Cologno Monzese, alla periferia di Milano, ospita 47 mila abitanti , un formicaio di case (quasi) senza interruzione dove solo parcheggiare un'auto diventa una impavida avventura e dove la politica palazzinara di vecchi amministratori della prima repubblica si evidenzia al solo passaggio lungo le sue strade. Eppure è un centro che ha una sua fama: quella di ospitare studi, sale, uffici, torri colme di parabole ovvero il centro di produzione di Mediaset che con la sua inconfondibile sagoma del biscione ti si para dinnanzi mentre gli passi accanto. L'impero (o uno degli imperi?) di Berlusconi ed ora dei suoi eredi, un quartierone dentro la città, una cosa a sè che si differenzia dal resto anche per l'avere i suoi asili nido per i suoi dipendenti, altro che quelli del Comune!
Governare una robina del genere, nella Lombardia del centro-destra, deve essere una impresa non facile e questo ce l'hanno confermato gli esponenti politici della giunta comunale di centro-sinistra che da tre anni amministra Cologno, un esperimento che non si sà se riuscirà ad avere un'altra chance tra due anni, alle nuove elezioni amministrative ma si sà, la speranza è dura a morire!
Sindaco e giunta comunale di questa cittadina, in collaborazione con l'Associazione Amici di Onofrio Zappalà, l'Associazione Libera contro la mafia e Libera Casa hanno invitato Paolo Lambertini - Presidente dell'Associazione tra le Vittime della Strage di Bologna - ed il sottoscritto per portare a conoscenza della loro cittadinanza e delle scuole di Cologno che cosa avvenne il 2 agosto 1980 a Bologna ovvero, la storia della strage alla stazione. Titolo dell'iniziativa era: "45 anni dopo, memoria, verità, legalità".
Ed è così che giovedì 27 novembre Paolo ed io ci siamo imbarcati su un treno Italo alla stazione di Bologna per scendere alla stazione centrale di Milano, attesi ed accolti da un amico di vecchia data: Antonello D'Arrigo, coordinatore locale dell'Associazione Onofrio Zappalà, attivissima organizzazione che opera quì ed ancor di più tra Messina e Catania, precisamente a Santa Teresa di Riva e Sant'Alessio, paese natale di Onofrio che fu una delle nove vittime siciliane della strage di Bologna e di cui Antonello ci ha spesso ricordato la sua lontana amicizia e frequentazione con quel ragazzo barbaramente ucciso dalla violenza dei neofascisti Nar.
Antonello, mettendoci in contatto con i suoi collaboratori nella preparazione delle iniziative con noi concordate, ci ha fatto da guida e cicerone, accompagnandoci nella serata del 27 a Villa Casati, il Palazzo Comunale, sede del Sindaco e della sua Giunta, dove nella sala dedicata a Pertini si è tenuta l'iniziativa pubblica nel corso della quale Paolo Lambertini ed io abbiamo ripercorso le tappe storiche e la memoria di una vicenda - la strage alla stazione - per noi indimenticabile ma probabilmente non sentita così forte lontano da Bologna, in altre regioni. Eppure le persone presenti hanno regalato a noi la loro attenzione, il loro interesse, il coinvolgimento emotivo rendendo meno importante che la presenza del pubblico non avesse una dimensione....oceanica, come sempre tutti sperano avvenga. In via personale è stato un grande piacere abbracciare una cara amica, non di Cologno ma arrivata fin quì per ascoltarci, per ritrovarci e condividere con noi un momento della storia così importante quindi...grazie Federica!
La notte di riposo ci ha preparato per la mattinata del 28, un venerdì programmato per incontrare studenti così lontani da Bologna eppur curiosi di sentire questa storia della Strage che causò 85 vittime e 216 feriti e dei soccorsi prestati da persone preparate e da tanti altri che si improvvisarono soccorritori pur di non tirarsi indietro e dare un grande esempio di umanità e di solidarietà. Ed in tutto questo anche la storia di un autobus della linea 37 che portò corpi senza vita per le strade di Bologna, in quel loro ultimo viaggio che si portava via per sempre le loro speranze, i loro sogni, i loro progetti.
In una mattinata, Paolo ed io abbiamo condiviso quella lontana storia con le terze A-B-C-D della Media "G. Marconi", con le sue professoresse ed i suoi professori, con ragazzi interessati e coinvolti: Ilaria, Brandon, Alessia sono solo alcune/i di essi, ragazze e ragazzi che in silenzio ma vogliosi di capire, chiedere, sentire risposte alle loro domande sono state/i con noi in modo intenso anche se in un tempo brevissimo perchè 75 minuti passano troppo in fretta.
Forse a questi ultimi giovani è mancata quella preparazione morale e didattica che ha creato in loro una certa difficoltà nel seguire con rispetto le parole di chi raccontava e questo ha lasciato in noi (in Paolo, in Antonello, in me, nell'Assessore Andrea Rosio, in Fabio il nostro tecnico dei cavi e dei computer) un pò di amarezza ma io dico sempre che le "battaglie" (anche questa, quindi) vale sempre la pena farle e quando le si fanno con convinzione non sono mai battaglie perse!
A volte - forse - ci dimentichiamo che c'è una Italia fuori dai confini dell'Emilia-Romagna e che la particolare storia e cultura sociale e politica degli emiliani non possiamo pretendere che si rispecchi in tante altre storie e culture. E' un fatto di rispetto ma diventa anche un impegno. Significa che la storia della "nostra" strage deve diventare il nostro impegno di farla diventare la storia della strage "italiana" di Bologna. Sfondare i confini - e la politica ci rema contro - non sarà facile ma solo allargando l'ascolto a tanta altra parte di questo paese può diventare un deterrente, la grande forza in grado di sconfiggere coloro - e sono ancora tanti - che sono ancora vogliosi di fare ritorno ad un passato sconfitto da tante lotte e da tanti sacrifici.
Finito tutto, salutato tutti, accompagnati da Antonello nell'affollata stazione centrale di Milano, il nostro rientro a Bologna ci preoccupava a causa dello sciopero generale indetto - giustamente - da alcuni sindacati ma poi tutto è filato liscio. Con Paolo mi sono lasciato nella ressa di chi attendeva, come me, una corriera in Autostazione. Le nostre ultime parole e riflessioni ci hanno permesso di rendere merito a chi aveva organizzato "le due giornate di Milano". Grazie ad Antonello, grazie a Fabio, grazie agli assessori Delcorno e Arosio, grazie al Sindaco e grazie a chi ha collaborato e...ci ha ristorato con le specialità della cucina di Cologno Monzese!
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