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martedì 12 maggio 2026

OLTRE IL VETRO DI UN COMPUTER....

 ......e di nuovo online, per incontrare ragazze e ragazzi di Vigarano Mainarda!

Tre terze classi , un totale di sessanta presenti (ovviamente con le loro insegnanti) e con CINZIA VENTUROLI nel ruolo di docente collegata insieme a me per questo incontro che aveva come scopo illustrare ai giovani che vedevamo attraverso i piccoli riquadri dei loro schermi di computer ciò che accadde a Bologna il 2 agosto 1980.

La strage di Bologna attraverso le parole e le slide di Cinzia e poi raccontata da me, illustrando quanto fecero le persone di Bologna quel giorno.

L'attentato, chi lo pensò, lo finanziò, chi mise la bomba e chi protesse - depistando le indagini - i terroristi. Organi dello Stato che si macchiarono del delitto di complicità e tutto questo che si tradusse in un vile attentato. Ottantacinque vittime, duecentosedici feriti, soccorsi e solidarietà usciti dalla gente di ogni giorno, gente semplice, mani e autobus, una sinfonia di soccorsi per dire che c'è un mondo diverso, che non si riconosce nella violenza, che dedica il meglio di se stesso al prossimo, a chi soffre.

E quando il tempo finisce intravvediamo i loro saluti, l'arrivederci delle professoresse che diventa la spinta a proseguire questo percorso della memoria...

PRIMA E DOPO BOLOGNA. Continua la storia di una strage raccontata agli studenti

    Sette maggio, giorno di compleanno ma anche giorno di intensi incontri con i nostri giovani degli Istituti Superiori che stanno velocemente galoppando verso la fine di questo anno scolastico. Nove mesi al termine dei quali tireremo le somme di questo ennesimo anno durante il quale abbiamo fatto ed illustrato storia attraverso quel progetto "Educare attraverso i luoghi" che ci vede presenti - docenti e testimoni - nelle aule, nella stazione di Bologna e poi nei locali che il Comune  e l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime ci hanno offerto per poter continuare questo nostro percorso della memoria.

     E' stato un giovedì che ha visto gli studenti di est e ovest di Bologna venirci a far visita in quel luogo dei ricordi che è la Stazione Centrale  del capoluogo emiliano, ancora una volta per rivedere insieme a noi che cosa accadde quel sabato 2 agosto 1980, la strage compiuta dai NAR che causò 85 vittime ed oltre 216 feriti oltre al crollo dell'intera ala ovest della stazione dei treni.

     Alle 9 del mattino è stata la volta dei 41 componenti delle 5aA e 5aB dell'ITIS  "E. FERMI" di Modena giunti fino a noi in compagnia dei loro prof Paola, Giusi, Matia e Annalisa. Studiano "Automazione" ma nel corso dei mesi di studio che hanno alle spalle i loro insegnanti li hanno "portati dentro" questa complicata e (per loro) lontana storia che è la strage del 2 agosto, aiutandoli a capire la complessità di un avvenimento che ha visto coalizzarsi terroristi di estrema destra, neofascisti, personaggi dei servizi ed altri personaggi appartenenti alla Loggia massonica P2, alla finanza, all'informazione per dar corso a quel vile percorso di violenza  e di tentativi di rovesciare questa democrazia.

     Una storia che Luca Palestini  - nostro docente di turno - ha dettagliatamente spiegato illustrandone i momenti più salienti ed interessanti anche grazie all'utilizzo di immagini e testi molto ben curati e che i ragazzi intorno a noi hanno seguito con interesse. Il compito di Luca si è ancora una volta evidenziato come non facile da portare fino in fondo in quanto tante sono le cose da spiegare, tante le storie, tanti i fatti ed i personaggi di cui parlare, avvenimenti che hanno attraversato la seconda parte del secolo scorso e che (per ragioni di tempo) debbono essere condensate in così poco tempo.....ma Luca ce l'ha fatta egregiamente! Dettagli dell'attentato, nomi di esecutori e depistatori, nomi di finanziatori, organizzazioni nate per uccidere e per creare quel caos che nei loro propositi avrebbe dovuto portare ad una situazione di ritorno al passato, ad un clima di paura ed invece...

