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domenica 31 maggio 2026

FINO ALL'ULTIMA LEZIONE DI STORIA. Con Antonella Beccaria, Michele Sgobio ed i ragazzi del Corso e del Morante...

      Quando la prof Cinzia Venturoli ci parla di quel periodo della nostra storia che si colloca tra gli anni '60 e gli anni '80 del secolo scorso, lei li chiama "anni affollati"!

     Io oggi copio questa sua definizione e la faccio diventare "giorni affollati" per dare una idea dell'accumularsi di incontri, impegni, iniziative, feste che segnano l'approssimarsi della fine dell'anno scolastico in corso e che vedono impegnati docenti e testimoni che si alternano negli incontri con le classi di studenti di tutte le età e di tantissimi istituti scolastici realizzati a partire dal mese di settembre dello scorso anno.

     Ora siamo veramente alla fine. L'ultimo incontro con una classe l'avremo tra pochi giorni e poi....esami, tesi, promozioni e lauree in attesa di agognate vacanze ma noi dobbiamo restare "sul pezzo", mettere in cantiere le idee per prepararci ad altri incontri, altre storie da raccontare, altre classi, un altro anno di studi....Già, perchè "Educare attraverso i luoghi" non si ferma, si aggiorna ma non si ferma.

      GIOVEDI' 28 MAGGIO 2026   -     ORE 9 STAZIONE DI BOLOGNA

     Antonella Beccaria nella parte di docente di storia, io nella parte di testimone ed insieme a noi 37 studentesse e studenti del Liceo Statale "Rinaldo Corso" di Correggio-RE. I loro tre prof ce li hanno presentati, ci hanno messo al corrente di quanto sanno della storia della strage di Bologna, ci hanno detto che il loro indirizzo di studio sono le  "scienze applicate" e che si impegnano a tal fine nelle loro classi 5aC e 5aE.

     L'ascolto di Antonella si rivela sempre come uno tra i momenti della giornata dove non puoi e non ti passa nemmeno per la testa distrarti! Il filo che (lei) svolge parola dopo parola ci comunica storia e storie di quegli anni terribili che i giovani non possono non conoscere - ed infatti un po' di cose, coloro che avevamo accanto a noi, oggi, le sapevano - ma è proprio il suo modo di fare che ha tenuto me e gli studenti lì, fermi ad ascoltarla, seguirla nei passaggi che portano ad eventi e personaggi che nella storia del 2 agosto 1980 hanno un peso ed una importanza che non si possono trascurare.

Se anche i ragazzi qualcosa conoscevano, il racconto-lezione di Antonella ha riempito vuoti, approfondito conoscenze, dato un peso a date e nomi, inserito nella memoria dei giovani (e non solo nella loro) intrecci di fatti alla fine dei quali diventa più semplice comprendere come sia possibile che una democrazia possa correre il rischio di vedersi sopraffatta dai disegni criminali di individui ed organismi fermi nel loro tempo e nelle loro idee a quell'era così lontana eppure a loro vicina, l'era del fascismo, sconfitto da una ribellione popolare...ma non per loro.

     Fare seguito ad Antonella, fare testimonianza degli eventi di quel giorno, raccontare degli altri ed anche di sè, rivivere momenti ed emozioni e offrire tutto questo a chi ti ascolta è sempre tutt'altro che facile. Ma è anche la vicinanza, la condivisione, di lei che ha aiutato le mie parole ad entrare in comunicazione con le ragazze ed i ragazzi che mi ascoltavano. La testimonianza, ancora una volta, del mio essere autista di un autobus ma ancor prima essere uno dei tanti che non vollero abbandonare chi aveva bisogno di aiuto e di affetto, quel sabato, da quelle 10.25, in quella stazione devastata da uno scoppio, accanto a tanti sconosciuti , quella "sinfonia di soccorsi" che seminò risposta ed umanità.


     ..........E POI, ALLE ORE 14, DAVANTI A QUEL MURO GIALLO della Stazione, con Michele Sgobio e con altri giovani arrivati da Sassuolo-MO, usciti da quelle loro 5aA e 5aB dell'IIS "Elsa Morante" sui cui banchi si apprestano a proporsi come futuri "tecnici-turistici", arrivati oggi a Bologna insieme ai loro quattro professori.

