorrendo, asciugando ferite o spostando macerie o guidando un autobus della linea 37 divenuto un triste carro funebre per tante, tante ore. Gente semplice che si unì a medici, infermieri, vigili del fuoco ed a quella "sinfonia dei soccorsi" che lasciò un segno indimenticabile nella storia di tutti.

     Questi nostri studiosi di logistica e di elettrotecnica che abbiamo avuto accanto a noi, oggi, torneranno a Ravenna, al Nullo Baldini, con qualche motivo in più per riflettere sull'importanza di appartenere ad una società che sa dimostrare, al momento giusto, il valore dei sentimenti, delle idee e la fiducia nelle proprie capacità di saper reagire quando è necessario, senza essere per questo eroi ma persone semplici e per questo di grande valore. Ed abbiamo tanto bisogno di valori giusti!

mercoledì 6 maggio 2026

LA STORIA OLTRE LO SCHERMO....

     Studenti ferraresi, quelli di oggi!

     Quattro intere classi  di terza media in collegamento online con Cinzia Venturoli e con il sottoscritto. Studenti di Sant'Agostino e quelli di Mirabello, sessanta in tutto, ragazze e ragazzi del ferrarese che sono stati "portati" fino a noi da Monica, Domenica, Diletta e Caterina, le prof che hanno avuto il compito di accompagnarli per un paio d'ore dentro quella storia difficile ed a loro così lontana che è la storia della strage alla stazione di Bologna, l'attentato compiuto il 2 agosto 1980 che causò la morte di 85 persone ed il ferimento di oltre 216.

   


 Da uno schermo che ci ha tenuti (purtroppo) separati, hanno sentito la ricostruzione storica sapientemente illustrata e descritta nelle sue fasi importanti ed indimenticabili dalla nostra prof CINZIA VENTUROLI. Quasi mezzo secolo di storia, quel secolo che ci ha appena lasciati e quel percorso di lotte, di diritti, di conquiste e poi di sangue e di rigurgiti fascisti, di nascita di organizzazioni criminali che hanno avuto nelle stragi la loro strategia e che hanno potuto avvalersi di complicità da parte di gente e di organi di questo Stato non sempre comportatosi secondo quanto scritto su quella Costituzione che dovrebbe essere legge di tutti e per tutti ma non sempre lo è! La strage di Bologna è uscita dalle labbra di Cinzia, e lei ne ha illustrato le fasi importanti avvalendosi anche di immagini che aiutano sempre ad "andare" là dove i ragazzi non potranno mai andare ed i ragazzi oltre il vetro dei computer l'hanno seguita, in silenzio perchè quella storia di violenza è diventata una parte del loro percorso di studio che mancava ma che solo seguendo la lezione di questa mattina sarebbe diventata utile non solo per il loro percorso didattico ma anche per il loro percorso umano. 

     E quando la parola è passata a me, anziano testimone di quella giornata, ho intuito che i giovani che osservavo al di là dello schermo hanno preso atto che una città e la sua gente possono essere duramente colpiti ma non rimanere immobili, passivi, indifferenti. Con il ricordo di quel giorno che è sempre lì pronto a far uscire l'emozione ad ogni mia parola, ho raccontato loro di ciò che seppe fare quella moltitudine di uomini, donne, di giovani e di gente sconosciuta ed apparentemente lontana ma che si mescolò e si unì per rispondere con i gesti e con l'affetto, stando per ore ed ore accanto alla sofferenza ed allo stesso tempo accanto al diritto di reagire, di ribellarsi con l'intelligenza della propria umanità ad un crimine efferato e ad una ingiustizia che urlava risposta, una rivolta che fu pacifica ma decisa! E la risposta venne data in mille modi, con semplicità e con fermezza, scavando, soccorrendo, confortando ed anche guidando quell'autobus della linea 37 che portava corpi inermi nel loro ultimo viaggio...

