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venerdì 4 settembre 2026

IL BUON INIZIO

   Per loro sarà una tre giorni intensa: incontri, lezioni, visite, confronti ma per me, quelle di ieri pomeriggio, sono state quattro ore dedicate al ricordo, alla memoria di quanto avvenne a Bologna il 2 agosto 1980.

   Grazie alla collaborazione tra i Comitati Arci di Bolzano e Trento con l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna ci hanno fatto visita, in questi giorni,  11 insegnanti di cui sei professoresse e cinque loro colleghi maschi. Con Sonia Zanotti (testimone, ferita nello scoppio alla stazione e vice-presidente dell'Associazione) sempre attiva nell'organizzare queste visite i/le docenti scesi dalle dolomiti hanno trovato a Bologna la collaborazione di Paolo Lambertini (Presidente dell'Associazione) e di Cinzia Venturoli nelle vesti di persone qualificate - e chi meglio di loro? - a "farle entrare dentro" la nostra storia cittadina, politica, sociale ed associativa. Tante cose di cui fare tesoro, storie e personaggi che hanno attraversato le vicende di oltre mezzo secolo di vita della nostra citta, al centro della quale una importanza speciale la trova sempre la vicenda della strage alla stazione, il  massacro di 85 innocenti, il ferimento di oltre 200 e anche altre storie. Storie di donne ed uomini, di partigiani e sindaci, di lotte e conquiste, di polemiche e divisioni, di scontri sociali e politici e di momenti tremendi vissuti nella paura e nel terrore, per decenni. Bologna è anche questo...e tanto altro!

   


Ieri, nella mattinata, la nostra prof Cinzia Venturoli ha fatto storia. In quella grande - e calda - sala del Comune di Bologna dove accogliamo sempre chi viene a farci visita, la nostra docente ha offerto i dettagli di vicende locali e nazionali, oltre mezzo secolo di storia, particolari conosciuti e no di quanto è accaduto nei decenni intorno alla due torri, avvenimenti che sono essenziali per comprendere il percorso difficile di una democrazia attraverso le azioni di persone ed i fatti orditi da quanti hanno voluto mettere alla prova la tenuta democratica di una città e di un paese. E Cinzia, come sempre, è impeccabile nel saper trasmettere con precisione ed estrema capacità oratoria la materia di cui è così padrona facilitando in tal modo l'ascolto, il seguito e la comprensione da chi a Bologna non ci vive e più di un particolare gli può sfuggire.

   La possibilità che mi è stata offerta a partire dalle prime ore del pomeriggio di ieri è stata quella di aggregarmi al gruppo, a Cinzia Venturoli per ...portare la mia testimonianza su quanto avvenne nella Stazione Centrale di Bologna dalle 10.25 del 2 agosto 1980 in poi. Cinzia dice che per loro era come una sorta di sorpresa, non sapendo della mia presenza, ma l'aver riconosciuto, salutato e dialogato con alcuni di loro già da me incontrati a Bolzano, negli anni scorsi, in occasione di altre iniziative in ricordo degli avvenimenti di Bologna, ha creato quel clima di condivisione che ha reso veramente piacevole il resto dell'intero pomeriggio.

   A tutte e tutti loro ho raccontato le vicende di quel giorno. La mia testimonianza è stata ascoltata con interesse. Il contributo di chi - tra tanti altri - quel giorno c'era è sempre un momento che suscita attenzione ed anche emozione. La vicenda dell'autobus 37 - soccorritore tra i soccorritori - è sempre ascoltata con empatia e sono convinto che sia stata importante la decisione di Cinzia di inserire nel loro programma anche l'ascolto di un testimone, persona semplice ma che ascoltandone la storia in diretta riporta là dove avvenne la strage.

 


 E poi? E poi il trekking, quella visita guidata (da Cinzia) tra le stradine del centro storico per andare a vedere quegli angoli dove la storia si è fermata: Piazzetta Marco Biagi, il portico dove una spessa lastra di vetro protegge i fori delle pallottole sparate da quelle forze dell'ordine che uccisero lo studente Francesco Lorusso e poi la Stazione, il Binario numero uno, la sala d'aspetto, i luoghi che mostrano un orologio fermo alle 10.25, un muro giallo, lapidi e nomi, tanti nomi ed un pezzo di vecchio pavimento su cui esplose una bomba azionata da criminali neofascisti protetti da personaggi ed apparati dello Stato, criminali senza perdono! Tutti elementi che faranno parte del confronto che gli undici amici ed amiche di Bolzano e Trento avranno sicuramente modi di trasformare in elementi di crescita anche per i ragazzi con cui presto si confronteranno nelle ore di storia, nelle loro aule, nell'anno scolastico che sta per iniziare.