     A questi 39 giovani Michele ha nuovamente aperto il suo libro mentale di conoscente della storia - ed in particolare di quella risalente a quel sabato di 45 anni fa, 2 agosto 1980 - per approfondire i momenti salienti di quegli anni che vengono ricordati come anni cruenti ed insanguinati ma che furono anche la testimonianza di un momento della nostra storia dove uomini, donne, giovani, nei luoghi di lavoro o di studio si resero protagonisti di una grande richiesta di democrazia e di conquiste di diritti e spazi di partecipazione, per contribuire ad elevare il livello di crescita culturale e politica di un paese che affrontava grandi cambiamenti interni ed internazionali. Ma questo non poteva e non si voleva tollerare e contro questa voglia di libertà vennero opposti il ricatto e la paura, il terrore e la violenza.    


 Attentati e stragi, giovani terroristi e attempati uomini di potere, della finanza e dei servizi, fiumi di denaro e quintali di tritolo, l'odio per contrastare l'amore ed il rispetto in un crescendo di criminalità che ebbe il suo culmine in quel devastante attentato che distrusse parte della stazione di Bologna e provocò 85 vittime e 216 feriti. Tutto nelle spiegazioni minuziose di Michele, ascoltate da molti con intensa partecipazione...seppur non da tutti con lo stesso riguardo.

     Quando è la volta del testimone, l'incontro affronta una fase delicata e capita che le parole accusino l'influenza dell'emozione che si cela dietro il ricordo. Capita a me, capita anche agli altri. Mentre raccontavo di quell'autobus della linea 37 non potevo fare a meno di accompagnare le parole con le immagini che conservo nella libreria della mia mente, immagini composte da corpi senza vita e volti di persone straziate dal dolore. Ma anche lampi di luce che portavano accanto a quello che stavo raccontando, le immagini di gente semplice, umana, rimasta lì per dare un senso a cose che sentiva dentro e questa parte dei ricordi continua a darmi quella forza di volontà che fu la stessa di quel giorno, con le mie mani sul volante di un autobus che si stringevano ad altre mani instancabili....


sabato 23 maggio 2026

QUANTE STORIE.....

      Mattina affollata quella di ieri, VENERDI' 22 MAGGIO 2026, a Bologna. Dal "Torricelli" e dal "Ballardini" , due Istituti superiori di Faenza, erano in cinquanta gli studenti che, insieme ai loro 4 professori, ci hanno raggiunto accanto al muro che ci separa dalla sala d'aspetto della stazione.

     CINZIA VENTUROLI, che aveva il compito più gravoso ovvero quello di seminare storia tra questi giovani, mi aveva già "allertato": lei avrebbe potuto fermarsi solo per due orette scarse poi mi avrebbe lasciato l'onere (e l'onore!) di gestire il resto del tempo da solo, risalendo via Indipendenza ed accompagnando le classi 5aA e 5aC nella grande sala del Palazzo Comunale dove avrei dovuto raccontare non solo la mia giornata di quel 2 agosto 1980 ma anche provare a trasmettere a quanti mi avrebbero ascoltato il clima di quelle ore trascorse tra la sofferenza e l'impegno di tante persone intente a portare soccorso a quanti vennero colpiti dalla criminale azione terroristica che lasciò un bilancio tremendo: 85 vittime ed oltre 216 feriti.

    Tutto il tempo trascorso nella stazione centrale, in quella parte dove ogni cosa è "luogo della memoria", è servito a Cinzia, la nostra docente, per ricostruire magistralmente le fasi storiche, umane, politiche, processuali di che cosa fu quel periodo che si colloca tra gli anni '60 e gli anni '80 del secolo scorso. Per molti sono "gli anni di piombo" ma la prof Venturoli  preferisce sempre definirli "anni affollati" perchè furono testimoni di grandi sommovimenti sociali, politici, movimentisti e portarono a conquiste importanti di diritti e di partecipazione alla vita attiva che aprirono una fase molto controversa nella vita del nostro paese. Questo fu uno dei principali motivi per cui venne lasciato spazio alla nascita di organizzazioni di estrema destra, con obiettivi restauratori per non dire eversivi che ebbero ampie coperture e protezioni da parte di personaggi e di apparati dei nostri servizi segreti.