     Il silenzio finale, le domande, i loro saluti sono stati e sono sempre il gesto che ci conforta: hanno ascoltato, hanno condiviso, hanno imparato e nei loro giorni che seguiranno ci saranno anche un po' di questi nostri insegnamenti a ricordare loro che ci sono momenti di vita ed esempi di comportamento da non dimenticare mai.

venerdì 1 maggio 2026

A RITROSO NEI GIORNI....

 A ritroso nei giorni, differentemente dal ritmo ordinato che uso sempre per  descrivere gli avvenimenti di cui ritengo importante mantenere il ricordo, riporto quì gli appuntamenti di cui sono stato in qualche modo osservatore e testimone in questi ultimi giorni.

                           GIOVEDI' 30 APRILE 2026 - IST. SUP. "ALBERGHETTI" DI IMOLA

     Atteso dagli studenti delle classi 2aCtm e 2aBtm e dalle prof (una delle quali già conosco molto bene per averla altre volte incontrata con altri studenti: Layla Albano) ed in compagnia dei formatori dell'Associazione Pereira  - Davide e Martina -  i quali  avevano precedentemente organizzato e gestito l'incontro con questi studenti ed avevano fatto loro lezione sugli anni del terrorismo e della strage di Bologna, ho offerto a quanti mi hanno ascoltato il mio ricordo del sabato 2 agosto 1980, il giorno in cui a Bologna, nella sala d'aspetto di 2a classe, fu fatta esplodere la bomba che causò 85 vittime e 216 feriti.

     Al momento dell'incontro con questi circa 25 studenti  della scuola superiore che ha sede in via San Benedetto, erano presenti anche il Preside dell'istituto e l'Assessore alla Cultura del Comune di Imola Giacomo Gambi che hanno introdotto e portato il loro saluto ai ragazzi ed alle ragazze che sono impegnati nel loro sforzo didattico nelle materie di elettromeccanica.

     Dopo aver raccontato i dettagli di una giornata trascorsa al fianco di tante persone che quel giorno portarono soccorso e conforto a quanti furono colpiti da quell'immane tragedia, dopo averne raccontato gli esempi di dedizione  e di volontà che vidi portare da tanta gente sconosciuta eppure così importante, dopo averne descritto le azioni, i gesti, i comportamenti e gli esempi indimenticabili di umanità e solidarietà ho detto di come mi sentii di dare il meglio di me stesso alla guida di un autobus, quel "37" restato nella memoria di tutti per aver portato al loro ultimo destino quei poveri corpi senza vita. Il silenzio e l'attenzione dei ragazzi che avevo davanti sono stati il più bel segnale di interesse e rispetto per quelle vittime, per quei valori che il 2 agosto 1980  lasciò per sempre nel ricordo di una città e del suo popolo.


                  MERCOLEDI' 29 APRILE 2026 - IIS "PARADISI" DI VIGNOLA DI MODENA - ORE 14

     C'era Rossella Ropa ad attendermi presso il binario numero uno della stazione di Bologna. Erano le ore 14 e lei avrebbe avuto il compito di fare lezione di storia agli studenti vignolesi del Paradisi che stavano per raggiungerci, in compagnia di due loro prof e di un  collega  insieme al quale avevano accompagnato fino a noi  i 28 ragazzi e ragazze (una sola!)  della 5aB e 5aA che studiano lingue e scienze nelle aule del loro istituto. 

     E, come sempre accade , Rossella  si è fatta protagonista di quel racconto dei fatti e dei personaggi che compongono la storia di quello che è il più grande attentato mai avvenuto nel nostro paese e che ha lasciato 85 vittime ed oltre 216 feriti. La strage di Bologna, la strage del 2 agosto 1980 è passata attraverso le sue parole nel bagaglio di conoscenza di questi studenti che hanno così imparato chi fece quella strage e quali erano i loro obiettivi ma hanno anche capito come altri protessero quei giovani neofascisti, come furono coinvolti apparati dello Stato e come si resero responsabili dell'organizzazione, della pianificazione, del finanziamento di quel massacro eminenti personaggi dei servizi , degli apparati militari e di una logga massonica segreta al culmine della quale c'era un personaggio di nome Licio Gelli, fascista della prima ora e poi riciclato e trafficone nei meandri di quegli ambienti direttamente legati alla politica, alla finanza, al governo di questo nostro paese. Rossella ha illustrato tutto, ha reso possibile per questi ragazzi che l'hanno ascoltata di capire un capitolo difficile della nostra storia ma di allargare la loro conoscenza anche ad altre storie, quelle da me raccontate come testimone di quello che accadde quel giorno in stazione.