   Quì anche il compito - importante ma impegnativo assai! - di Cinzia si è concluso. E' un grande lavoro, il suo, è una grande donna, lei!  Anche la mia visita si è conclusa ed i loro saluti non li dimentico, li porto con me, sono stati parte dei miei pensieri anche su quel treno che mi ha riportato ad Imola.....

lunedì 8 giugno 2026

ROSA E I SUOI STUDENTI...

 Giovedì 4 giugno 2026, è sera, sono a Bologna, nel Parco "11 settembre" incuneato tra via Lame e via Riva Reno.

 C'è una Festa, tanta gente seduta ed in piedi, tanta gioventù e si capisce subito che ci sono tanti genitori - oltre a interessati visitatori come il sottoscritto - perché questa è la sera dove sullo schermo possono assistere alla proiezione dei docufilm realizzati da studenti di scuole ed istituti della città. Lavori e progetti che stanno a dimostrare sensibilità ed impegno e che vengono lasciati a dimostrazione della serietà con cui hanno frequentato i loro studi.

 Tra le scuole qui rappresentate c'è il "Rosa Luxembourg", una superiore che ho avuto occasione di visitare in quanto una sua seconda classe ha voluto ascoltare anche da me la testimonianza di quanto avvenne nella Stazione di Bologna il 2 agosto 1980, il giorno della strage. Per ricordare quell'evento gli studenti hanno realizzato un loro documentario, suddividendolo in 5 brevissimi step e dando corpo ad un filmato che ha preso il via da quanto avevano raccontato loro sia il sottoscritto che altre persone, altri docenti (oltre ai loro).

 La pazienza di fare arrivare le (quasi) 23.00 è stata ripagata da quelle immagini seguite dal folto pubblico in silenzio e sottolineate dal lungo e motivato applauso. Bologna non dimentica e anche in questa occasione ne abbiamo avuto la prova.

 Con Paolo Lambertini e Antonella Beccaria, presenze importanti, insieme agli altri docenti forse mescolati tra il pubblico (Michele fu con me quando incontrammo i ragazzi del Rosa) ci siamo congratulati con alcune prof di questi nostri "documentaristi". Il loro lavoro culturale e didattico oltre che pratico è stato ancora una volta encomiabile!

  La festa si conclude. Loro hanno mostrato cosa sanno fare oltre a stare sui libri ed ora li si lascino divertire, chiacchierare, scherzare e prepararsi a quello che decideranno di fare, domani. Stasera ho visto come anche per loro la memoria su un fatto lontano ma così importante si sia trasformata in un impegno.

   Grazie ragazze e ragazzi e....buona vacanza!


venerdì 5 giugno 2026

LA QUIETE, DOPO TANTI INCONTRI...

     Quando osservo il ritratto di Alessandro Tassoni mi viene in mente un personaggio malefico che ritrovo spesso sulle pagine di uno dei fumetti più letti nel nostro paese, ovvero Tex Willer. Sto parlando di Mefisto, un genio della magia ma al contempo un personaggio di cui avere timore.

     Ma che c'entra Mefisto con l'Alessandro Tassoni

a cui è stato dedicato l'omonimo Liceo Scientifico che ha sede a Modena e che è in funzione sin dal 1923? 
Nulla, proprio nulla! E' solamente un mio apparente accostamento di immagine che non vuole offendere la memoria di un illustre personaggio della nostra storia, sminuire assolutamente cultura e vicende umane di un insigne uomo di cattedra e nemmeno la grande funzione didattica e di formazione culturale e professionale di uno degli Istituti di cui va - giustamente - fiera la città di Modena e da cui ha ereditato il nome. 
AlessandroTassoni c'entra esclusivamente perchè nel pomeriggio di MERCOLEDI' 3 GIUGNO, tra le ore 14 e le ore 17, con la classe 5aA di questo
Liceo Scientifico ci siamo incontrati per confrontarci su quel tema che continuiamo a ritenere estremamente importante per quanto riguarda la conservazione della memoria su una vicenda che riguarda la storia bolognese ma, più in generale, la storia dell'intero paese: la strage del 2 agosto 1980 avvenuta alla stazione di Bologna  alle  10.25 di quel sabato mattina.