     Cinzia ha spiegato bene l'evolversi della storia e l'intreccio di tante altre storie. Da lei i giovani faentini hanno ascoltato le storie delle stragi che si sono susseguite a partire dal 12 dicembre 1969 (Piazza Fontana), gli attentati a giudici e personaggi della politica e della cultura, le uccisioni di gente che credeva in altri ideali e poi le altre stragi: ai treni, nelle piazze fino ad arrivare alla strage più grande mai realizzata in Italia dal dopoguerra: quella delle 10.25 del 2 agosto 1980, a Bologna. E mentre spiegava, invitava le ragazze ed i ragazzi ad osservare particolari ed oggetti che testimoniano cosa accadde quel lontano giorno: lapidi e nomi, un orologio fermo, monumenti e mattonelle gialle, un vecchio pezzo di quel pavimento su cui venne fatta esplodere la bomba, in una sala d'aspetto affollata di gente di ogni provenienza e di ogni età.

     Il commiato della nostra prof da noi è arrivato troppo velocemente ma l'incontro non era terminato, doveva continuare, ed  ecco che ho dovuto prendere il testimone da Cinzia lasciatomi e mi sono prima trasformato in accompagnatore, guidando i cinquanta studenti lungo quella via che ancora attende l'inizio dell'avventura del tram a Bologna, ed una volta seduti nella più tenue temperatura di quella sala da noi chiamata "direttorio", ho dato inizio al mio racconto di testimone che quel sabato era a Bologna e si mescolò tra centinaia di mani che scavavano, di soccorritori che aiutavano, di uomini e donne che trasmettevano affetto e solidarietà a coloro che erano stati colpiti dalla violenza di persone criminali intente a realizzare un progetto criminale!

     Normalmente il testimone non è da solo. La presenza di chi insegna la storia, lì accanto, è importante, mentre il testimone parla. Ho sentito la loro mancanza ma ho dato tutto quello che potevo perchè i giovani che avevo davanti capissero l'importanza dei gesti, la semplicità delle persone, il grande loro contributo, l'altruismo che si trasformò in solidarietà ed in una azione di rigetto della violenza. Credo che abbiano capito come sia stato possibile che un autobus sia stato capace di far parte di quella catena umana di aiuti, quella "sinfonia di soccorsi" come mi piace sempre definirla.

     Il silenzio rotto da quel loro battere le mani e da quel farsi circolo e trasmettere affetto, alla fine di tutto, ha dato pace alla mia incertezza: ci sarei riuscito? Sì, credo di sì. La fiducia di Cinzia e la consapevolezza che ogni incontro è una storia e come tale deve rimanere impressa nei presenti mi ha, ci ha, dato la forza di aver contribuito ad "educare attraverso i luoghi". Ed io aggiungo "attraverso le storie"!

mercoledì 20 maggio 2026

LE PAGINE DI STORIA DI ANTONELLA BECCARIA. Giovani di Piacenza e la memoria del 2 agosto 1980

      Conosco ANTONELLA BECCARIA da tempo, ci scambiamo una bella amicizia, ho letto di lei molti dei libri che ha scritto ed ho avuto il grande piacere di averla ascoltata in molte occasione nel corso delle quali è sempre emersa la sua grande cultura, la conoscenza minuziosa della storia, anche in quei minuscoli particolari che molto spesso si pensa non siano importanti ma che, invece, lei sa trasformare in passaggi che legano fatti, luoghi e personaggi apparentemente distinti tra di loro ma che non lo sono.

     Di Antonella ho sempre apprezzato anche la sua riservatezza, quel suo modo pacato di rivolgersi a chi l'ascolta, quel suo "non darsi arie" di intellettuale che la fa diventare quell'intellettuale di cui c'è proprio bisogno in questi nostri tempi in cui gli individui vengono spinti sempre più lontani tra di loro ed il sapere è delegato a chi è potente, a chi viene eretto detentore della conoscenza da "rovesciare" su chi sta in basso, che deve "bere" ogni cosa che gli viene propinata.