     ......ed invece la gente reagì come solo il richiamo al senso democratico, umano, solidale, altruista e fermamente contrario alla violenza seppe portare così tanta gente a soccorrere, aiutare, trasportare, scavare, confortare chi fù colpito da quel gesto di efferatezza che colpì Bologna ma non la vinse. Perchè i cittadini risposero, non abbandonarono coloro che avevano bisogno di aiuto e lo fecero in mille modi, con mille gesti..


     ......lo abbiamo raccontato anche ai 33 studenti di quelle due quinte classi  arrivati nel pomeriggio da Ravenna, da quel loro ITIS "NULLO BALDINI" che già altre volte ha portato altri suoi giovani ad ascoltare questa stessa storia, ripercorrendo con noi il passare del tempo ma di un tempo che fù intensamente partecipato da lavoratori e studenti, da uomini e donne, da giovani che chiedevano cambiamenti e più spazi di partecipazione e di democrazia ma che furono fermati dalle bombe, dagli attentati, da quel "colpire nel mucchio" che divenne il metodo di fare politica dei criminali neofascisti e dei loro complici anche annidati nelle istituzioni della nostra Repubblica.

     Cristina Masserola e Anna Valentini  - le docenti che li hanno accompagnati a Bologna - ci hanno fatto capire che cenni importanti di questo pezzo della nostra storia i ragazzi la conoscevano ma l'interesse per conoscerla meglio e più nei dettagli  l'abbiamo visto constatando la loro attenzione, la curiosità ed il modo con cui hanno seguito ogni parola di Rossella Ropa - che ha avuto il compito di "fare lezione di storia" -  prima in quella sala d'aspetto e davanti a quel muro giallo che segna il luogo dove avvenne l'attentato in Stazione e poi ascoltandola mentre completava quella sua lunga elencazione di fatti e personaggi che diedero vita al più grande massacro di gente inerme dal dopoguerra! 

     Storia e ricordi fusi insieme. Usciti anche dalle mie parole di testimone di quell'indimenticabile giornata d'agosto di 45 anni fa. Il ricordo di quanto seppe fare la gente di una città, di come si strinse intorno a coloro che furono colpiti dalla violenza fascista, di come si comportò, con semplicità ma con dedizione, scavando e soccorrendo, asciugando ferite o spostando macerie o guidando un autobus della linea 37 divenuto un triste carro funebre per tante, tante ore. Gente semplice che si unì a medici, infermieri, vigili del fuoco ed a quella "sinfonia dei soccorsi" che lasciò un segno indimenticabile nella storia di tutti.

     Questi nostri studiosi di logistica e di elettrotecnica che abbiamo avuto accanto a noi, oggi, torneranno a Ravenna, al Nullo Baldini, con qualche motivo in più per riflettere sull'importanza di appartenere ad una società che sa dimostrare, al momento giusto, il valore dei sentimenti, delle idee e la fiducia nelle proprie capacità di saper reagire quando è necessario, senza essere per questo eroi ma persone semplici e per questo di grande valore. Ed abbiamo tanto bisogno di valori giusti!

mercoledì 6 maggio 2026

LA STORIA OLTRE LO SCHERMO....

     Studenti ferraresi, quelli di oggi!

     Quattro intere classi  di terza media in collegamento online con Cinzia Venturoli e con il sottoscritto. Studenti di Sant'Agostino e quelli di Mirabello, sessanta in tutto, ragazze e ragazzi del ferrarese che sono stati "portati" fino a noi da Monica, Domenica, Diletta e Caterina, le prof che hanno avuto il compito di accompagnarli per un paio d'ore dentro quella storia difficile ed a loro così lontana che è la storia della strage alla stazione di Bologna, l'attentato compiuto il 2 agosto 1980 che causò la morte di 85 persone ed il ferimento di oltre 216.