     Una classe senza defezioni, 23 tra ragazze e ragazzi giunti insieme alle prof Ianni e Gordini - che insegnano rispettivamente Storia e Italiano - e che subito ci hanno dato conferma che molte cose di quel lontano avvenimento questi giovani le conoscono e non ha tardato molto ad averne conferma Giovanni (Mulargia),
uno dei nostri docenti che hanno il compito di offrire quella lezione di storia che sintetizza ciò che avvenne nel nostro paese tra gli anni '60 e gli anni '80 del secolo scorso, il periodo delle grandi e popolari lotte per i diritti, le conquiste e la democrazia.
Giovanni ha parlato prima in quel luogo della memoria che è la Stazione ferroviaria, illustrando e spiegando il significato degli oggetti visibili (orologio, targhe, monumenti, lapidi e quell'angolo di pavimento che ricorda il punto dove avvenne l'esplosione) e poi, arrivati nella sala che ci ospita all'interno del Palazzo del Podestà, svolgendo la sua vera e propria lezione di storia attraverso la quale ha potuto rivisitare gli anni di una ventennio (ed oltre) da non dimenticare, la violenta risposta data da uomini ed apparati dei servizi a quella richiesta popolare di cambiamento che in certi ambienti divenne talmente pericolosa da rovesciargli contro un criminale progetto di morte, sofferenze e rinuncia a quei diritti legittimi a cui ogni donna, uomo, studente, lavoratore aspirava.

Nell'attenzione che veniva rivolta alle parole di Giovanni era concentrata l'importanza che anche i giovani di Modena hanno giustamente riservata alla storia della strage più grande del dopoguerra mai avvenuta in Italia. In più di una occasione Giovanni è stato fermato per precisare meglio o per fornire ulteriori elementi su qualche personaggio o momento del suo racconto e questa è stata la miglior testimonianza dell'interesse che i nostri incontri continuano a destare in chi ci ascolta,
E poi io, la mia testimonianza, il ricordo di uno dei tanti di quel giorno, in Stazione, con quell'autobus della linea 37 a fare la spola tra i detriti di quanto rimaneva delle sale d'aspetto distrutte dalla bomba e gli oscuri, tetri, locali delle camere mortuarie dove giacevano per i loro ultimi istanti quei poveri resti che portavo al saluto estremo dei loro famigliari in attesa, un'attesa disperata e coinvolgente come mai avrei immaginato potesse essere.

Il silenzio che ha accompagnato le mie parole è stato rotto solamente alla fine di quel racconto, l'emozione  ha contagiato altri oltre a me stesso, le domande hanno completato quei varchi che ci sono sempre nelle cose che vorresti dire ma che a volte non trovano spazio e loro - i giovani del Tassoni - hanno reso il tutto più denso di affetto venendoci intorno, stringendo le nostre mani, trasmettendoci rispetto e ringraziamento per quanto eravamo riusciti a comunicare ed a far divenire parte della loro cultura così preziosa in un paese dove troppo spesso la cultura non ha quel ruolo che le spetta.

Il commiato da loro è il commiato da un anno scolastico che si chiude, anche per noi docenti e testimoni. Rifletteremo con calma su questi mesi, su questi incontri, lo faremo per apportare quei miglioramenti che si renderanno necessari ad affrontare un nuovo anno. Già, un nuovo anno scolastico pieno di incontri con altri giovani, altri Istituti, altri alunni e studenti, altri bambini, adolescenti, giovani che ritroveremo sui loro banchi di scuola e nei nostri "Luoghi della Memoria" per continuare a ricordare la Strage alla Stazione del 2 agosto 1980 ma soprattutto per non dimenticare mai quelle 85 vittime e quegli oltre 216 feriti, per sempre con noi. 
Ora, un po' di quiete, un po' di silenzio perchè il ricordo resti forte, come sempre.

martedì 2 giugno 2026

E FESTA SIA!

      Finiscono gli studi, chiudono le scuole ma prendono il via le iniziative, le feste, vengono fatti conoscere al pubblico - e non solo a genitori e docenti - i progetti realizzati da studenti di molti istituti, primarie, secondarie, superiori per far conoscere i loro momenti di approfondimento e studio su tematiche ritenute importanti e quindi da mettere in evidenza e trasmettere a quanti - da fuori - è giusto che si rendano conto che sui banchi non si parla e non si studia solo Giulio Cesare ma anche storie ed avvenimenti relativamente recenti di cui è giusto conservare memoria e su cui è motivato l'impegno dei ragazzi.