     Mi mancava, di Antonella, il condividere insieme uno di quei tanti appuntamenti che ci portano ad incontrare ragazze e ragazzi delle nostre scuole, i giovani che incontriamo nel corso dell'anno scolastico per ricordare, capire, quanto accadde a Bologna quel sabato 2 agosto 1980, il giorno della strage alla stazione. Ieri, questo giorno è arrivato!   

                                                 

 Dal Liceo Statale "G.M. Colombini" e dall'Istituto Superiore d'Istruzione "E. Mattei" di Piacenza sono arrivati in stazione trentanove ragazze e ragazzi con le loro professoresse. Stanno indirizzandosi verso l'approfondimento delle lingue e dell'elettronica-elettrotecnica, materie che potrebbero essere il loro futuro nel campo del lavoro, materie di loro interesse nei mesi di studio in classe ma che nel pomeriggio di oggi hanno lasciato il posto alla Storia, a quell'approfondimento che era utile avessero per comprendere l'importanza degli avvenimenti che contraddistinsero l'ultima parte del secolo scorso. E chi meglio di Antonella Beccaria poteva offrirgli tutti gli spunti necessari a metterli al corrente di che cosa furono gli anni del terrorismo, delle stragi, dei tentativi di eversione neofascista, parlare loro di organizzazioni nate per compiere attentati, per demolire i pilastri di una democrazia ancora troppo fragile e mal difesa da organismi e personaggi collusi con trame eversive al fine di mettere un freno ad una stagione densa di lotte per i diritti e di piazze colme che chiedevano partecipazione e ascolto? 

     Accanto a quel binario numero uno, dentro quella grande sala d'aspetto, di fronte a quei "monumenti della memoria" che sono un orologio, lastre di marmo con tanti nomi, un vecchio pezzo di pavimento dove una bomba esplose, mattonelle gialle che recano i nomi di vittime di ogni età ed in quella sala dove ci si può avvalere anche di immagini e video, Antonella si è rivolta agli studenti piacentini per portare il suo grande bagaglio di conoscenza a chi l'ha ascoltata con attenzione. La strage di Bologna si è intrecciata con le storie di altre stragi che hanno insanguinato l'Italia, i progetti criminali pensati da vecchi personaggi di provenienza fascista e compiuti da giovane manovalanza di credo neofascista sono diventati le storie illustrate con pazienza da Antonella, con quei tanti dettagli che hanno suscitato quella curiosità di saperne di più che ha fatto del nostro incontro un momento davvero prezioso per la loro cultura (ed anche per la mia!).

     E quando Antonella ha suggerito che era arrivato il momento "di farsi aiutare" (e sorrido al pensarlo!) "da Agide" è iniziato quel mio racconto di autista di un autobus che fu lì, in quelle ore, tra quella tanta gente che con umiltà ma con convinzione scelse di non girarsi indietro, di stare insieme, di aiutare e soccorrere, di non farsi vincere dalla violenza di chi commise quel brutale attentato, di lanciare quel segnale di risposta e di orgoglio che perdura negli anni e che non si cancella pur passando il tempo. E così le mie ore alla guida di quel 37 si sono fatte parte di quella storia che Antonella ha proposto, insegnato, alle ragazze e ragazzi del Colombini e del Mattei, alle loro docenti, fino al termine del nostro tempo...

     Scendendo quelle lunghe scale del Comune insieme ad Antonella e facendo il nostro piccolo bilancio di quelle ore pomeridiane appena trascorse, ci è parso giusto dire che "è stato un bel pomeriggio", che il ricordo del 2 agosto 1980 ancora una volta ha lasciato un piccolo seme.

lunedì 18 maggio 2026

ATTENTI E DISATTENTI

    Arrivano e ripartono ed ormai facciamo parte anche noi di questi movimenti incrociati degli studenti e dei loro professori. Classi che arrivano e quando se ne tornano ai loro istituti quasi si incrociano con altri che arrivano. Mattinate e pomeriggi dedicati al ricordo della "nostra" strage, quella che il 2 agosto del 1980 distrusse l'ala ovest della stazione centrale di Bologna, le sale d'aspetto di prima e seconda classe , i locali della ristorazione e causò la morte di 85 persone ed il ferimento di altri 216 innocenti di ogni età, provenienza e rango sociale. Un vile massacro!