   


 Da uno schermo che ci ha tenuti (purtroppo) separati, hanno sentito la ricostruzione storica sapientemente illustrata e descritta nelle sue fasi importanti ed indimenticabili dalla nostra prof CINZIA VENTUROLI. Quasi mezzo secolo di storia, quel secolo che ci ha appena lasciati e quel percorso di lotte, di diritti, di conquiste e poi di sangue e di rigurgiti fascisti, di nascita di organizzazioni criminali che hanno avuto nelle stragi la loro strategia e che hanno potuto avvalersi di complicità da parte di gente e di organi di questo Stato non sempre comportatosi secondo quanto scritto su quella Costituzione che dovrebbe essere legge di tutti e per tutti ma non sempre lo è! La strage di Bologna è uscita dalle labbra di Cinzia, e lei ne ha illustrato le fasi importanti avvalendosi anche di immagini che aiutano sempre ad "andare" là dove i ragazzi non potranno mai andare ed i ragazzi oltre il vetro dei computer l'hanno seguita, in silenzio perchè quella storia di violenza è diventata una parte del loro percorso di studio che mancava ma che solo seguendo la lezione di questa mattina sarebbe diventata utile non solo per il loro percorso didattico ma anche per il loro percorso umano. 

     E quando la parola è passata a me, anziano testimone di quella giornata, ho intuito che i giovani che osservavo al di là dello schermo hanno preso atto che una città e la sua gente possono essere duramente colpiti ma non rimanere immobili, passivi, indifferenti. Con il ricordo di quel giorno che è sempre lì pronto a far uscire l'emozione ad ogni mia parola, ho raccontato loro di ciò che seppe fare quella moltitudine di uomini, donne, di giovani e di gente sconosciuta ed apparentemente lontana ma che si mescolò e si unì per rispondere con i gesti e con l'affetto, stando per ore ed ore accanto alla sofferenza ed allo stesso tempo accanto al diritto di reagire, di ribellarsi con l'intelligenza della propria umanità ad un crimine efferato e ad una ingiustizia che urlava risposta, una rivolta che fu pacifica ma decisa! E la risposta venne data in mille modi, con semplicità e con fermezza, scavando, soccorrendo, confortando ed anche guidando quell'autobus della linea 37 che portava corpi inermi nel loro ultimo viaggio...

     Il silenzio finale, le domande, i loro saluti sono stati e sono sempre il gesto che ci conforta: hanno ascoltato, hanno condiviso, hanno imparato e nei loro giorni che seguiranno ci saranno anche un po' di questi nostri insegnamenti a ricordare loro che ci sono momenti di vita ed esempi di comportamento da non dimenticare mai.

venerdì 1 maggio 2026

A RITROSO NEI GIORNI....

 A ritroso nei giorni, differentemente dal ritmo ordinato che uso sempre per  descrivere gli avvenimenti di cui ritengo importante mantenere il ricordo, riporto quì gli appuntamenti di cui sono stato in qualche modo osservatore e testimone in questi ultimi giorni.

                           GIOVEDI' 30 APRILE 2026 - IST. SUP. "ALBERGHETTI" DI IMOLA

     Atteso dagli studenti delle classi 2aCtm e 2aBtm e dalle prof (una delle quali già conosco molto bene per averla altre volte incontrata con altri studenti: Layla Albano) ed in compagnia dei formatori dell'Associazione Pereira  - Davide e Martina -  i quali  avevano precedentemente organizzato e gestito l'incontro con questi studenti ed avevano fatto loro lezione sugli anni del terrorismo e della strage di Bologna, ho offerto a quanti mi hanno ascoltato il mio ricordo del sabato 2 agosto 1980, il giorno in cui a Bologna, nella sala d'aspetto di 2a classe, fu fatta esplodere la bomba che causò 85 vittime e 216 feriti.

     Al momento dell'incontro con questi circa 25 studenti  della scuola superiore che ha sede in via San Benedetto, erano presenti anche il Preside dell'istituto e l'Assessore alla Cultura del Comune di Imola Giacomo Gambi che hanno introdotto e portato il loro saluto ai ragazzi ed alle ragazze che sono impegnati nel loro sforzo didattico nelle materie di elettromeccanica.