     Forse non riuscirò a tenere conto e mettere in evidenza tutte queste iniziative ma almeno vale la pena ricordare quelle su cui si posa la mia, la nostra attenzione ed a cui riusciamo a dare un nostro piccolo contributo di presenza e di suggerimenti  - in qualità di testimoni ed anche di docenti - e porle all'attenzione di tutti, anche di coloro che avranno la pazienza e la voglia di leggere queste mie semplici annotazioni.

     VENERDI' 29 MAGGIO, alle ore 9, nel Cinema "Italia" di Castenaso, le classi quinte delle Scuole Elementari "A. Fresu" di Villanova di Castenaso e quelle della Primaria "G. Marconi" di Castenaso, hanno presentato al folto pubblico composto da genitori, insegnanti, amici ed invitati, i progetti da loro realizzati riguardanti il ricordo della Strage di Bologna, avvenuta in stazione alle ore 10.25 del 2 agosto 1980. 

     Nei mesi scorsi, insieme alla prof CINZIA VENTUROLI ed al maestro ANDREA QUAIOTTO, ho avuto la fortuna di recarmi nelle loro classi, per raccontare a questi scolari che cosa accadde in stazione e lasciare a tutte e tutti la mia testimonianza di soccorritore/autista di quell'autobus che venne utilizzato per quell'ultimo viaggio che compirono i poveri corpi di tante vittime. E questi ragazzi hanno tradotto la storia di Cinzia e la testimonianza mia in parole, poesie, canzoni, disegni, video, ricostruzioni colorate e descritte su cartelli e fogli. Uno spettacolo vero e proprio fatto e recitato da loro, con garbo, intelligenza, con serietà ed umiltà e con quel tocco di sapienza che li ha resi protagonisti di una mattinata che non dimenticheremo. 

     

                                         Su quel palco di Castenaso li abbiamo visti sfilare, leggere, recitare finchè la fine non è venuta e si è concretizzata con quel girarci le spalle e mettere in mostra quell'orologio stampato sulle magliette che indossavano e che mostrava un'ora a noi tutti tristemente conosciuta: le 10.25 ma per loro diventate le 10.26 perchè la storia continua e loro sono quì a raccontarcela.

     Cinzia, Sonia, io, Andrea, Roberta, Federica ed altre ed altri, quì ad ascoltarli, ad aiutarli a non fermare mai il ricordo di quel giorno. E' il nostro compito...per aiutare i loro compiti! 

     Grazie, piccole amiche e piccoli amici di Villanova e di Castenaso!


                                          °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


     Ma la giornata non è finita così.

     ORE 17, Imola, giardino della SCUOLA ELEMENTARE "Cappuccini", un nuovo appuntamento, un invito ricevuto dalla maestra Silvia Donati e dai 42  scolari di quelle sue 5aA e 5aB che avevo incontrato all'inizio del mese di marzo, nelle loro aule, per ricordare una strage, quella del 2 agosto 1980, per raccontare come si comportarono le persone, come aiutarono e portarono soccorso e solidarietà e come anch'io - parte di quelle donne, uomini e giovani - riuscii a dare un mio contributo guidando un autobus mentre intorno a me si scavava e si rispondeva con affetto ad un gesto vile e criminale colmo di odio e vigliaccheria.

     Quel giorno gli scolari imolesi mi ascoltarono. Oggi hanno anche loro fatto la loro parte, per non dimenticare e per continuare a trasmettere e come farlo se non nel modo a loro più congeniale?      

Quindi tutti dentro e fuori dalle aule, con matite, colori, pennelli, forbici, cartelloni, ritagli di foto e tanta, tanta fantasia e volontà per realizzare "la loro mostra", quello spazio che è stato visitato da genitori e visitatori, nell'atrio della scuola, pannelli ordinati ed estesi per parlare e raccontare a loro modo quella lontana storia, quel massacro di innocenti che avvenne in una stazione di treni, nella città di Bologna, il 2 agosto 1980 alle 10.25, di un sabato di sole macchiato dal dolore e dal sangue di bambini, di donne di uomini in attesa di partire...