    Un massacro di vite umane che continuiamo ad insegnare, a raccontare quasi ogni giorno in quel luogo della memoria che è lo scalo ferroviario bolognese, su quel marciapiede che fronteggia il binario numero uno, in quella sala dove 45 anni fa morirono innocenti in attesa di un treno che li avrebbe portati in vacanza o al lavoro. e poi una testimonianza di qualcuno che quel giorno c'era, vide e provò a dare il proprio contributo per alleviare le sofferenze e per unirsi a quei gesti di umanità che accompagnarono quanti furono colpiti e quanti persero la vita.

     VENERDI'  15 MAGGIO, ORE 9 del mattino. La 2aA dell'IIS "G. Bruno" di Budrio ma che arriva dalla sede distaccata di Medicina, ci raggiunge con qualche minuto di ritardo. Con me c'è MICHELE SGOBIO, i sedici "studiosi" ed i loro prof li aspettiamo ed al loro arrivo parte la lezione di Michele e la strage si materializza nelle sue parole. Colpevoli e mandanti, terroristi e fiancheggiatori, organizzazioni di estrema destra neofascista ed uomini appartenenti agli apparati dello Stato, massoni della P2 e finanzieri tutti in combutta per riportare indietro l'orologio della storia. Una lezione fatta di nomi e date, di fatti e di progetti e di idee assurde per una democrazia, un racconto della storia fatta dal nostro docente e dal testimone odierno che però non ha accolto l'interesse di tutti ed allora capita - come oggi - di dover far presente ai "distratti"  che quì si parla di una storia di sofferenza e morte e che  con noi, a questi appuntamenti, non ci si può venire per scansare quattro ore tra i banchi di scuola! Non si vorrebbe mai che simili momenti "rompano" quel clima di empatia che tante volte si riesce ad ottenere ma quando accade è giusto assegnare qualche brutto voto a chi non rispetta quei momenti di memoria sempre dolorosa.

     Recuperare  quel clima di armonia che è sempre o quasi sempre condiviso tra di noi non è immediato. Le diversità di importanza che si danno ai momenti che ci vedono protagonisti degli incontri lasciano sempre pizzichi di strascico ma questo non mi impedisce di riconoscere che la testimonianza , il racconto di quanto è avvenuto dopo le 10.25 di quel lontano sabato, la storia di un autobus della linea 37 e le storie di tanta gente prestatasi al soccorso è stata seguita con quel silenzio che merita, con quel rispetto che alle vittime si deve - sempre - riconoscere.

     VENERDi'  15 MAGGIO, ORE 14. L'Istituto Tecnico-Economico  di Cesena porta fino a noi 21 ragazzi e ragazze.

O meglio, un disguido nell'appuntamento fa sì che siamo GIOVANNI MULARGIA ed io a doverli raggiungere davanti al Municipio di Bologna anzichè incontrarli accanto al solito muro giallo della stazione centrale! E la sorpresa non tarda ad arrivare perchè ben presto ci accorgiamo di quanto (buon) lavoro sia stato fatto dai loro insegnanti, in classe. Sanno molto, non tutto ma molto della strage e dei responsabili di quel vile attentato, nomi e fatti ed obiettivi di quel criminale stillicidio di vite umane! 

     Nella sala del Comune Giovanni ed io scopriremo con grande soddisfazione che questa storia li coinvolge e che i loro insegnanti lo hanno capito ed hanno messo a disposizione del sapere e della crescita culturale degli studenti di Cesena il meglio della loro formazione professionale. Ci entusiasma la loro attenzione, la serietà di tutte e di tutti, la voglia di ascoltare ed anche interloquire con noi  ed è così che tutto l'incontro si tiene nella sala, inutile perdere tempo nel ritorno in stazione quando testimonianza (la mia) e lezione di storia (quella di Giovanni) si intrecciano in un clima di grande interesse rotto ogni tanto da qualche osservazione che ha il significato di approfondire, capire meglio.

