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venerdì 6 novembre 2026

UNA GIORNATA PERSA NON E' MAI PERSA!

      Gli studenti che avremmo dovuto incontrare, MERCOLEDI' 4 NOVEMBRE, alle ore nove del mattino davanti al primo binario della Stazione di Bologna non c'erano. E nemmeno i loro professori.

      Un disguido organizzativo si è però trasformato in una mattinata utile, positiva, alcune ore trascorse tra storia, ricordi e affabilità comunicativa insomma...un incontro fuori dallo schema solito ma costruttivo seppur imprevisto.

      Con Antonella Beccaria (nelle vesti di storica) avremmo dovuto esserci io - nelle vesti di testimone ed accompagnatore - e Stefano e Claudio che sono due tra i Vigili del Fuoco che il 2 agosto ebbero un ruolo di grande ed indimenticabile importanza per ciò che fecero in Stazione ed anche per una storia particolare che li lega ad una delle ragazze della Cigar, l'unica sopravvissuta: Marina Gamberini. Tutti insieme avevamo appuntamento con studenti e professori della 3aC e 3aE del Liceo "Bertolucci" di Parma.....attesi invano e non giunti a Bologna.

      L'amarezza di questo mancato ritrovo è però sparita velocemente grazie ad un fortunato intuito di Antonella che quella mattina aveva pensato bene di "invitare" all'incontro anche Carmen e Mattia, due giovani formatori che nelle prossime settimane andranno ad aggiungersi al gruppo dei docenti che - insieme a noi testimoni - incontrano gli studenti per ricostruire la storia, il contesto degli avvenimenti che precedettero e seguirono la strage avvenuta a Bologna quarantasei anni orsono ed aiutare così i nostri giovani a conoscere nozioni di storia indispensabili per comprendere fatti lontani nel tempo.

       La mattinata si è così trasformata in una lezione di formazione rivolta a Carmen e Mattia ma anche a Stefano e Claudio, alla loro prima occasione per dare il loro contributo di testimonianza raccontando quanto accadde in Stazione e ciò che loro fecero in qualità di soccorritori. 

      Davanti al muro giallo, davanti alle targhe commemorative, di fianco a quello squarcio che spezza la regolarità del muro distrutto e ricostruito e poi dentro quella sala d'aspetto che porta quella interminabile lista di nomi e quel vecchio ricordo di un pavimento divelto dall'esplosione avvenuta alle 10.25 di un sabato d'estate ed ancora all'esterno, guardando un orologio fermo ed altri segni della memoria Antonella ha fatto una chiara, dettagliata ricostruzione storica, rivolgendosi a noi, grandi ma sempre curiosi, "studenti" per una mattinata!

       Stessa cosa in quella grande - e fredda! - sala del Municipio di Bologna dove Antonella ha intervallato la parte conclusiva della sua ricostruzione storica (esecutori, mandanti, fiancheggiatori e complici, processi e condanne fino ai giorni nostri) della strage unendola ai ricordi di chi - noi - quel giorno c'era e scelse di dare il proprio contributo per rispondere ad una assurda violenza, aiutando e portando affetto a chi stava soffrendo. Un dialogo tra amici e collaboratori fatto apposta per farci sentire ancor più uniti in quel progetto che ci lega ai giovani, da anni.

      Meglio di così non poteva andare. Si sarebbe potuto rinunciare, tornare a casa, farsi prendere da altri impegni individuali (e chi non ne ha?!?) oppure approfittarne per riposarsi ma la saggezza di Antonella Beccaria ci ha dato l'opportunità di capire che una giornata persa non è mai persa!

domenica 1 novembre 2026

CUANDO LAS CULTURAS SE ENCUENTRAN...

    Qualche giorno è passato ma ho ancora in me i momenti, le voci e le immagini dell'incontro avuto con studenti scesi da Correggio (RE) per incontrare Michele Sgobio ed il sottoscritto ed ascoltare storia e testimonianza di una giornata particolare da non dimenticare: il 2 agosto 1980.

     Quello di giovedì 29 ottobre è stato però un incontro speciale, di quelli che non abbiamo frequentemente, un incontro che per noi ha avuto anche un valore....di scambio internazionale, non essendo stato limitato solamente a studenti che frequentano le nostre scuole italiane. Abbiamo oltrepassato la frontiera per raccontare a studenti spagnoli la storia della strage di Bologna!

     Mescolati a 16 studenti del Liceo "Rinaldo Corso" di Correggio ed alle loro due professoresse - ragazzi ed insegnanti che frequentano le classi seconde e terze con indirizzo classico e scientifico - c'erano 21 ragazzi e ragazze provenienti da La Cabrera, una cittadina alla periferia di Madrid, a loro volta accompagnati da tre professori di cui due di sesso maschile ed una "esperta" prof di cui conservo il ricordo della sua pacatezza e gentilezza. 

