Chissà perchè qualcuno ci aveva detto che la classe di studenti che Michele Sgobio ed io avremmo incontrato ieri, martedì 18 novembre, alla Stazione di Bologna, sarebbe stata una classe di ragazzi....."allegri" (eufemismo per dire qualcosa di più impegnativo) il che ci ha fatto supporre che la mattinata avrebbe potuto essere alquanto movimentata!
Sbagliato!
I 15 studenti della 5aB dell'IIS "Belluzzi-Fioravanti" ed il loro prof Francesco Boccasile sono stati di una serietà esemplare, di una correttezza e di una attenzione che ci ricorderemo se non altro perchè vorremmo che fosse sempre così, ogni volta che incontriamo giovani per raccontare - ciò che ha fatto Michele - una storia difficile - quella della strage del 2 agosto 1980 - e far ascoltare loro la testimonianza di uno tra coloro che quel giorno c'erano, per far qualcosa di utile ed umano, per aiutare chi stava soffrendo e per dare il meglio di se anche solo guidando un autobus, l'ultimo veicolo che accompagnò tanti corpi in quel loro ultimo viaggio.
Intanto la loro puntualità ha battuto sul tempo sia la mia che quella di Michele, anche se solo per uno o due minuti! Sul marciapiede davanti al primo binario erano pronti ad ascoltare la lezione di storia che il nostro docente di turno ha offerto loro, senza debordare nei tempi ma aprendo in loro varchi di interesse per il modo con il quale ha illustrato i fatti di quel giorno: il luogo distrutto ed i particolari che ne sono testimoni, tanti nomi, le foto ed un pavimento divelto dalla bomba, cenni di storia su chi commise quell'orrenda strage e su gente che rispose con l'aiuto e l'umanità offerta a quanti stavano pagando per non aver commesso nulla. L'assurdo di tanto dolore ce lo ha raccontato con semplicità di cronaca Michele in un percorso di fatti e personaggi che sarebbe stato approfondito anche nella grande sala del Comune dove si è svolta la seconda parte del nostro incontro.
Ed hanno sorpreso anche me, dopo che avevano ascoltato con grande riguardo la mia testimonianza, per quella inaspettata loro reazione di affetto, alzandosi dalle sedie, venendomi incontro per stringere, uno per uno, la mia mano e per - uno per uno - abbracciarmi e farmi così sentire tutta la loro stima ed il riconoscimento per aver "tirato fuori" dalla mia mente ricordi tristi e difficili da condividere ma che loro hanno apprezzato ed accolto come segno di coinvolgimento in un ricordo che ha bisogno di loro per non perdersi nel vento. Quel ricordo del mio caro amico, il 37, ora appartiene un po anche a loro come tutto il resto della storia che ha saputo trasmettere in loro Michele, che ringrazio per avermi fatto condividere questa bella mattinata.
Quando ti capita tutto questo, nell'arco di poche ore, non c'è nulla che sia di disturbo, nemmeno il freddo che incalza sempre più pungente in quella sala dove chi dovrebbe non si decide ad espletare il proprio compito di tenere al caldo chi vi si reca per ascoltare e raccontare tempi e vicende importanti da non dimenticare. Ma si sà, forse questa è solo l'osservazione di un attempato testimone.....
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La scuola è intitolata ad Odone Belluzzi ed Aristotele Fioravanti
All'Università di Bologna, Odone Belluzzi ha insegnato scienza delle costruzioni dal 1931 al 1956 caratterizzando l'attività didattica e scientifica di una fra le più attive Facoltà di ingegneria italiane. I principali contributi teorici di Belluzzi sono costituiti dai suoi studi sulle linee di influenza, sui telai, e sugli archi elastici, ma ancor più da quelli sulle volte, sulle cupole e sulle membrane.
Morì a Bologna il 24 agosto 1956.
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Nel 1475, su invito di Ivan III, si recò in Russia, dopo l'intercessione di Zoe Sofia Paleologa moglie dello Zar che intervenne personalmente presso il Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza presso il quale Aristotele stava lavorando. Quì edificò la Cattedrale dell'Assunzione (conosciuta anche sotto il nome di Cattedrale della Dormizione) usando una tecnica ultramoderna simile al cemento armato perché inglobava uno scheletro di ferro entro la costruzione stessa.
La fine della sua vita resta un enigma: secondo alcune fonti avrebbe partecipato come ingegnere militare e comandante delle artiglierie alle campagne di Novgorod (1477–1478), di Kazan' (1482) e di Tver'.
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