Settimana intensa, affollata, impegnativa ma di grande interesse quella intercorsa tra il 2 ed il 6 marzo scorso.
Sono stati giorni di memoria e di storia, giorni utili alla conoscenza ed all'ascolto, alla lettura di fatti, documenti e personaggi ed alla ricerca di atteggiamenti che sappiano tradurre in realtà il significato di valori ideali ed umani troppo spesso appresi solamente scorrendo le pagine di qualche libro o captati ascoltando qualche dialogo, a volte casualmente.
Centottantuno alunni e studenti, nove classi appartenenti alle Primarie, alle Secondarie ed agli Istituti Superiori, due organizzazioni coinvolte in questo itinerario storico-didattico: i progetti "Educare attraverso i luoghi" e "Associazione Pereira sul terrorismo" e diversi docenti, formatori e testimoni tra cui Cinzia Venturoli, Matteo Pasi, Silvia Donati, Andrea Quaiotto, Federica Manaresi ed io, Agide Melloni. Tutto si è svolto sul territorio che abbraccia Bologna: da Castenaso a Sant'Agata Bolognese, da Imola a Rastignano, fuori e dentro quei plessi scolastici che portano i nomi di emeriti italiani che hanno lasciato segni indelebili nella cultura e nelle idee del nostro Paese: Guglielmo Marconi, Giuseppe Mazzini, i frati Cappuccini, Rita Levi Montalcini.
Tre delle quattro giornate che ci hanno fatto incontrare i ragazzi, ci hanno visti coinvolti con gli alunni delle quinte elementari, a Castenaso, a Imola ed a Rastignano mentre l'altro incontro è avvenuto a Sant'Agata Bolognese, in un'aula della scuola media di questo abitato sito nel silenzio delle campagne a nord di Bologna.
Lezioni e testimonianze si sono alternate e sono state seguite con attenzione ed interesse in ognuna delle sedi che ci hanno ospitato. Con Cinzia Venturoli tanti alunni, sapienti e curiosi e che spesso ci verrebbe da dire sono alquanto maturi ed attenti per l'età che hanno! Sanno tanto e dove non sanno domandano senza sosta, veri e propri interrogatori ai quali la stessa prof Venturoli risponde con passione ben sapendo che è un ritmo incalzante che mette in seria discussione...i tempi del nostro incontro! Gara dura anche per il testimone (il sottoscritto!): pure lui deve sapersi destreggiare tra le domande ed il filo della sua testimonianza non sempre facile da tenere ben disteso. Spiegare la storia di un autobus - il 37 - richiederebbe parole ed emozioni che vengono rese difficili dallo sguardo innocente di chi sta tra i banchi, eppure devi saper portare a termine quell'impegno che hai preso con loro: raccontare la tua storia "farcendola" con le storie di altri per lasciare a loro un messaggio positivo che parli di umanità ed impegno sociale.
I più grandicelli - quelli delle medie incontrati a Sant'Agata bolognese - se li era già precedentemente curati Matteo, con la sua Associazione Pereira. A me non restava altro che fare il testimone di quella giornata lontana, raccontando ciò che vidi e ciò che feci, le mani e le azioni di altri che divennero un tutt'uno con le mani e le azioni mie, sul volante di un autobus 37 e per accompagnare corpi inanimati in quel loro ultimo viaggio.
Un racconto ripetuto anche in quell'aula di Imola, insieme a quella maestra Silvia che ha provato a farmi sentire meno solo, davanti a quei ragazzini di quinta, ancora immaturi ma con l'ardore di sentire l'approssimarsi di un salto più sù, "sentono" arrivare le medie e azzardano un pò di quel protagonismo che forse è ancora acerbo e da tenere sotto controllo.
Giornate belle ed intense. Ne siamo usciti tutti con la soddisfazione di aver speso energie e tempo dedicati alla crescita dei nostri giovani. Una strage raccontata è un pezzo di storia portato alla loro conoscenza, perchè li aiuti a vedere il loro futuro attraverso la conoscenza del passato. Ce l'abbiamo fatta ed io ringrazio Cinzia, Matteo, Silvia, Federica, Andrea ma anche Donato Ungaro, giornalista, e Patrizia Tommasini dell'Assemblea Regionale E.R. che ci hanno accompagnato a Sant'Agata, senza dimenticare quelle presenze preziose di maestre/i e docenti che silenziosamente hanno ascoltato e condiviso le nostre storie e testimonianze, mescolati a loro, nelle loro classi così diverse eppure così uguali in questa storia che parla di un attentato, di dolore e di risposte e solidarietà. E i ragazzi? Beh, loro sono stati come il sale sulla minestra....senza loro sarebbe stato tutto insipido!