     Perchè sono venuti tra di noi? Me lo sono fatto raccontare da loro e dai loro prof strada facendo, nel collegamento tra la Stazione ed il palazzo comunale di Bologna.



Tutti, italiani e spagnoli, fanno parte di un progetto a cui loro stessi hanno chiesto di partecipare e che li vede interscambiarsi in un percorso tra l'Italia e la Spagna per studiare/conoscere storia e vicende di fascismo e terrorismo che hanno colpito entrambi i nostri due paesi. Ecco la ragione della presenza, quì a Bologna, dei ragazzi spagnoli: ascoltare che cosa accadde il 2 agosto 1980, conoscerne gli antefatti ed i personaggi, apprendere le nozioni principali dei lunghi percorsi processuali ed avere quel tanto che basta per conoscere chi commise quell'attentato, chi lo pensò, organizzò e finanziò e qual'era lil progetto politico che li spinse a commettere il più grande attentato dal dopoguerra, con le sue 85 vittime ed i 216 feriti provocati dall'esplosione - alle 10.25 - di un ordigno collocato nella sala d'aspetto di seconda classe della stazione centrale di Bologna.

     Gli studenti spagnoli ed i loro professori sono ospitati - per il periodo che trascorreranno in Italia - presso le famiglie degli studenti di Correggio che stanno facendo questo loro stesso percorso didattico. In questi giorni hanno visitato la casa dei fratelli Cervi, hanno avuto contatti con chi ha raccontato loro vicende della Resistenza nel nostro paese, sono saliti tra i nostri Appennini per visitare qualche luogo dove ancora è forte il ricordo della guerra partigiana. Ad aprile del prossimo anno saranno i nostri professori ed i loro studenti a recarsi a La Cabrera per visitare a loro volta luoghi di importanza per la storia spagnola ed avere incontri di interesse didattico e culturale. 

     Hanno ascoltato tutti con attenzione la lezione di Michele, nei luoghi e davanti agli oggetti che restano a testimoniare quanto accadde nella stazione della nostra città. Ed  hanno ascoltato con grande rispetto anche la mia testimonianza, in silenzio e con attenzione.

     E' finito tutto che mancavano pochi minuti alle ore 13, le domande sono state numerose, a me ed a Michele, domande di studenti e professori. E quando è arrivato il momento del congedo ecco avvicinarsi Felipe e Cèsar...per fare qualche altra domanda. Lo spagnolo non è difficile ma quando vuoi essere corretto nella risposta bisogna interpretare ogni sillaba della domanda e per questo non posso che ringraziare

la prof Silvia Mazzini, insegnante di lingua del "Corso" che si è prodigata con grande esattezza e professionalità nel compito di traduttrice, con una bravura da premiare e con quel suo modo fluente ed affascinante nell'offrirci la bellezza di un idioma che oggi ha avvicinato due paesi, due culture, storie differenti ma con particolare attenzione a quella di Bologna ed alle sue vittime innocenti.

sabato 24 ottobre 2026

il di..SEGNO


    I disegni ricordano qualcosa, i disegni mettono in mostra ciò che ti colpisce, i disegni "colorano" ciò che a volte è buio ma il disegno è anche l'espressione di un segno che si vuole lasciare, trasmettere, a chi lo guarderà affinchè rimanga impresso sia che si tratti di una cosa bella che di una cosa tremenda.

   Nei murales realizzati dagli studenti dell'Istituto "Archimede" di San Giovanni in Persiceto c'è un pò di tutto questo ma il monito che esce dalle loro colorate opere impresse sui muri di una struttura posta al centro di un parco della loro città ha un significato ben preciso: non dimenticare la strage avvenuta il 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna!

   Il disegno è diventato un segno, il loro impegno lo si è voluto - giustamente - far conoscere ai cittadini e ricordare così che gli anni passano ma la memoria non svanisce e che i giovani sono quei nuovi testimoni di cui abbiamo un grande bisogno per non dimenticare.

   E' avvenuto tutto nella mattinata di GIOVEDI'  22 OTTOBRE 2026, in un piccolo parco di San Giovanni in Persiceto posto a lato di una strada che porta un nome che fa bene alla memoria perchè si chiama via 2 agosto 1980 . Un prato verde su cui ci siamo radunati in tanti: una rappresentanza degli studenti dell'Archimede, i loro professori, il Sindaco Lorenzo Pellegatti, il Presidente dell'Associazione tra i Famigliari delle Vittime Paolo Lambertini, Roberta - che di quell'associazione ne fa parte in quanto coinvolta fisicamente dallo scoppio della bomba, altri rappresentanti di organizzazioni varie e persone semplici che hanno voluto essere presenti a questa cerimonia. 