     Dopo aver raccontato i dettagli di una giornata trascorsa al fianco di tante persone che quel giorno portarono soccorso e conforto a quanti furono colpiti da quell'immane tragedia, dopo averne raccontato gli esempi di dedizione  e di volontà che vidi portare da tanta gente sconosciuta eppure così importante, dopo averne descritto le azioni, i gesti, i comportamenti e gli esempi indimenticabili di umanità e solidarietà ho detto di come mi sentii di dare il meglio di me stesso alla guida di un autobus, quel "37" restato nella memoria di tutti per aver portato al loro ultimo destino quei poveri corpi senza vita. Il silenzio e l'attenzione dei ragazzi che avevo davanti sono stati il più bel segnale di interesse e rispetto per quelle vittime, per quei valori che il 2 agosto 1980  lasciò per sempre nel ricordo di una città e del suo popolo.


                  MERCOLEDI' 29 APRILE 2026 - IIS "PARADISI" DI VIGNOLA DI MODENA - ORE 14

     C'era Rossella Ropa ad attendermi presso il binario numero uno della stazione di Bologna. Erano le ore 14 e lei avrebbe avuto il compito di fare lezione di storia agli studenti vignolesi del Paradisi che stavano per raggiungerci, in compagnia di due loro prof e di un  collega  insieme al quale avevano accompagnato fino a noi  i 28 ragazzi e ragazze (una sola!)  della 5aB e 5aA che studiano lingue e scienze nelle aule del loro istituto. 

     E, come sempre accade , Rossella  si è fatta protagonista di quel racconto dei fatti e dei personaggi che compongono la storia di quello che è il più grande attentato mai avvenuto nel nostro paese e che ha lasciato 85 vittime ed oltre 216 feriti. La strage di Bologna, la strage del 2 agosto 1980 è passata attraverso le sue parole nel bagaglio di conoscenza di questi studenti che hanno così imparato chi fece quella strage e quali erano i loro obiettivi ma hanno anche capito come altri protessero quei giovani neofascisti, come furono coinvolti apparati dello Stato e come si resero responsabili dell'organizzazione, della pianificazione, del finanziamento di quel massacro eminenti personaggi dei servizi , degli apparati militari e di una logga massonica segreta al culmine della quale c'era un personaggio di nome Licio Gelli, fascista della prima ora e poi riciclato e trafficone nei meandri di quegli ambienti direttamente legati alla politica, alla finanza, al governo di questo nostro paese. Rossella ha illustrato tutto, ha reso possibile per questi ragazzi che l'hanno ascoltata di capire un capitolo difficile della nostra storia ma di allargare la loro conoscenza anche ad altre storie, quelle da me raccontate come testimone di quello che accadde quel giorno in stazione.

     La mia testimonianza si è "srotolata" attraverso le parole che il ricordo mi suggerisce sempre. Nel mio racconto ci sono state le storie delle persone che quel giorno "fecero la differenza" offrendo il meglio e dando valore a gesti semplici ma essenziali pe salvare vite ed assistere quanti furono colpiti così vigliaccamente da coloro che usarono l'esplosivo per imporre la volontà di far ritornare indietro la storia e sognare quel ritorno al passato che per loro significava ritorno al fascismo! Quel lontano 2 agosto 1980 l'ho ricordato con parole ed esempi semplici, con il ricordo di quanto vidi fare e quanto provai a fare io stesso, alla guida di un autobus della linea 37, per accompagnare persone che non avevano più una destinazione, per stare con loro fino alla fine, per il rispetto che si doveva loro. E' finito con quei loro saluti, con poche parole, con tanta emozione.


                         MERCOLEDI' 29 APRILE 2026 - IIS "GIORDANO BRUNO" DI BUDRIO - ORE 9

     La 5aA e la 5aB erano rappresentate dai 35 ragazze e ragazzi che che le prof Martina ed Annalisa in compagnia di Fabio (loro collega d'Istituto) hanno accompagnato fin davanti a quell'edificio giallo che si differenzia da tutto, nella stazione di Bologna, quella tonalità di colore che ci parla di una strage, perchè quell'edificio così diverso è quella parte della stazione che il 2 agosto 1980 venne distrutta dalla bomba fatta esplodere all'interno della sala d'aspetto di seconda classe provocando 85 vittime e 216 persone ferite.

