Per loro sarà una tre giorni intensa: incontri, lezioni, visite, confronti ma per me, quelle di ieri pomeriggio, sono state quattro ore dedicate al ricordo, alla memoria di quanto avvenne a Bologna il 2 agosto 1980.
Grazie alla collaborazione tra i Comitati Arci di Bolzano e Trento con l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime della Strage alla Stazione di Bologna ci hanno fatto visita, in questi giorni, 11 insegnanti di cui sei professoresse e cinque loro colleghi maschi. Con Sonia Zanotti (testimone, ferita nello scoppio alla stazione e vice-presidente dell'Associazione) sempre attiva nell'organizzare queste visite i/le docenti scesi dalle dolomiti hanno trovato a Bologna la collaborazione di Paolo Lambertini (Presidente dell'Associazione) e di Cinzia Venturoli nelle vesti di persone qualificate - e chi meglio di loro? - a "farle entrare dentro" la nostra storia cittadina, politica, sociale ed associativa. Tante cose di cui fare tesoro, storie e personaggi che hanno attraversato le vicende di oltre mezzo secolo di vita della nostra citta, al centro della quale una importanza speciale la trova sempre la vicenda della strage alla stazione, il massacro di 85 innocenti, il ferimento di oltre 200 e anche altre storie. Storie di donne ed uomini, di partigiani e sindaci, di lotte e conquiste, di polemiche e divisioni, di scontri sociali e politici e di momenti tremendi vissuti nella paura e nel terrore, per decenni. Bologna è anche questo...e tanto altro!
Ieri, nella mattinata, la nostra prof Cinzia Venturoli ha fatto storia. In quella grande - e calda - sala del Comune di Bologna dove accogliamo sempre chi viene a farci visita, la nostra docente ha offerto i dettagli di vicende locali e nazionali, oltre mezzo secolo di storia, particolari conosciuti e no di quanto è accaduto nei decenni intorno alla due torri, avvenimenti che sono essenziali per comprendere il percorso difficile di una democrazia attraverso le azioni di persone ed i fatti orditi da quanti hanno voluto mettere alla prova la tenuta democratica di una città e di un paese. E Cinzia, come sempre, è impeccabile nel saper trasmettere con precisione ed estrema capacità oratoria la materia di cui è così padrona facilitando in tal modo l'ascolto, il seguito e la comprensione da chi a Bologna non ci vive e più di un particolare gli può sfuggire.
La possibilità che mi è stata offerta a partire dalle prime ore del pomeriggio di ieri è stata quella di aggregarmi al gruppo, a Cinzia Venturoli per ...portare la mia testimonianza su quanto avvenne nella Stazione Centrale di Bologna dalle 10.25 del 2 agosto 1980 in poi. Cinzia dice che per loro era come una sorta di sorpresa, non sapendo della mia presenza, ma l'aver riconosciuto, salutato e dialogato con alcuni di loro già da me incontrati a Bolzano, negli anni scorsi, in occasione di altre iniziative in ricordo degli avvenimenti di Bologna, ha creato quel clima di condivisione che ha reso veramente piacevole il resto dell'intero pomeriggio.
A tutte e tutti loro ho raccontato le vicende di quel giorno. La mia testimonianza è stata ascoltata con interesse. Il contributo di chi - tra tanti altri - quel giorno c'era è sempre un momento che suscita attenzione ed anche emozione. La vicenda dell'autobus 37 - soccorritore tra i soccorritori - è sempre ascoltata con empatia e sono convinto che sia stata importante la decisione di Cinzia di inserire nel loro programma anche l'ascolto di un testimone, persona semplice ma che ascoltandone la storia in diretta riporta là dove avvenne la strage.
E poi? E poi il trekking, quella visita guidata (da Cinzia) tra le stradine del centro storico per andare a vedere quegli angoli dove la storia si è fermata: Piazzetta Marco Biagi, il portico dove una spessa lastra di vetro protegge i fori delle pallottole sparate da quelle forze dell'ordine che uccisero lo studente Francesco Lorusso e poi la Stazione, il Binario numero uno, la sala d'aspetto, i luoghi che mostrano un orologio fermo alle 10.25, un muro giallo, lapidi e nomi, tanti nomi ed un pezzo di vecchio pavimento su cui esplose una bomba azionata da criminali neofascisti protetti da personaggi ed apparati dello Stato, criminali senza perdono! Tutti elementi che faranno parte del confronto che gli undici amici ed amiche di Bolzano e Trento avranno sicuramente modi di trasformare in elementi di crescita anche per i ragazzi con cui presto si confronteranno nelle ore di storia, nelle loro aule, nell'anno scolastico che sta per iniziare.
Quì anche il compito - importante ma impegnativo assai! - di Cinzia si è concluso. E' un grande lavoro, il suo, è una grande donna, lei! Anche la mia visita si è conclusa ed i loro saluti non li dimentico, li porto con me, sono stati parte dei miei pensieri anche su quel treno che mi ha riportato ad Imola.....