     La mia testimonianza si è "srotolata" attraverso le parole che il ricordo mi suggerisce sempre. Nel mio racconto ci sono state le storie delle persone che quel giorno "fecero la differenza" offrendo il meglio e dando valore a gesti semplici ma essenziali pe salvare vite ed assistere quanti furono colpiti così vigliaccamente da coloro che usarono l'esplosivo per imporre la volontà di far ritornare indietro la storia e sognare quel ritorno al passato che per loro significava ritorno al fascismo! Quel lontano 2 agosto 1980 l'ho ricordato con parole ed esempi semplici, con il ricordo di quanto vidi fare e quanto provai a fare io stesso, alla guida di un autobus della linea 37, per accompagnare persone che non avevano più una destinazione, per stare con loro fino alla fine, per il rispetto che si doveva loro. E' finito con quei loro saluti, con poche parole, con tanta emozione.


                         MERCOLEDI' 29 APRILE 2026 - IIS "GIORDANO BRUNO" DI BUDRIO - ORE 9

     La 5aA e la 5aB erano rappresentate dai 35 ragazze e ragazzi che che le prof Martina ed Annalisa in compagnia di Fabio (loro collega d'Istituto) hanno accompagnato fin davanti a quell'edificio giallo che si differenzia da tutto, nella stazione di Bologna, quella tonalità di colore che ci parla di una strage, perchè quell'edificio così diverso è quella parte della stazione che il 2 agosto 1980 venne distrutta dalla bomba fatta esplodere all'interno della sala d'aspetto di seconda classe provocando 85 vittime e 216 persone ferite.

     Loro, gli studenti di oggi, a Budrio studiano elettronica ed elettrotecnica ma questa storia di oggi l'hanno affrontata già nelle loro aule e quel po' di conoscenza con la quale sono arrivati quì in stazione è dovuta alla intelligente volontà ed all'impegno dei loro insegnanti che molto spesso vanno ben oltre i programmi previsti in quanto ritengono importante parlare ai ragazzi di cose che sui libri e nei programmi scolastici non sempre sono trattati come si dovrebbe. La strage alla stazione , quello che è accaduto alle 10.25 di quasi quarantasei anni orsono, è stato il tema del racconto di Giovanni Mulargia - uno dei nostri docenti ai quali noi testimoni ci aggreghiamo ma con altre funzioni - entrando nel pieno di quegli anni '60-'80 che furono protagonisti di grandi eventi sociali e politici e che furono testimoni di lotte per i diritti, per il cambiamento e ricevettero come risposta reazioni violente e sangue con quanto venne  compiuto da organizzazioni terroristiche che ebbero complici importanti in certi apparati del nostro stato, delle nostre istituzioni. Giovanni si è addentrato in quegli anni, con immagini e parole, ascoltato e seguito in silenzio perchè parlare di una strage richiede partecipazione e silenzio....

     Un silenzio ed una partecipazione che ha anticipato quel loro stesso comportamento percepito durante la mia testimonianza quando i ricordi di vecchio autista si sono fatti storia da raccontare a chi è così anagraficamente lontano da quel giorno della strage. Un autobus mescolato a tante mani che aiutavano. Il fare di un autista accomunato al fare di tanta gente, per aiutare e dare solidarietà, salvare vite e restituire affetto a chi vita non aveva più. Lunghe ore di guida e di emozioni tra corpi straziati, urla ed il silenzio di chi scavava, di chi voleva essere dignitosamente contro quel massacro dando tutte le energie che aveva in corpo per lasciare un segno di umanità. Un autobus, quel 37, quel proseguimento di mani che scavavano, la mia storia mescolata alle storie di altri affinchè i ragazzi del Giordano Bruno se ne potessero far ritorno a casa con qualcosa in più, nella mente e nel cuore.


