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mercoledì 19 novembre 2025

Quindici uomini....

   Chissà perchè qualcuno ci aveva detto che la classe di studenti che Michele Sgobio ed io avremmo incontrato ieri, martedì 18 novembre, alla Stazione di Bologna, sarebbe stata una classe di ragazzi....."allegri" (eufemismo per dire qualcosa di più impegnativo) il che ci ha fatto supporre che la mattinata avrebbe potuto essere alquanto movimentata!

    Sbagliato!

    I 15 studenti della 5aB dell'IIS "Belluzzi-Fioravanti" ed il loro prof Francesco Boccasile sono stati di una serietà esemplare, di una correttezza e di una attenzione che ci ricorderemo se non altro perchè vorremmo che fosse sempre così, ogni volta che incontriamo giovani per raccontare - ciò che ha fatto Michele - una storia difficile - quella della strage del 2 agosto 1980 - e far ascoltare loro la testimonianza di uno tra coloro che quel giorno c'erano, per far qualcosa di utile ed umano, per aiutare chi stava soffrendo e per dare il meglio di se anche solo guidando un autobus, l'ultimo veicolo che accompagnò tanti corpi in quel loro ultimo viaggio.

    Intanto la loro puntualità ha battuto sul tempo sia la mia che quella di Michele, anche se solo per uno o due minuti! Sul marciapiede davanti al primo binario erano pronti ad ascoltare la lezione di storia che il nostro docente di turno ha offerto loro, senza debordare nei tempi ma aprendo in loro varchi di interesse per il modo con il quale ha illustrato i fatti di quel giorno: il luogo distrutto ed i particolari che ne sono testimoni, tanti nomi, le foto ed un pavimento divelto dalla bomba, cenni di storia su chi commise quell'orrenda strage e su gente che rispose con l'aiuto e l'umanità offerta a quanti stavano pagando per non aver commesso nulla. L'assurdo di tanto dolore ce lo ha raccontato con semplicità di cronaca Michele in un percorso di fatti e personaggi che sarebbe stato approfondito anche nella grande sala del Comune dove si è svolta la seconda parte del nostro incontro. 

    Dovevano essere in diciassette gli studenti - tutti maschi - del Belluzzi-Fioravanti ma i quindici che ci hanno seguito, pur non essendo a conoscenza di tutta quella fase di storia che si colloca tra gli anni '60 ed '80, sono stati aiutati a conoscere quello di cui i libri di scuola scarsamente approfondiscono grazie all'impegno ed alla sensibilità di Francesco, il loro professore. Studiano meccanica ma ci hanno dimostrato di essere sensibili alla storia, anche quando questa li proietta in anni che non possono aver vissuto pur essendo tempi recenti.

    Ed hanno sorpreso anche me, dopo che avevano ascoltato con grande riguardo la mia testimonianza, per quella inaspettata loro reazione di affetto, alzandosi dalle sedie, venendomi incontro per stringere, uno per uno, la mia mano e per - uno per uno - abbracciarmi e farmi così sentire tutta la loro stima ed il riconoscimento per aver "tirato fuori" dalla mia mente ricordi tristi e difficili da condividere ma che loro hanno apprezzato ed accolto come segno di coinvolgimento in un ricordo che ha bisogno di loro per non perdersi nel vento. Quel ricordo del mio caro amico, il 37, ora appartiene un po anche a loro come tutto il resto della storia che ha saputo trasmettere in loro Michele, che ringrazio per avermi fatto condividere questa bella mattinata.

    Quando ti capita tutto questo, nell'arco di poche ore, non c'è nulla che sia di disturbo, nemmeno il freddo che incalza sempre più pungente in quella sala dove chi dovrebbe non si decide ad espletare il proprio compito di  tenere al caldo chi vi si reca per ascoltare e raccontare tempi e vicende importanti da non dimenticare. Ma si sà, forse questa è solo l'osservazione di un attempato testimone.....


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La scuola è intitolata ad Odone Belluzzi ed Aristotele Fioravanti


Odone Belluzzi (Bologna, 1º febbraio 1892 – Bologna, 24 agosto 1956) è stato un ingegnere italiano. Ha portato contributi fondamentali allo sviluppo e all'insegnamento della scienza delle costruzioni nel XX secolo. L'indigenza familiare costrinse Odone ad abbandonare precocemente la scuola ma successivamente frequentò i corsi liberi all'Università Popolare e in soli tre anni superò l'esame di maturità dell'Istituto Tecnico Industriale Aldini-Valeriani, ottenendone il diploma. Nell'estate del 1954 Odone volò in Brasile per un ciclo di corsi e conferenze. Una grave caduta e la differenza climatica e di abitudini indebolirono la sua salute. Tornato a Bologna fu sottoposto ad intervento chirurgico, a cui seguì un'effimera ripresa.

All'Università di Bologna, Odone Belluzzi ha insegnato scienza delle costruzioni dal 1931 al 1956 caratterizzando l'attività didattica e scientifica di una fra le più attive Facoltà di ingegneria italiane. I principali contributi teorici di Belluzzi sono costituiti dai suoi studi sulle linee di influenza, sui telai, e sugli archi elastici, ma ancor più da quelli sulle volte, sulle cupole e sulle membrane.

Morì a Bologna il 24 agosto 1956.

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Ridolfo Fioravanti, detto Aristotele (Bologna, 1420 – Mosca, 1486 circa), è stato un architetto e ingegnere italiano.
Ingegnere, architetto e medaglista, divenne famoso per aver spostato di oltre 13 metri la torre di Santa Maria della Magione a Bologna (alta 24 metri) con un sistema di cilindri. Questo prodigio della meccanica, avvenuto nel 1455 dinnanzi al riso, al terrore e allo stupore dei bolognesi, è narrato dalle cronache dell'epoca. Inoltre divenne celebre per aver costruito dei dispositivi (ponteggi, paranchi) molto innovativi che utilizzò per la ricostruzione delle torri appartenenti alle famiglie nobili della città.

Nel 1475, su invito di Ivan III, si recò in Russia, dopo l'intercessione di Zoe Sofia Paleologa moglie dello Zar che intervenne personalmente presso il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza presso il quale Aristotele stava lavorando. Quì edificò la Cattedrale dell'Assunzione (conosciuta anche sotto il nome di Cattedrale della Dormizione) usando una tecnica ultramoderna simile al cemento armato  perché inglobava uno scheletro di ferro entro la costruzione stessa.

La fine della sua vita resta un enigma: secondo alcune fonti avrebbe partecipato come ingegnere militare e comandante delle artiglierie alle campagne di Novgorod (1477–1478), di Kazan' (1482) e di Tver'.

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