Sono venuti a Bologna nel corso della settimana che si sta chiudendo, provenienti da due città che stanno a ovest del capoluogo regionale. Erano piacentini e modenesi, studentesse e studenti di scuole superiori venuti sotto le due torri per ascoltare e memorizzare che cosa accadde il 2 agosto 1980 alla Stazione Centrale e ripercorrere con docenti e testimoni la storia di una strage, la storia di un vile attentato compiuto dai neofascisti dei Nuclei Armati Rivoluzionari protetti da parti di questo Stato e pensato e finanziato da personaggi che appartenevano alla Loggia Massonica P2.
A Bologna ci siamo dati appuntamento su quel marciapiede che fronteggia il binario numero uno con alle spalle quella palazzina gialla che ospita la sala d'aspetto mentre di fronte stanno le rotaie su cui vennero scagliati muro, pensilina ed oggetti che violentarono quelle due carrozze che fronteggiavano il luogo dove la bomba esplose alle 10.25 del sabato 2 agosto 1980.
GIOVEDI' 19 MARZO 2026, ore 14
Li abbiamo incontrati - Paolo Maoret ed io - dopo che al mattino avevano fatto visita al museo di Ustica. Paolo, in stazione ed anche nella grande sala che si trova nel Palazzo Comunale, ha spiegato loro tutti i risvolti di un attentato: chi lo fece, chi lo organizzò e finanziò, chi protesse gli attentatori - i neofascisti dei Nar - chi è stato ritenuto colpevole e condannato nel corso di vari processi, chi ha deciso di rimetterli in libertà dopo che non hanno nemmeno scontato la pena prevista prima che venga data l'opportunità di uscire dal carcere. Un racconto dettagliato, quello di Paolo, lungo ed impegnativo avvenuto in parte davanti e dentro a quel luogo della memoria che è l'ala ovest della stazione, dove ci sono lapidi e fotografie e dove tutt'intorno sono conservati oggetti che fungono da memoria di quanto avvenne in Stazione.
Quel racconto che è poi stato riproposto anche..
OGGI, SABATO 21 MARZO, ALLE ORE 9 DEL MATTINO...
...alle studentesse ed ai loro colleghi maschi dell'IIS "Adolfo Venturi" di Modena. Un gruppone di 41 giovani "controllati" a vista dalla prof Giuseppina Lepera ed altri suoi quattro colleghi d'Istituto. Ordinati e consapevoli di vivere alcune ore a contatto con una storia e con testimonianza di un fatto che è ormai storia da conoscere, ascoltare in quanto non è solo la vicenda di una città ma la storia di un paese, un avvenimento terribile per il disegno che alloggiava nella mente di chi lo progettò e lo compì, una strage che significò lutto per 85 famiglie e dolore per centinaia di colpiti nel corpo e nella mente, una data da ricordare: 2 agosto 1980.
Nelle loro 5aM e 5aN studiano Cultura e Spettacolo, si preparano ad affrontare la parte più impegnativa della loro vita: laurea o lavoro! Entrambi progetti alquanto impegnativi ai tempi attuali.
Oggi insieme a me c'era di nuovo Michele, puntualmente preciso nel racconto di quella storia di terrorismo che è suo compito offrire alla riflessione dei giovani. Ancora dettagliato e sicuro, come sempre lui è....peccato che un piccolo inconveniente tecnico (ovvero la mancanza del microfono) abbia reso problematico l'ascolto della sua voce là dove traffico, via vai di passeggeri ed altoparlanti senza sosta, abbiano reso difficoltoso il seguire ogni sua parola. Sembra una sciocchezza ma chi non sente poi si perde, si distrae, non segue e.....Michele rischia di parlare al vento! (ma la prossima volta andrà meglio!).
Molto più facile il mio compito làssù, nella sala messaci a disposizione dal Comune di Bologna, un grande ed accogliente ambiente dove termina la lezione storica del docente (Michele) ed ha inizio il racconto del testimone (ancora io, oggi). Studentesse e studenti modenesi hanno confermato quello che noi sappiamo già:
dal Venturi arrivano sempre studenti e docenti che - con la loro serietà e compostezza - ci sono di grande aiuto, ci ascoltano, le storie che raccontiamo entrano a far parte del loro bagaglio culturale e ogni minuto del nostro incontro è trascorso con emozione e con quel silenzio che parla da solo. E' stato, in poche parole, un bell'incontro e separarci al termine del nostro tempo non è mai facile, non lo è mai soprattutto quando il commiato avviene con quei gesti che significano affetto e rispetto, per Michele e per quel testimone odierno che ha raccontato loro una giornata vissuta con le mani sul volante di un autobus, quel 37 che cercò di voler bene ad esseri umani che non avrebbero mai più potuto raccontare di sogni e progetti...--------------------------------------------
Le scuole sono intitolate a Melchiorre Gioia e Adolfo Venturi
Melchiorre Gioia filosofo ed economista italiano (Piacenza 1767-Milano 1829). Compì gli studi ecclesiastici al collegio Alberoni di Piacenza, ma si diede poi alla politica, fondando a Milano diversi giornali. Storiografo della IIa Repubblica Cisalpina perdette l'impiego per lo scritto Teoria civile e penale del divorzio (1803), che egli sosteneva. Dal 1815 al 1819 pubblicò il Nuovo prospetto delle scienze economiche, che assieme all'opera Del merito e delle ricompense (1818) ne fecero il fondatore della statistica in Italia.
Adolfo Venturi era nato il 4 settembre 1856 a Modena da una famiglia di artigiani e decoratori: a 16 anni studia ragioneria e frequenta contemporaneamente l’Accademia di Belle Arti; nel 1877 avviene il suo battesimo poetico con la pubblicazione di 38 pagine di poesie “Versi”, pur senza abbandonare le ricerche sull’arte modenese.
Nel 1878 diventa Ispettore della Galleria dell’Istituto di Belle Arti e nel 1887 si trasferisce a Roma, dopo la nomina a Ispettore di 3a classe dei Musei e delle Gallerie del Regno.Dal 1896 al 1931 insegnò Storia dell’arte medioevale e moderna all’Università; il 18 settembre 1924 fu nominato senatore. Una carica che si aggiunse a numerose altre onorificenze: Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia (6/7/1890), Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia (25/6/1895), Cavaliere dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (24/1/1901), Cavaliere dell’Ordine Civile di Savoia (16/5/1909), Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (26/6/1910), Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia (9/7/1922). Pubblicò numerosissimi volumi, monografie, saggi, articoli, relazioni, ma il suo ricordo è legato alla monumentale Storia dell’Arte Italiana.