                              LUNEDI' 27 APRILE 2026 - LAUREANDI DA RIMINI E DA MODENA 

     ORE 9 - Una lezione in più! L'avevano chiesto alla loro docente Cinzia Venturoli, e quella lezione in più l'hanno avuta, venendo a trovarci in stazione, quegli otto studenti (un ragazzo tra altre ragazze!) che hanno frequentato, sotto la direzione della prof Venturoli, il Corso di Storia dello Stato Sociale all'Università di Rimini. Volevano saperne di più sulla strage di Bologna e Cinzia li ha aiutati a venire sin quì, alla stazione dei treni ed in quella palazzina che fu distrutta dalla bomba messa dai Nar ed esplosa alle 10.25 di quarantasei anni orsono, per capire, sapere e non dimenticare come e perchè si può compiere un massacro e come e perchè anche parti delle nostri Istituzioni  si sono rese responsabili di quella strage. E' stato il compito di Cinzia, come sempre portato a termine con grande professionalità e con umanità ed io ho cercato di essere d'aiuto  - seduto tra di loro, in quella "Sala del Dentone" - portando loro il mio ricordo di quel giorno, con quei gesti indimenticabili che vidi fare e con quelli che riuscii a fare io stesso, alla guida di un autobus oggi "mio caro amico": quel 37 che nessono dimentica. Saremo riusciti nel nostro compito? Credo che il clima di grande affabilità che si è sentito durante le ore del nostro stare insieme abbia detto a Cinzia ed a me stesso che sì, ci siamo riusciti. E li ringraziamo per averci dato la spinta giusta nel ricordare....

---------------------

     ORE 14 - Una ragazza mi ha contattato. Si chiama Nicole, Niki per gli amici. Sta preparando una tesi sulle tre stragi "bolognesi": quella all'Italicus, quella del 2 agosto 1980 e quella del Rapido 904. La incontro nel primo pomeriggio in una saletta dell'Università di Bologna. Facciamo conoscenza, parliamo di coloro che entrambi conosciamo: altri testimoni, i fatti, persone che hanno per lei avuto ruoli importanti come la prof Venturoli ed altro..

     Mi chiede di raccontare quello che ricordo di quel giorno. La mia mente si apre ed il mio cuore si stringe. Ma le parole escono dalla bocca e parlano, dicono di una giornata e dei suoi protagonisti, di gesti e di silenzi, di pianto e di urla ed anche di dignità fattasi soccorso, di donne ed uomini, di giovani e di pietre da loro scavate, di autobus e di immagini indimenticabili...

     E mentre parlo quel piccolo registratore incide i ricordi di quel giorno, mio e di altri...

     E quando il racconto finisce quel po' di silenzio che segue continua a parlare di una giornata che non se ne andrà dai ricordi di un lontano autista, di uno tra i tanti che ho voluto raccontare a Nicole, Niki per gli amici. In bocca al lupo Nicole, ora aspetto la tua tesi ......




     

sabato 25 aprile 2026

PRIMA FU UN AEREO POI UNA BOMBA. QUELLI DEL SALVEMINI A CONFRONTO CON L'INGIUSTIZIA

 

Chi non ricorda quanto accadde al Salvemini il 6 dicembre 1990? Data l'età, i ragazzi e le ragazze che oggi ci sono venuti a trovare davanti alla stazione di Bologna non possono aver visivamente presente quelle tremende scene di distruzione e morte che lasciarono un ricordo triste ed uno stupore infinito. Quell'enorme squarcio nella fiancata della loro scuola, aule distrutte, il corpo di un aereo militare ancora tra quei mattoni e tra quei banchi devastati mentre sul prato venivano distesi i corpi di quei dodici studenti che perdettero la vita.

