Erano le 10.05 di ieri, sabato 17 gennaio 2026, quando, destreggiandosi tra valigie, zaini, carrelli e passeggeri frettolosi ed infreddoliti, li abbiamo visti arrivare sul marciapiede della stazione di Bologna, davanti a quel binario numero uno dove Michele Sgobio ed io avevamo dato loro appuntamento, speranzosi che non intervenissero altri inconvenienti ad impedire il nostro programmato incontro. Già, perchè il loro arrivo in ritardo è stato dovuto ad un grave incidente accaduto nella prima mattinata proprio nella loro stazione di partenza, a Reggio Emilia e, di conseguenza, sono saltate partenze ed arrivi mandando in tilt per qualche ora l'intero traffico ferroviario e ritardando di un’ora il nostro stare insieme.
Espletata la prassi dei saluti e delle presentazioni, stabiliti i tempi del nostro incontro, è stato Michele a dare il via al racconto di quanto successe 45 anni fa nel luogo dove ci trovavamo, la Stazione dei treni di Bologna, ovvero la rievocazione dell'attentato che causò la morte di 85 persone ed il ferimento di altre 216 oltre alla distruzione dell'intera ala ovest che ospitava le sale d'aspetto, gli uffici ed i locali di ristoro per i passeggeri in transito. E Michele oggi ha superato se stesso offrendo a chi l'ha ascoltato una lezione di storia precisa, dettagliata, ricca di inserti di grande interesse soprattutto per chi ancora non era nato in quegli anni e con una capacità di sintesi che ha messo d'accordo la ristrettezza dei tempi con la ricchezza di dettagli che una simile storia contiene. Non sempre è facile riuscire a fare tutto questo!
Le
16 studentesse ed
il loro compagno di quella classe terza del Liceo "Aldo Moro"
Ed anche in quella fredda, grande, sala del Palazzo Comunale dove ci siamo messi comodi per completare il nostro incontro, con il mio racconto di testimone e di autista, con il riassunto di quanto vidi in quel 2 agosto 1980, non è mai venuta meno la loro attenzione, l'interesse di questi studenti che imparano lingue nel loro Liceo reggiano, delle prof mescolate in mezzo a questa bella gioventù ed anche la loro emozione che si è unita alla mia nel corso del racconto che riapre ogni volta i cassetti della memoria dentro i quali c'è tanta sofferenza, tanta umanità, tanta solidarietà, un insieme di gente così diversa, così distante ma anche così vicina, per ore ed ore, per dare il meglio affinchè non fosse lasciato solo chi soffriva e ci si fosse stretti intorno a quei poveri resti che per tante ore accompagnai nel loro ultimo viaggio, su quell'autobus della linea 37 divenuto triste carro finebre ma a sua volta soccorritore senza voce ma con tanta dignità.
Nel silenzio abbiamo terminato il nostro incontro. Michele ed io ce li siamo sentiti vicini. Le loro ultime domande, i saluti, quel commiato fatto con riguardo, quei loro sorrisi così genuini e sinceri hanno chiuso una bella giornata. Lì dentro era freddo ma noi non lo abbiamo mai percepito perchè abbiamo avuto intorno il loro calore.
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La scuola è intitolata a ALDO MORO
Cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri, guidò governi di centro-sinistra tra il 1963 e il 1968 e tra il 1974 e il 1976 promuovendo la cosiddetta strategia dell'attenzione verso il Partito Comunista Italiano P.C.I. attraverso il "compromesso storico" e determinò la nascita del Governo Andreotti III (definito il governo della non-sfiducia) sul quale il PCI garantiva l'astensione.
Fu rapito da un commando delle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 mentre il Governo Andreotti (in cui veniva garantito l'appoggio esterno del PCI) si apprestava a ottenere il voto di fiducia da entrambi i rami del Parlamento; fu assassinato il 9 maggio successivo dopo 55 giorni di prigionia.
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