   E non potevano mancare Stefano e Claudio, due tra i tanti Vigili del Fuoco che diedero - con assiduità ed affetto - il meglio di loro in quelle tristi e lunghe ore del 2 agosto.

   Nelle parole di studenti e professori non ci si è dimenticato di chi, nel corso di tanti anni, è sempre stata il motore di questi progetti raccontati e realizzati: la prof CINZIA VENTUROLI che è stata impossibilitata a partecipare ma la cui presenza l'abbiamo captata tutti!  Ero anch'io a questo piccolo grande evento semplice, importante ed emozionante, e resterà uno di quei momenti che ricorderò per sempre.

   I ragazzi hanno spiegato come sono stati fatti i murales, come li hanno pensati, chi si è occupato di impugnare pennelli e vernice e fissare così un particolare di quell'evento lontano affinchè i cittadini ricordino ciò che la pazzìa politica e le idee neofasciste di pochi possono provocare ai molti di una città, di un paese.

   E poi, come per dar seguito a quei momenti appena raccontati, la visita alla scuola è stata il giusto atto finale di quella bella mattinata. Sui muri dei corridoi altri disegni che ci sono stati spiegati dai docenti perchè anche tra quei muri, accanto alle classi, quei segni colorati vogliono "parlare" per non far dimenticare che nelle menti dei nostri giovani ci sono cose buone ed inventiva, capacità e manualità da liberare e far diventare "qualcosa", pensieri e valori che si traducono in di..segni. I segni che ancora riescono a "parlare" e che oggi ci hanno parlato di una strage, di una storia, di una città e delle sue innocenti vittime.

martedì 13 ottobre 2026

BAMBINI PER LA PACE

 


Ieri, alla Scuola Elementare "Angela Fresu" di Villanova di Castenaso, gli alunni e le maestre hanno dato vita ad un momento importante e commovente della loro attività scolastica.

Aderendo al progetto "Giro d'Italia per la Pace", che ha coinvolto e continuerà a farlo enti scolastici ed Istituzioni delle nostre città, hanno voluto invitare genitori, rappresentanti istituzionali, docenti e cittadini per mostrare loro che cosa rappresenta il tema della pace, della solidarietà e come la memoria sia un elemento essenziale per non dimenticare momenti e persone importanti per la loro e nostra storia. Lo hanno fatto con le loro piccole mani e la loro grande sensibilità, colorando cartelli, scrivendo frasi, parlando di diritti e di accoglienza e ricordando che la pace è un loro diritto!
Angela Fresu è la più piccola vittima della strage di Bologna del 2 agosto 1980. A lei è stata dedicata la loro scuola ed a ricordare quella strage, quella piccola vittima, mescolati tra il pubblico c'erano anche docenti, vittime e testimoni di quel lontano massacro di innocenti. C'era l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime, c'era Andrea, maestro di questi alunni, c'era Cinzia Venturoli , da sempre in prima fila a rinnovare la memoria ed accanto a lei Federica, la maestra di mille bambini della sua scuola di Rastignano e c'erano i testimoni che quella Storia la raccontano ai ragazzi delle superiori, accompagnati da chi in famiglia li aiuta a continuare. Ma c'era anche Antonella, colei che non smette mai di raccontarla la storia di Angela perché quella bimba è e rimane nel suo cuore.
È stato un buon pomeriggio. Un modo di stare insieme che rafforza le convinzioni di tutti noi perché la Pace non è una parola vuota ma tanti momenti di impegno e condivisione di valori che non dobbiamo perdere per strada.
Grazie.


mercoledì 7 ottobre 2026

7 OTTOBRE?

 Sette ottobre?

Notizie, servizi, parole, cordoglio, immagini, editoriali, messaggi istituzionali e con sempre Israele al centro dell'attenzione.

Ma io ricordo non un inizio, ma la più chiara conferma di un disegno criminale: l'eliminazione di un popolo dalla sua terra, dalla faccia della terra, la cancellazione di una storia e di una cultura in Medio Oriente.

La Palestina, colpita nel silenzio e nell'inerzia del mondo. Solo i giovani accusano, ma proprio per questo vengono etichettati "Estremisti" se non "simpatizzanti dei terroristi".

7 Ottobre, l'inizio del massacro di oltre 80.000 palestinesi, bimbi, donne, vecchi, uomini.

Ed ora si sono dimenticati che esiste un diritto alla giustizia anche per questi.

Ma i deboli non contano.... 

venerdì 4 settembre 2026

IL BUON INIZIO

   Per loro sarà una tre giorni intensa: incontri, lezioni, visite, confronti ma per me, quelle di ieri pomeriggio, sono state quattro ore dedicate al ricordo, alla memoria di quanto avvenne a Bologna il 2 agosto 1980.