     Insegnanti, studenti e noi, un tutt'uno che ci ha fatto star bene insieme, una conferma di quanto può ancora dare il non dimenticare quella vicenda lontana, le sue vittime, la lezione di serietà, umanità e risposta data a quel progetto criminale da una città interra - Bologna - e dalla gente che la anima. Cesena è sul territorio di questa Regione, non è lontana ma è pur sempre  "un'altra città", con altra storia ed altra cultura ma che oggi ci ha dimostrato che la storia di Bologna la si studia anche su quei banchi che sono della Romagna e per questo vi ringraziamo, cari ragazze e ragazzi del Serra!

giovedì 14 maggio 2026

CEVOLANI, LA QUINTA "P", CENTO DI FE E LA STORIA DI UNA STAZIONE....

      Recupero questo mio post che,  per i tanti impegni che si stanno accumulando in vista della fine dell'anno scolastico in  corso, uscirà con alcuni giorni di ritardo ma che va - giustamente - ad aggiungersi ai tanti che trovo  doveroso elencare in queste mie pagine di "racconto" della memoria.

     LUNEDI' 11 MAGGIO 2026, ORE 14 sono in compagnia di Rossella Ropa, davanti al muro giallo che segna la sala d'aspetto della Stazione di Bologna. Stiamo aspettando gli studenti della 5aP del Liceo Classico "G. Cevolani" di Cento di Ferrara. Hanno scelto come materia di indirizzo professionale il Linguistico (inglese, tedesco e spagnolo) e con loro, ad accompagnarli in questo pomeriggio di storia da ascoltare e memorizzare, ci sono Lucia e Silvia, le loro insegnanti rispettivamente di italiano, storia e di religione.

     Nove ragazze e tre giovani, dodici più due (le prof) ordinatamente puntuali, che ci salutano e che - alla domanda di Rossella - ci rispondono che "qualcosa" sulla strage loro la conoscono e ne hanno parlato in classe....e questo è sempre un buon inizio.

     Ed è a questo punto che ha inizio il lavoro di Rossella: spiegare quanto avvenne (e chi ne fù responsabile) alla stazione di Bologna sabato 2 agosto 1980, alle ore 10.25 e tentare di portare le loro (dei giovani di oggi) riflessioni a quel lontano periodo in cui la storia del nostro paese venne insidiata da parte di criminali in odore di fascismo che vollero compiere quell'orrendo attentato che costò la vita a 85 innocenti e ne ferì gravemente altri 216. Con la sua collaudata metodologia nel raccontare e nel chiedere conferma se quanto sta spiegando è di comprensione per tutti, Rossella riapre quel libro immaginario di storia che le permette di far avvicinare i nostri giovani ferraresi ai particolari di un piano destabilizzante che fortunatamente non si realizzò ma che colpì violentemente una città, la sua gente, l'intero nostro paese e tante realtà al di fuori dei nostri confini nazionali!

La strage più grande del dopoguerra avvenuta nel nostro paese si è "materializzata" nelle parole della nostra docente parlando di Mambro, Fioravanti, Gelli, Nar, attentati ed uccisioni, piani segreti e coperture eccellenti annidate negli uffici di Servizi del nostro Stato, soldi e poteri al servizio di ideali vecchi nel tempo e già sconfitti da quella rivolta popolare che segnò la fine del fascismo nel nostro paese. Ascoltata con attenzione, Rossella ha fatto ancora una volta la sua parte in questo importante progetto della memoria, per non dimenticare.

     E, per non dimenticare, ho seguito le sue tracce quando è stata la mia volta di dare corpo ai ricordi di che cosa riuscì a fare la gente di una città. La mia testimonianza - dai ragazzi ascoltata in silenzio e con rispetto - ha parlato loro di ore ed ore di ricerca di feriti, di corpi senza vita, di mezzi di soccorso che solcavano le strade della città, di giovani e di donne, di uomini con tute da lavoro e con abiti da ufficio che stavano l'uno accanto all'altro, dandosi forza l'uno con l'altro per aiutare, per non essere indifferenti e ci riuscirono. Mille gesti, mille modi per testimoniare affetto a quanti furono colpiti e tra quei mille modi anche il ricorso a quel 37, per portare corpi e per dare al suo autista l'occasione per essere parte di quella reazione che rispose con la solidarietà alla vigliaccheria di quei criminali che misero una bomba tra la gente, in una sala d'aspetto di seconda classe. A Bologna!