      Il loro saluto , quel loro gridarmelo, lì su quel prato della scuola, tenuti in ordine da Silvia, la loro maestra ma attorniati da altre maestre, genitori, altri scolari indaffarati in altri momenti di festa, la loro festa di fine anno scolastico, fatta di canti e giochi ma anche di bellissimi lavori fatti a mano ed esposti in quei corridoi nei quali sono abituati a scorazzare ma che oggi erano "sacri" perchè luoghi di dimostrazione del loro impegno nello studio e nell'apprendimento, quel loro saluto di fronte a quei cartelloni che parlavano della strage  mi ha dato la possibilità di dialogare con altre persone e ricordare quel lontano giorno, ascoltando i loro ricordi ed aiutandoli a conoscere altri particolari che non sempre si sanno, parlando di protagonisti e di storie, di vittime e di criminali e di quel gruppo di persone che vollero dar vita all'Associazione tra i Famigliari delle Vittime grazie alla quale tanto sappiamo e tante trame nere sono state scoperte in questo nostro paese.

     Mentre uscivo si allontanava in sottofondo il loro vocìo, il loro chiamarsi, il loro strillare contenti perchè sono arrivati in porto, i libri stanno per essere riposti sugli scaffali e li aspettano le vacanze. Ed allora, che festa sia! 

     

domenica 31 maggio 2026

FINO ALL'ULTIMA LEZIONE DI STORIA. Con Antonella Beccaria, Michele Sgobio ed i ragazzi del Corso e del Morante...

      Quando la prof Cinzia Venturoli ci parla di quel periodo della nostra storia che si colloca tra gli anni '60 e gli anni '80 del secolo scorso, lei li chiama "anni affollati"!

     Io oggi copio questa sua definizione e la faccio diventare "giorni affollati" per dare una idea dell'accumularsi di incontri, impegni, iniziative, feste che segnano l'approssimarsi della fine dell'anno scolastico in corso e che vedono impegnati docenti e testimoni che si alternano negli incontri con le classi di studenti di tutte le età e di tantissimi istituti scolastici realizzati a partire dal mese di settembre dello scorso anno.

     Ora siamo veramente alla fine. L'ultimo incontro con una classe l'avremo tra pochi giorni e poi....esami, tesi, promozioni e lauree in attesa di agognate vacanze ma noi dobbiamo restare "sul pezzo", mettere in cantiere le idee per prepararci ad altri incontri, altre storie da raccontare, altre classi, un altro anno di studi....Già, perchè "Educare attraverso i luoghi" non si ferma, si aggiorna ma non si ferma.

      GIOVEDI' 28 MAGGIO 2026   -     ORE 9 STAZIONE DI BOLOGNA

     Antonella Beccaria nella parte di docente di storia, io nella parte di testimone ed insieme a noi 37 studentesse e studenti del Liceo Statale "Rinaldo Corso" di Correggio-RE. I loro tre prof ce li hanno presentati, ci hanno messo al corrente di quanto sanno della storia della strage di Bologna, ci hanno detto che il loro indirizzo di studio sono le  "scienze applicate" e che si impegnano a tal fine nelle loro classi 5aC e 5aE.

     L'ascolto di Antonella si rivela sempre come uno tra i momenti della giornata dove non puoi e non ti passa nemmeno per la testa distrarti! Il filo che (lei) svolge parola dopo parola ci comunica storia e storie di quegli anni terribili che i giovani non possono non conoscere - ed infatti un po' di cose, coloro che avevamo accanto a noi, oggi, le sapevano - ma è proprio il suo modo di fare che ha tenuto me e gli studenti lì, fermi ad ascoltarla, seguirla nei passaggi che portano ad eventi e personaggi che nella storia del 2 agosto 1980 hanno un peso ed una importanza che non si possono trascurare.

Se anche i ragazzi qualcosa conoscevano, il racconto-lezione di Antonella ha riempito vuoti, approfondito conoscenze, dato un peso a date e nomi, inserito nella memoria dei giovani (e non solo nella loro) intrecci di fatti alla fine dei quali diventa più semplice comprendere come sia possibile che una democrazia possa correre il rischio di vedersi sopraffatta dai disegni criminali di individui ed organismi fermi nel loro tempo e nelle loro idee a quell'era così lontana eppure a loro vicina, l'era del fascismo, sconfitto da una ribellione popolare...ma non per loro.