  I trentuno studenti di oggi ne conoscono la storia, quella loro insegnata da professori e genitori, quella che sicuramente sarà conservata in immagini appese a qualche muro del loro Istituto, quella che avranno letto su ritagli di giornali e/o altri documenti che faranno parte di un percorso di memoria che non può non essere presente tra le mura dell'ITCS "Gaetano Salvemini" di Casalecchio di Reno, appendice, ormai, della città di Bologna.

  Ed un percorso della memoria i giovani delle 5aS e 5aR, insieme alle quattro professoresse che li hanno accompagnati fino a noi, lo hanno compiuto anche IERI 24 APRILE 2026  partendo da quanto hanno potuto ascoltare dalla  voce del nostro Michele Sgobio, davanti al muro esterno della sala d'aspetto di Bologna Centrale, in cerchio intorno a quello squarcio, alle targhe e poi alle lapidi, ai monumenti, all'orologio che "raccontano" di quel luogo della memoria dove avvenne la più grande strage di civili mai compiuta nel nostro paese dal dopoguerra: 85 vittime ed oltre 216 feriti.

 


Una lunga storia fatta di date, di fatti, di nomi che Michele ha con pazienza e con chiarezza portato alla conoscenza dei ragazzi e delle ragazze del Salvemini. Una strage raccontata nei suoi particolari storici, quegli elementi di conoscenza che permettono di inquadrare un pezzo di nostra storia lontana (per i giovani) ma ancora così sentita da chi trascorre il passare del tempo tra le strade, i palazzi, i giardini di questa nostra città, Bologna., e non vuole, non può dimenticare.

  Colpevoli materiali di quell'attentato, complici e finanziatori, depistatori e personaggi indegni di far parte di certe nostre istituzioni, vecchi rottami del fascismo arrivati fino a noi che si sono mescolati a giovani neofascisti con la voglia di "sparare nel mucchio" e colpire persone innocenti e tutti con lo stesso disegno: colpire pesantemente una democrazia e le sue istituzioni. E poi gli arresti, i processi, le assoluzioni e di nuovo altri processi, le condanne e poi le assurde e definitive scarcerazioni, seppur non per tutti. Michele ha spiegato ogni cosa, fino a quanto accade oggi, fino a dire che è ancora grande la necessità di vigilare e continuare a chiedere giustizia ed invocare verità sui fatti del 2 agosto 1980.

  Dopo di lui la mia testimonianza. Quella di un autista alla guida di un autobus della linea 37 ed intorno tante mani che scavavano, soccorrevano, rispondevano con dedizione ad una ingiustizia senza fine, una coralità di gesti che si trasformarono in una coralità di affetto e solidarietà ma anche di energica risposta a chi pensava di seminare terrore ed ottenne - da Bologna e dalla sua gente - reazione e difesa delle istituzioni, pretendendo ricerca dei colpevoli e denunciando connivenze e silenzi.

  Il Salvemini ha fatto la sua parte, con noi. L'adesione al progetto "Educare attraverso i luoghi" ha portato i suoi studenti nel luogo principale della principale strage avvenuta in Italia.  Aggiungeranno altre storie di donne ed uomini, di giovani e bambini, a quella "loro" storia di altri ragazzi uccisi senza colpa, da un aereo. Avranno occasione di riflettere su che cosa è l'ingiustizia, su quali compiti li aspetti la vita che vanno ad affrontare e noi - oggi Michele ed io - speriamo di essere stati in grado di spingerli a non girare mai le spalle a quanti ancora hanno bisogno del nostro aiuto., in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo.

ATTENTI E DISATTENTI

    Arrivano e ripartono ed ormai facciamo parte anche noi di questi movimenti incrociati degli studenti e dei loro professori. Classi che a...