     L'incontro è finito. Gli ultimi saluti e poi la voglia di essere parte di quei volti che conserveremo tutti nelle fotografie che abbiamo voluto farci. A memoria di un bel pomeriggio di storia!

martedì 12 maggio 2026

OLTRE IL VETRO DI UN COMPUTER....

 ......e di nuovo online, per incontrare ragazze e ragazzi di Vigarano Mainarda!

Tre terze classi , un totale di sessanta presenti (ovviamente con le loro insegnanti) e con CINZIA VENTUROLI nel ruolo di docente collegata insieme a me per questo incontro che aveva come scopo illustrare ai giovani che vedevamo attraverso i piccoli riquadri dei loro schermi di computer ciò che accadde a Bologna il 2 agosto 1980.

La strage di Bologna attraverso le parole e le slide di Cinzia e poi raccontata da me, illustrando quanto fecero le persone di Bologna quel giorno.

L'attentato, chi lo pensò, lo finanziò, chi mise la bomba e chi protesse - depistando le indagini - i terroristi. Organi dello Stato che si macchiarono del delitto di complicità e tutto questo che si tradusse in un vile attentato. Ottantacinque vittime, duecentosedici feriti, soccorsi e solidarietà usciti dalla gente di ogni giorno, gente semplice, mani e autobus, una sinfonia di soccorsi per dire che c'è un mondo diverso, che non si riconosce nella violenza, che dedica il meglio di se stesso al prossimo, a chi soffre.

E quando il tempo finisce intravvediamo i loro saluti, l'arrivederci delle professoresse che diventa la spinta a proseguire questo percorso della memoria...

PRIMA E DOPO BOLOGNA. Continua la storia di una strage raccontata agli studenti

    Sette maggio, giorno di compleanno ma anche giorno di intensi incontri con i nostri giovani degli Istituti Superiori che stanno velocemente galoppando verso la fine di questo anno scolastico. Nove mesi al termine dei quali tireremo le somme di questo ennesimo anno durante il quale abbiamo fatto ed illustrato storia attraverso quel progetto "Educare attraverso i luoghi" che ci vede presenti - docenti e testimoni - nelle aule, nella stazione di Bologna e poi nei locali che il Comune  e l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime ci hanno offerto per poter continuare questo nostro percorso della memoria.

     E' stato un giovedì che ha visto gli studenti di est e ovest di Bologna venirci a far visita in quel luogo dei ricordi che è la Stazione Centrale  del capoluogo emiliano, ancora una volta per rivedere insieme a noi che cosa accadde quel sabato 2 agosto 1980, la strage compiuta dai NAR che causò 85 vittime ed oltre 216 feriti oltre al crollo dell'intera ala ovest della stazione dei treni.

     Alle 9 del mattino è stata la volta dei 41 componenti delle 5aA e 5aB dell'ITIS  "E. FERMI" di Modena giunti fino a noi in compagnia dei loro prof Paola, Giusi, Matia e Annalisa. Studiano "Automazione" ma nel corso dei mesi di studio che hanno alle spalle i loro insegnanti li hanno "portati dentro" questa complicata e (per loro) lontana storia che è la strage del 2 agosto, aiutandoli a capire la complessità di un avvenimento che ha visto coalizzarsi terroristi di estrema destra, neofascisti, personaggi dei servizi ed altri personaggi appartenenti alla Loggia massonica P2, alla finanza, all'informazione per dar corso a quel vile percorso di violenza  e di tentativi di rovesciare questa democrazia.