     Loro, gli studenti di oggi, a Budrio studiano elettronica ed elettrotecnica ma questa storia di oggi l'hanno affrontata già nelle loro aule e quel po' di conoscenza con la quale sono arrivati quì in stazione è dovuta alla intelligente volontà ed all'impegno dei loro insegnanti che molto spesso vanno ben oltre i programmi previsti in quanto ritengono importante parlare ai ragazzi di cose che sui libri e nei programmi scolastici non sempre sono trattati come si dovrebbe. La strage alla stazione , quello che è accaduto alle 10.25 di quasi quarantasei anni orsono, è stato il tema del racconto di Giovanni Mulargia - uno dei nostri docenti ai quali noi testimoni ci aggreghiamo ma con altre funzioni - entrando nel pieno di quegli anni '60-'80 che furono protagonisti di grandi eventi sociali e politici e che furono testimoni di lotte per i diritti, per il cambiamento e ricevettero come risposta reazioni violente e sangue con quanto venne  compiuto da organizzazioni terroristiche che ebbero complici importanti in certi apparati del nostro stato, delle nostre istituzioni. Giovanni si è addentrato in quegli anni, con immagini e parole, ascoltato e seguito in silenzio perchè parlare di una strage richiede partecipazione e silenzio....

     Un silenzio ed una partecipazione che ha anticipato quel loro stesso comportamento percepito durante la mia testimonianza quando i ricordi di vecchio autista si sono fatti storia da raccontare a chi è così anagraficamente lontano da quel giorno della strage. Un autobus mescolato a tante mani che aiutavano. Il fare di un autista accomunato al fare di tanta gente, per aiutare e dare solidarietà, salvare vite e restituire affetto a chi vita non aveva più. Lunghe ore di guida e di emozioni tra corpi straziati, urla ed il silenzio di chi scavava, di chi voleva essere dignitosamente contro quel massacro dando tutte le energie che aveva in corpo per lasciare un segno di umanità. Un autobus, quel 37, quel proseguimento di mani che scavavano, la mia storia mescolata alle storie di altri affinchè i ragazzi del Giordano Bruno se ne potessero far ritorno a casa con qualcosa in più, nella mente e nel cuore.


                              LUNEDI' 27 APRILE 2026 - LAUREANDI DA RIMINI E DA MODENA 

     ORE 9 - Una lezione in più! L'avevano chiesto alla loro docente Cinzia Venturoli, e quella lezione in più l'hanno avuta, venendo a trovarci in stazione, quegli otto studenti (un ragazzo tra altre ragazze!) che hanno frequentato, sotto la direzione della prof Venturoli, il Corso di Storia dello Stato Sociale all'Università di Rimini. Volevano saperne di più sulla strage di Bologna e Cinzia li ha aiutati a venire sin quì, alla stazione dei treni ed in quella palazzina che fu distrutta dalla bomba messa dai Nar ed esplosa alle 10.25 di quarantasei anni orsono, per capire, sapere e non dimenticare come e perchè si può compiere un massacro e come e perchè anche parti delle nostri Istituzioni  si sono rese responsabili di quella strage. E' stato il compito di Cinzia, come sempre portato a termine con grande professionalità e con umanità ed io ho cercato di essere d'aiuto  - seduto tra di loro, in quella "Sala del Dentone" - portando loro il mio ricordo di quel giorno, con quei gesti indimenticabili che vidi fare e con quelli che riuscii a fare io stesso, alla guida di un autobus oggi "mio caro amico": quel 37 che nessono dimentica. Saremo riusciti nel nostro compito? Credo che il clima di grande affabilità che si è sentito durante le ore del nostro stare insieme abbia detto a Cinzia ed a me stesso che sì, ci siamo riusciti. E li ringraziamo per averci dato la spinta giusta nel ricordare....

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     ORE 14 - Una ragazza mi ha contattato. Si chiama Nicole, Niki per gli amici. Sta preparando una tesi sulle tre stragi "bolognesi": quella all'Italicus, quella del 2 agosto 1980 e quella del Rapido 904. La incontro nel primo pomeriggio in una saletta dell'Università di Bologna. Facciamo conoscenza, parliamo di coloro che entrambi conosciamo: altri testimoni, i fatti, persone che hanno per lei avuto ruoli importanti come la prof Venturoli ed altro..