     Fare seguito ad Antonella, fare testimonianza degli eventi di quel giorno, raccontare degli altri ed anche di sè, rivivere momenti ed emozioni e offrire tutto questo a chi ti ascolta è sempre tutt'altro che facile. Ma è anche la vicinanza, la condivisione, di lei che ha aiutato le mie parole ad entrare in comunicazione con le ragazze ed i ragazzi che mi ascoltavano. La testimonianza, ancora una volta, del mio essere autista di un autobus ma ancor prima essere uno dei tanti che non vollero abbandonare chi aveva bisogno di aiuto e di affetto, quel sabato, da quelle 10.25, in quella stazione devastata da uno scoppio, accanto a tanti sconosciuti , quella "sinfonia di soccorsi" che seminò risposta ed umanità.


     ..........E POI, ALLE ORE 14, DAVANTI A QUEL MURO GIALLO della Stazione, con Michele Sgobio e con altri giovani arrivati da Sassuolo-MO, usciti da quelle loro 5aA e 5aB dell'IIS "Elsa Morante" sui cui banchi si apprestano a proporsi come futuri "tecnici-turistici", arrivati oggi a Bologna insieme ai loro quattro professori.

     A questi 39 giovani Michele ha nuovamente aperto il suo libro mentale di conoscente della storia - ed in particolare di quella risalente a quel sabato di 45 anni fa, 2 agosto 1980 - per approfondire i momenti salienti di quegli anni che vengono ricordati come anni cruenti ed insanguinati ma che furono anche la testimonianza di un momento della nostra storia dove uomini, donne, giovani, nei luoghi di lavoro o di studio si resero protagonisti di una grande richiesta di democrazia e di conquiste di diritti e spazi di partecipazione, per contribuire ad elevare il livello di crescita culturale e politica di un paese che affrontava grandi cambiamenti interni ed internazionali. Ma questo non poteva e non si voleva tollerare e contro questa voglia di libertà vennero opposti il ricatto e la paura, il terrore e la violenza.    


 Attentati e stragi, giovani terroristi e attempati uomini di potere, della finanza e dei servizi, fiumi di denaro e quintali di tritolo, l'odio per contrastare l'amore ed il rispetto in un crescendo di criminalità che ebbe il suo culmine in quel devastante attentato che distrusse parte della stazione di Bologna e provocò 85 vittime e 216 feriti. Tutto nelle spiegazioni minuziose di Michele, ascoltate da molti con intensa partecipazione...seppur non da tutti con lo stesso riguardo.

     Quando è la volta del testimone, l'incontro affronta una fase delicata e capita che le parole accusino l'influenza dell'emozione che si cela dietro il ricordo. Capita a me, capita anche agli altri. Mentre raccontavo di quell'autobus della linea 37 non potevo fare a meno di accompagnare le parole con le immagini che conservo nella libreria della mia mente, immagini composte da corpi senza vita e volti di persone straziate dal dolore. Ma anche lampi di luce che portavano accanto a quello che stavo raccontando, le immagini di gente semplice, umana, rimasta lì per dare un senso a cose che sentiva dentro e questa parte dei ricordi continua a darmi quella forza di volontà che fu la stessa di quel giorno, con le mie mani sul volante di un autobus che si stringevano ad altre mani instancabili....


sabato 23 maggio 2026

QUANTE STORIE.....

      Mattina affollata quella di ieri, VENERDI' 22 MAGGIO 2026, a Bologna. Dal "Torricelli" e dal "Ballardini" , due Istituti superiori di Faenza, erano in cinquanta gli studenti che, insieme ai loro 4 professori, ci hanno raggiunto accanto al muro che ci separa dalla sala d'aspetto della stazione.

     CINZIA VENTUROLI, che aveva il compito più gravoso ovvero quello di seminare storia tra questi giovani, mi aveva già "allertato": lei avrebbe potuto fermarsi solo per due orette scarse poi mi avrebbe lasciato l'onere (e l'onore!) di gestire il resto del tempo da solo, risalendo via Indipendenza ed accompagnando le classi 5aA e 5aC nella grande sala del Palazzo Comunale dove avrei dovuto raccontare non solo la mia giornata di quel 2 agosto 1980 ma anche provare a trasmettere a quanti mi avrebbero ascoltato il clima di quelle ore trascorse tra la sofferenza e l'impegno di tante persone intente a portare soccorso a quanti vennero colpiti dalla criminale azione terroristica che lasciò un bilancio tremendo: 85 vittime ed oltre 216 feriti.