     Una storia che Luca Palestini  - nostro docente di turno - ha dettagliatamente spiegato illustrandone i momenti più salienti ed interessanti anche grazie all'utilizzo di immagini e testi molto ben curati e che i ragazzi intorno a noi hanno seguito con interesse. Il compito di Luca si è ancora una volta evidenziato come non facile da portare fino in fondo in quanto tante sono le cose da spiegare, tante le storie, tanti i fatti ed i personaggi di cui parlare, avvenimenti che hanno attraversato la seconda parte del secolo scorso e che (per ragioni di tempo) debbono essere condensate in così poco tempo.....ma Luca ce l'ha fatta egregiamente! Dettagli dell'attentato, nomi di esecutori e depistatori, nomi di finanziatori, organizzazioni nate per uccidere e per creare quel caos che nei loro propositi avrebbe dovuto portare ad una situazione di ritorno al passato, ad un clima di paura ed invece...

     ......ed invece la gente reagì come solo il richiamo al senso democratico, umano, solidale, altruista e fermamente contrario alla violenza seppe portare così tanta gente a soccorrere, aiutare, trasportare, scavare, confortare chi fù colpito da quel gesto di efferatezza che colpì Bologna ma non la vinse. Perchè i cittadini risposero, non abbandonarono coloro che avevano bisogno di aiuto e lo fecero in mille modi, con mille gesti..


     ......lo abbiamo raccontato anche ai 33 studenti di quelle due quinte classi  arrivati nel pomeriggio da Ravenna, da quel loro ITIS "NULLO BALDINI" che già altre volte ha portato altri suoi giovani ad ascoltare questa stessa storia, ripercorrendo con noi il passare del tempo ma di un tempo che fù intensamente partecipato da lavoratori e studenti, da uomini e donne, da giovani che chiedevano cambiamenti e più spazi di partecipazione e di democrazia ma che furono fermati dalle bombe, dagli attentati, da quel "colpire nel mucchio" che divenne il metodo di fare politica dei criminali neofascisti e dei loro complici anche annidati nelle istituzioni della nostra Repubblica.

     Cristina Masserola e Anna Valentini  - le docenti che li hanno accompagnati a Bologna - ci hanno fatto capire che cenni importanti di questo pezzo della nostra storia i ragazzi la conoscevano ma l'interesse per conoscerla meglio e più nei dettagli  l'abbiamo visto constatando la loro attenzione, la curiosità ed il modo con cui hanno seguito ogni parola di Rossella Ropa - che ha avuto il compito di "fare lezione di storia" -  prima in quella sala d'aspetto e davanti a quel muro giallo che segna il luogo dove avvenne l'attentato in Stazione e poi ascoltandola mentre completava quella sua lunga elencazione di fatti e personaggi che diedero vita al più grande massacro di gente inerme dal dopoguerra! 

     Storia e ricordi fusi insieme. Usciti anche dalle mie parole di testimone di quell'indimenticabile giornata d'agosto di 45 anni fa. Il ricordo di quanto seppe fare la gente di una città, di come si strinse intorno a coloro che furono colpiti dalla violenza fascista, di come si comportò, con semplicità ma con dedizione, scavando e soccorrendo, asciugando ferite o spostando macerie o guidando un autobus della linea 37 divenuto un triste carro funebre per tante, tante ore. Gente semplice che si unì a medici, infermieri, vigili del fuoco ed a quella "sinfonia dei soccorsi" che lasciò un segno indimenticabile nella storia di tutti.

     Questi nostri studiosi di logistica e di elettrotecnica che abbiamo avuto accanto a noi, oggi, torneranno a Ravenna, al Nullo Baldini, con qualche motivo in più per riflettere sull'importanza di appartenere ad una società che sa dimostrare, al momento giusto, il valore dei sentimenti, delle idee e la fiducia nelle proprie capacità di saper reagire quando è necessario, senza essere per questo eroi ma persone semplici e per questo di grande valore. Ed abbiamo tanto bisogno di valori giusti!

FINO ALL'ULTIMA LEZIONE DI STORIA. Con Antonella Beccaria, Michele Sgobio ed i ragazzi del Corso e del Morante...

      Quando la prof Cinzia Venturoli ci parla di quel periodo della nostra storia che si colloca tra gli anni '60 e gli anni '80 d...