     Mi chiede di raccontare quello che ricordo di quel giorno. La mia mente si apre ed il mio cuore si stringe. Ma le parole escono dalla bocca e parlano, dicono di una giornata e dei suoi protagonisti, di gesti e di silenzi, di pianto e di urla ed anche di dignità fattasi soccorso, di donne ed uomini, di giovani e di pietre da loro scavate, di autobus e di immagini indimenticabili...

     E mentre parlo quel piccolo registratore incide i ricordi di quel giorno, mio e di altri...

     E quando il racconto finisce quel po' di silenzio che segue continua a parlare di una giornata che non se ne andrà dai ricordi di un lontano autista, di uno tra i tanti che ho voluto raccontare a Nicole, Niki per gli amici. In bocca al lupo Nicole, ora aspetto la tua tesi ......




     

sabato 25 aprile 2026

PRIMA FU UN AEREO POI UNA BOMBA. QUELLI DEL SALVEMINI A CONFRONTO CON L'INGIUSTIZIA

 

Chi non ricorda quanto accadde al Salvemini il 6 dicembre 1990? Data l'età, i ragazzi e le ragazze che oggi ci sono venuti a trovare davanti alla stazione di Bologna non possono aver visivamente presente quelle tremende scene di distruzione e morte che lasciarono un ricordo triste ed uno stupore infinito. Quell'enorme squarcio nella fiancata della loro scuola, aule distrutte, il corpo di un aereo militare ancora tra quei mattoni e tra quei banchi devastati mentre sul prato venivano distesi i corpi di quei dodici studenti che perdettero la vita.

  I trentuno studenti di oggi ne conoscono la storia, quella loro insegnata da professori e genitori, quella che sicuramente sarà conservata in immagini appese a qualche muro del loro Istituto, quella che avranno letto su ritagli di giornali e/o altri documenti che faranno parte di un percorso di memoria che non può non essere presente tra le mura dell'ITCS "Gaetano Salvemini" di Casalecchio di Reno, appendice, ormai, della città di Bologna.

  Ed un percorso della memoria i giovani delle 5aS e 5aR, insieme alle quattro professoresse che li hanno accompagnati fino a noi, lo hanno compiuto anche IERI 24 APRILE 2026  partendo da quanto hanno potuto ascoltare dalla  voce del nostro Michele Sgobio, davanti al muro esterno della sala d'aspetto di Bologna Centrale, in cerchio intorno a quello squarcio, alle targhe e poi alle lapidi, ai monumenti, all'orologio che "raccontano" di quel luogo della memoria dove avvenne la più grande strage di civili mai compiuta nel nostro paese dal dopoguerra: 85 vittime ed oltre 216 feriti.

 


Una lunga storia fatta di date, di fatti, di nomi che Michele ha con pazienza e con chiarezza portato alla conoscenza dei ragazzi e delle ragazze del Salvemini. Una strage raccontata nei suoi particolari storici, quegli elementi di conoscenza che permettono di inquadrare un pezzo di nostra storia lontana (per i giovani) ma ancora così sentita da chi trascorre il passare del tempo tra le strade, i palazzi, i giardini di questa nostra città, Bologna., e non vuole, non può dimenticare.

  Colpevoli materiali di quell'attentato, complici e finanziatori, depistatori e personaggi indegni di far parte di certe nostre istituzioni, vecchi rottami del fascismo arrivati fino a noi che si sono mescolati a giovani neofascisti con la voglia di "sparare nel mucchio" e colpire persone innocenti e tutti con lo stesso disegno: colpire pesantemente una democrazia e le sue istituzioni. E poi gli arresti, i processi, le assoluzioni e di nuovo altri processi, le condanne e poi le assurde e definitive scarcerazioni, seppur non per tutti. Michele ha spiegato ogni cosa, fino a quanto accade oggi, fino a dire che è ancora grande la necessità di vigilare e continuare a chiedere giustizia ed invocare verità sui fatti del 2 agosto 1980.

  Dopo di lui la mia testimonianza. Quella di un autista alla guida di un autobus della linea 37 ed intorno tante mani che scavavano, soccorrevano, rispondevano con dedizione ad una ingiustizia senza fine, una coralità di gesti che si trasformarono in una coralità di affetto e solidarietà ma anche di energica risposta a chi pensava di seminare terrore ed ottenne - da Bologna e dalla sua gente - reazione e difesa delle istituzioni, pretendendo ricerca dei colpevoli e denunciando connivenze e silenzi.