    Tutto il tempo trascorso nella stazione centrale, in quella parte dove ogni cosa è "luogo della memoria", è servito a Cinzia, la nostra docente, per ricostruire magistralmente le fasi storiche, umane, politiche, processuali di che cosa fu quel periodo che si colloca tra gli anni '60 e gli anni '80 del secolo scorso. Per molti sono "gli anni di piombo" ma la prof Venturoli  preferisce sempre definirli "anni affollati" perchè furono testimoni di grandi sommovimenti sociali, politici, movimentisti e portarono a conquiste importanti di diritti e di partecipazione alla vita attiva che aprirono una fase molto controversa nella vita del nostro paese. Questo fu uno dei principali motivi per cui venne lasciato spazio alla nascita di organizzazioni di estrema destra, con obiettivi restauratori per non dire eversivi che ebbero ampie coperture e protezioni da parte di personaggi e di apparati dei nostri servizi segreti.

     Cinzia ha spiegato bene l'evolversi della storia e l'intreccio di tante altre storie. Da lei i giovani faentini hanno ascoltato le storie delle stragi che si sono susseguite a partire dal 12 dicembre 1969 (Piazza Fontana), gli attentati a giudici e personaggi della politica e della cultura, le uccisioni di gente che credeva in altri ideali e poi le altre stragi: ai treni, nelle piazze fino ad arrivare alla strage più grande mai realizzata in Italia dal dopoguerra: quella delle 10.25 del 2 agosto 1980, a Bologna. E mentre spiegava, invitava le ragazze ed i ragazzi ad osservare particolari ed oggetti che testimoniano cosa accadde quel lontano giorno: lapidi e nomi, un orologio fermo, monumenti e mattonelle gialle, un vecchio pezzo di quel pavimento su cui venne fatta esplodere la bomba, in una sala d'aspetto affollata di gente di ogni provenienza e di ogni età.

     Il commiato della nostra prof da noi è arrivato troppo velocemente ma l'incontro non era terminato, doveva continuare, ed  ecco che ho dovuto prendere il testimone da Cinzia lasciatomi e mi sono prima trasformato in accompagnatore, guidando i cinquanta studenti lungo quella via che ancora attende l'inizio dell'avventura del tram a Bologna, ed una volta seduti nella più tenue temperatura di quella sala da noi chiamata "direttorio", ho dato inizio al mio racconto di testimone che quel sabato era a Bologna e si mescolò tra centinaia di mani che scavavano, di soccorritori che aiutavano, di uomini e donne che trasmettevano affetto e solidarietà a coloro che erano stati colpiti dalla violenza di persone criminali intente a realizzare un progetto criminale!

     Normalmente il testimone non è da solo. La presenza di chi insegna la storia, lì accanto, è importante, mentre il testimone parla. Ho sentito la loro mancanza ma ho dato tutto quello che potevo perchè i giovani che avevo davanti capissero l'importanza dei gesti, la semplicità delle persone, il grande loro contributo, l'altruismo che si trasformò in solidarietà ed in una azione di rigetto della violenza. Credo che abbiano capito come sia stato possibile che un autobus sia stato capace di far parte di quella catena umana di aiuti, quella "sinfonia di soccorsi" come mi piace sempre definirla.

     Il silenzio rotto da quel loro battere le mani e da quel farsi circolo e trasmettere affetto, alla fine di tutto, ha dato pace alla mia incertezza: ci sarei riuscito? Sì, credo di sì. La fiducia di Cinzia e la consapevolezza che ogni incontro è una storia e come tale deve rimanere impressa nei presenti mi ha, ci ha, dato la forza di aver contribuito ad "educare attraverso i luoghi". Ed io aggiungo "attraverso le storie"!

mercoledì 20 maggio 2026

LE PAGINE DI STORIA DI ANTONELLA BECCARIA. Giovani di Piacenza e la memoria del 2 agosto 1980

      Conosco ANTONELLA BECCARIA da tempo, ci scambiamo una bella amicizia, ho letto di lei molti dei libri che ha scritto ed ho avuto il grande piacere di averla ascoltata in molte occasione nel corso delle quali è sempre emersa la sua grande cultura, la conoscenza minuziosa della storia, anche in quei minuscoli particolari che molto spesso si pensa non siano importanti ma che, invece, lei sa trasformare in passaggi che legano fatti, luoghi e personaggi apparentemente distinti tra di loro ma che non lo sono.