   Grazie alla collaborazione tra i Comitati Arci di Bolzano e Trento con l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna ci hanno fatto visita, in questi giorni,  11 insegnanti di cui sei professoresse e cinque loro colleghi maschi. Con Sonia Zanotti (testimone, ferita nello scoppio alla stazione e vice-presidente dell'Associazione) sempre attiva nell'organizzare queste visite i/le docenti scesi dalle dolomiti hanno trovato a Bologna la collaborazione di Paolo Lambertini (Presidente dell'Associazione) e di Cinzia Venturoli nelle vesti di persone qualificate - e chi meglio di loro? - a "farle entrare dentro" la nostra storia cittadina, politica, sociale ed associativa. Tante cose di cui fare tesoro, storie e personaggi che hanno attraversato le vicende di oltre mezzo secolo di vita della nostra citta, al centro della quale una importanza speciale la trova sempre la vicenda della strage alla stazione, il  massacro di 85 innocenti, il ferimento di oltre 200 e anche altre storie. Storie di donne ed uomini, di partigiani e sindaci, di lotte e conquiste, di polemiche e divisioni, di scontri sociali e politici e di momenti tremendi vissuti nella paura e nel terrore, per decenni. Bologna è anche questo...e tanto altro!

   


Ieri, nella mattinata, la nostra prof Cinzia Venturoli ha fatto storia. In quella grande - e calda - sala del Comune di Bologna dove accogliamo sempre chi viene a farci visita, la nostra docente ha offerto i dettagli di vicende locali e nazionali, oltre mezzo secolo di storia, particolari conosciuti e no di quanto è accaduto nei decenni intorno alla due torri, avvenimenti che sono essenziali per comprendere il percorso difficile di una democrazia attraverso le azioni di persone ed i fatti orditi da quanti hanno voluto mettere alla prova la tenuta democratica di una città e di un paese. E Cinzia, come sempre, è impeccabile nel saper trasmettere con precisione ed estrema capacità oratoria la materia di cui è così padrona facilitando in tal modo l'ascolto, il seguito e la comprensione da chi a Bologna non ci vive e più di un particolare gli può sfuggire.

   La possibilità che mi è stata offerta a partire dalle prime ore del pomeriggio di ieri è stata quella di aggregarmi al gruppo, a Cinzia Venturoli per ...portare la mia testimonianza su quanto avvenne nella Stazione Centrale di Bologna dalle 10.25 del 2 agosto 1980 in poi. Cinzia dice che per loro era come una sorta di sorpresa, non sapendo della mia presenza, ma l'aver riconosciuto, salutato e dialogato con alcuni di loro già da me incontrati a Bolzano, negli anni scorsi, in occasione di altre iniziative in ricordo degli avvenimenti di Bologna, ha creato quel clima di condivisione che ha reso veramente piacevole il resto dell'intero pomeriggio.

   A tutte e tutti loro ho raccontato le vicende di quel giorno. La mia testimonianza è stata ascoltata con interesse. Il contributo di chi - tra tanti altri - quel giorno c'era è sempre un momento che suscita attenzione ed anche emozione. La vicenda dell'autobus 37 - soccorritore tra i soccorritori - è sempre ascoltata con empatia e sono convinto che sia stata importante la decisione di Cinzia di inserire nel loro programma anche l'ascolto di un testimone, persona semplice ma che ascoltandone la storia in diretta riporta là dove avvenne la strage.

 


 E poi? E poi il trekking, quella visita guidata (da Cinzia) tra le stradine del centro storico per andare a vedere quegli angoli dove la storia si è fermata: Piazzetta Marco Biagi, il portico dove una spessa lastra di vetro protegge i fori delle pallottole sparate da quelle forze dell'ordine che uccisero lo studente Francesco Lorusso e poi la Stazione, il Binario numero uno, la sala d'aspetto, i luoghi che mostrano un orologio fermo alle 10.25, un muro giallo, lapidi e nomi, tanti nomi ed un pezzo di vecchio pavimento su cui esplose una bomba azionata da criminali neofascisti protetti da personaggi ed apparati dello Stato, criminali senza perdono! Tutti elementi che faranno parte del confronto che gli undici amici ed amiche di Bolzano e Trento avranno sicuramente modi di trasformare in elementi di crescita anche per i ragazzi con cui presto si confronteranno nelle ore di storia, nelle loro aule, nell'anno scolastico che sta per iniziare.

   Quì anche il compito - importante ma impegnativo assai! - di Cinzia si è concluso. E' un grande lavoro, il suo, è una grande donna, lei!  Anche la mia visita si è conclusa ed i loro saluti non li dimentico, li porto con me, sono stati parte dei miei pensieri anche su quel treno che mi ha riportato ad Imola.....

UNA GIORNATA PERSA NON E' MAI PERSA!

      Gli studenti che avremmo dovuto incontrare, MERCOLEDI' 4 NOVEMBRE , alle ore nove del mattino davanti al primo binario della Stazi...