  Il Salvemini ha fatto la sua parte, con noi. L'adesione al progetto "Educare attraverso i luoghi" ha portato i suoi studenti nel luogo principale della principale strage avvenuta in Italia.  Aggiungeranno altre storie di donne ed uomini, di giovani e bambini, a quella "loro" storia di altri ragazzi uccisi senza colpa, da un aereo. Avranno occasione di riflettere su che cosa è l'ingiustizia, su quali compiti li aspetti la vita che vanno ad affrontare e noi - oggi Michele ed io - speriamo di essere stati in grado di spingerli a non girare mai le spalle a quanti ancora hanno bisogno del nostro aiuto., in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo.

INCONTRI....

 Il mondo è piccolo! A volte basta un niente per constatarlo, proprio quanto è accaduto MERCOLEDI' 22 APRILE, tra le 10.30 e mezzogiorno, a Bologna.

 In compagnia di MATTEO PASI, responsabile dell'Associazione Pereira, avevo appena messo piede nell'atrio dell'Istituto Superiore "Rosa Luxembourg", una scuola importante non solo per chi studia e chi insegna ma anche per chi vi si reca per parlare agli studenti di un fatto grave accaduto a Bologna quasi quarantasei anni orsono: la strage alla stazione del 2 agosto 1980.

 Matteo ed io avremmo dovuto incontrare gli studenti della 4aDR che al Luxembourg studiano "Relazioni Internazionali" e davanti a loro avrei portato la mia testimonianza di persona che in quel lontano sabato si mescolò ai tanti uomini, donne, giovani che portarono soccorso ai feriti e - nel mio caso - accolsero su un autobus della linea 37 i poveri resti di tante vittime per accompagnarli in quelle spoglie e fredde stanze delle camere mortuarie della città di Bologna. Facevo seguito a Matteo che nelle settimane precedenti era venuto nelle classi di questi giovani per aiutarli a ragionare su un periodo della nostra storia recente ed avvicinarli ad argomenti difficilmente documentati sui libri di scuola come possono essere le stragi, le lotte, il neofascismo, i depistaggi, le deviazioni di parti delle nostre Istituzioni, ruolo ed azioni dei Nar ecc..

  Nell'atrio di quella scuola ecco farsi avanti persone che noi ben conosciamo: Martina Marzaduri - ottima formatrice dell'Associazione Pereira - e Donato Ungaro - giornalista, collaboratore di Pereira, persona di grandi conoscenze e di inarrestabile impegno nella denuncia e nella ricerca di quanto ruota intorno ai crimini di Mafia ma anche di terrorismo e stragi. Nello spazio di pochi centimetri, alla periferia ovest di Bologna si sono incontrate persone provenienti da Bagnacavallo, da Imola, da San Lazzaro e da Sant'Agata Bolognese! Saluti scambiati assaporando dialetti diversi: il bello della diversità nel fare la stessa cosa!

 Il tempo a nostra disposizione non era tanto eppure in quella loro "aula magna", le sedici ragazze e ragazzi della 4aDR con altri prof mescolati tra di loro, hanno potuto seguire il racconto di quanto resta e resterà per sempre nei miei ricordi di quel sabato 2 agosto 1980. Matteo - e Martina, rimasta con noi - mi hanno introdotto con un breve spezzone di quel bel documentario che fu fatto un po' di anni fa: "Un solo errore".

Poi sono stati i miei ricordi a parlare. I ricordi di una persona tra le persone che quel 2 agosto seppero trasformarsi in soccorritori, in accompagnatori, in "psicologi", in tanti altri ruoli accomunati tutti dalla volontà di stare lì, tra quelle macerie per condividere insieme valori e sentimenti, il dolore e la rabbia, la reazione e la solidarietà. Poco più di un'ora nel corso della quale le parole si sono spesso intrecciate con l'emozione e l'emozione è stata rispettata e condivisa dai giovani che mi stavano davanti, interpretata come è giusto farlo: un ritorno a quel luogo, un sentire quei rumori, quei pianti, quella volontà di stare vicino a vittime, feriti, famiglie, con l'affetto ed anche con la fermezza che un atto di tale vigliaccheria impone.