     Di Antonella ho sempre apprezzato anche la sua riservatezza, quel suo modo pacato di rivolgersi a chi l'ascolta, quel suo "non darsi arie" di intellettuale che la fa diventare quell'intellettuale di cui c'è proprio bisogno in questi nostri tempi in cui gli individui vengono spinti sempre più lontani tra di loro ed il sapere è delegato a chi è potente, a chi viene eretto detentore della conoscenza da "rovesciare" su chi sta in basso, che deve "bere" ogni cosa che gli viene propinata.

     Mi mancava, di Antonella, il condividere insieme uno di quei tanti appuntamenti che ci portano ad incontrare ragazze e ragazzi delle nostre scuole, i giovani che incontriamo nel corso dell'anno scolastico per ricordare, capire, quanto accadde a Bologna quel sabato 2 agosto 1980, il giorno della strage alla stazione. Ieri, questo giorno è arrivato!   

                                                 

 Dal Liceo Statale "G.M. Colombini" e dall'Istituto Superiore d'Istruzione "E. Mattei" di Piacenza sono arrivati in stazione trentanove ragazze e ragazzi con le loro professoresse. Stanno indirizzandosi verso l'approfondimento delle lingue e dell'elettronica-elettrotecnica, materie che potrebbero essere il loro futuro nel campo del lavoro, materie di loro interesse nei mesi di studio in classe ma che nel pomeriggio di oggi hanno lasciato il posto alla Storia, a quell'approfondimento che era utile avessero per comprendere l'importanza degli avvenimenti che contraddistinsero l'ultima parte del secolo scorso. E chi meglio di Antonella Beccaria poteva offrirgli tutti gli spunti necessari a metterli al corrente di che cosa furono gli anni del terrorismo, delle stragi, dei tentativi di eversione neofascista, parlare loro di organizzazioni nate per compiere attentati, per demolire i pilastri di una democrazia ancora troppo fragile e mal difesa da organismi e personaggi collusi con trame eversive al fine di mettere un freno ad una stagione densa di lotte per i diritti e di piazze colme che chiedevano partecipazione e ascolto? 

     Accanto a quel binario numero uno, dentro quella grande sala d'aspetto, di fronte a quei "monumenti della memoria" che sono un orologio, lastre di marmo con tanti nomi, un vecchio pezzo di pavimento dove una bomba esplose, mattonelle gialle che recano i nomi di vittime di ogni età ed in quella sala dove ci si può avvalere anche di immagini e video, Antonella si è rivolta agli studenti piacentini per portare il suo grande bagaglio di conoscenza a chi l'ha ascoltata con attenzione. La strage di Bologna si è intrecciata con le storie di altre stragi che hanno insanguinato l'Italia, i progetti criminali pensati da vecchi personaggi di provenienza fascista e compiuti da giovane manovalanza di credo neofascista sono diventati le storie illustrate con pazienza da Antonella, con quei tanti dettagli che hanno suscitato quella curiosità di saperne di più che ha fatto del nostro incontro un momento davvero prezioso per la loro cultura (ed anche per la mia!).

     E quando Antonella ha suggerito che era arrivato il momento "di farsi aiutare" (e sorrido al pensarlo!) "da Agide" è iniziato quel mio racconto di autista di un autobus che fu lì, in quelle ore, tra quella tanta gente che con umiltà ma con convinzione scelse di non girarsi indietro, di stare insieme, di aiutare e soccorrere, di non farsi vincere dalla violenza di chi commise quel brutale attentato, di lanciare quel segnale di risposta e di orgoglio che perdura negli anni e che non si cancella pur passando il tempo. E così le mie ore alla guida di quel 37 si sono fatte parte di quella storia che Antonella ha proposto, insegnato, alle ragazze e ragazzi del Colombini e del Mattei, alle loro docenti, fino al termine del nostro tempo...

     Scendendo quelle lunghe scale del Comune insieme ad Antonella e facendo il nostro piccolo bilancio di quelle ore pomeridiane appena trascorse, ci è parso giusto dire che "è stato un bel pomeriggio", che il ricordo del 2 agosto 1980 ancora una volta ha lasciato un piccolo seme.

IL BUON INIZIO

   Per loro sarà una tre giorni intensa: incontri, lezioni, visite, confronti ma per me, quelle di ieri pomeriggio, sono state quattro ore d...