 Qualche domanda poi, al termine, i loro saluti e - come spesso accade - lo svuotarsi della sala nel silenzio che parla da solo. Si partecipa anche così, silenziosamente, al racconto di una strage, al racconto di come si reagisce, al racconto di come la semplicità umana diventa valore e lascia segni che non si dimenticano. Può apparire strano ma anche il silenzio dei ragazzi ci riporta al silenzio di quel giorno lontano quando non erano le parole che avevano un peso ma furono i gesti a parlare e divennero un  coro di grande ed umana risposta.

 E poi, fuori da quelle aule, tornando alle nostre case, ci siamo ripresi quel nostro modo di stare insieme, Matteo ed io, con quel chiacchierare che è stato utile a riassumere quanto era avvenuto tra le 10 e trenta e mezzogiorno di quel mercoledì 22 aprile....


mercoledì 22 aprile 2026

A META' STRADA...

 Lungo la via tra Trento e Roma c'è la turrita Bologna.

 Tra il Castello del Buonconsiglio di Trento e l'Altare della Patria di Roma c'è il Colle della Guardia, l'occhio che osserva le Due Torri!

 Tra la Stazione Treni Trento e la Stazione Termini Roma c'è la "Stazione Centrale di Bologna - 2 agosto 1980"

 Ed è quì, nella nostra stazione dei treni, che LUNEDI' 20 APRILE, alle ore 8.30, sono venuti ad incontrarci studenti e professori del "Liceo L. Da Vinci" di Trento.

 Un incontro pianificato da tempo, voluto ed organizzato da quel nostro caro prof che risponde al nome di Alberto Conci, una conoscenza che ha reso possibile il contatto tra i nostri docenti di storia, i nostri testimoni, la nostra Associazione tra i Famigliari delle Vittime della Strage alla Stazione ed i professori, gli studenti ed altri interessati delle scuole trentine sensibili al ricordo della strage che il 2 agosto 1980 distrusse parte della stazione della nostra città provocando 85 vittime ed oltre 216 feriti. 


 Tredici tra studentesse e studenti della 4a che frequentano lo scientifico, Stefania e Laura, le loro prof accompagnatrici e Alberto venuto fino a Bologna come guida di questo bel gruppo di interessati alla storia hanno volutamente fatto sosta nella nostra città per ascoltare dalla voce di Rossella Ropa e dalla mia la ricostruzione storica e la testimonianza di quella giornata che ricorda la più grande strage di civili mai verificatasi nel nostro paese, dal termine del secondo conflitto mondiale sino ai giorni nostri. 

 La loro è stata una decisione saggia perchè "spezzare" un itinerario di viaggio ed anche di divertimento per conoscere dal vivo e sui luoghi che quel giorno ne furono coinvolti, la strage del 2 agosto ha dimostrato sensibilità, rispetto e volontà di non dimenticare un pezzo di storia che mise in luce trame occulte pensate e volute per colpire pesantemente la nostra democrazia e far emergere un complotto fatto di individui ed istituzioni che si ispiravano a valori e progetti di matrice neofascista.

 


I nostri ospiti ci hanno ascoltato e lo hanno fatto con convinzione per congedarsi da noi con garbo e gentilezza ed anche con quel particolare modo di salutare che racchiude in se la contentezza di aver fatto una tappa importante prima della loro ripartenza....

 ....e a Roma - dove sono ora - avranno sicuramente qualche momento per scambiarsi qualche accenno che li riporta dentro a quei momenti di storia raccontati da Rossella ed a quei gesti che la mia memoria ha riproposto loro affinchè non dimentichino che cosa possono fare le mani e le coscienze di tante donne, tanti uomini, tanti giovani, l'andare avanti ed indietro di un autobus, la forza di rispondere alla violenza ma con la tenerezza dell'affetto, la decisione energica ma pacifica di opporsi al disegno restauratore di un manipolo di delinquenti, anche di qualche parte delle nostre Istituzioni.

OLTRE IL VETRO DI UN COMPUTER....

 ......e di nuovo online, per incontrare ragazze e ragazzi di Vigarano Mainarda! Tre terze classi , un totale di sessanta presenti (ovviamen...