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domenica 18 gennaio 2026

QUANDO LA VOLONTA' DI CONOSCENZA SUPERA OGNI INCONVENIENTE

 

     Erano le 10.05 di ieri, sabato 17 gennaio 2026, quando, destreggiandosi tra valigie, zaini, carrelli e passeggeri frettolosi ed infreddoliti, li abbiamo visti arrivare sul marciapiede della stazione di Bologna, davanti a quel binario numero uno dove Michele Sgobio ed io avevamo dato loro appuntamento, speranzosi che non intervenissero altri inconvenienti ad impedire il nostro programmato incontro. Già, perchè il loro arrivo in ritardo è stato dovuto ad un grave incidente accaduto nella prima mattinata proprio nella loro stazione di partenza, a Reggio Emilia e, di conseguenza, sono saltate partenze ed arrivi mandando in tilt per qualche ora l'intero traffico ferroviario e ritardando di un’ora il nostro stare insieme.

     Vederli arrivare è stato un sollievo, quel sollievo allietato anche dai freschi sorrisi e dalla simpatia di quella intera squadra di studenti e docenti composta al 99% da ragazze più due loro professoresse ed un solo - spavaldo ed a suo perfetto agio - aitante giovane che da subito ci ha dato l'idea di sentirsi ben inserito in quel contesto tutto al femminile. E non facciamo fatica a crederlo!

     Espletata la prassi dei saluti e delle presentazioni, stabiliti i tempi del nostro incontro, è stato Michele a dare il via al racconto di quanto successe 45 anni fa nel luogo dove ci trovavamo, la Stazione dei treni di Bologna, ovvero la rievocazione dell'attentato che causò la morte di 85 persone ed il ferimento di altre 216 oltre alla distruzione dell'intera ala ovest che ospitava le sale d'aspetto, gli uffici ed i locali di ristoro per i passeggeri in transito. E Michele oggi ha superato se stesso offrendo a chi l'ha ascoltato una lezione di storia precisa, dettagliata, ricca di inserti di grande interesse soprattutto per chi ancora non era nato in quegli anni e con una capacità di sintesi che ha messo d'accordo la ristrettezza dei tempi con la ricchezza di dettagli che una simile storia contiene. Non sempre è facile riuscire a fare tutto questo!

     Le 16 studentesse ed il loro compagno di quella classe terza del Liceo "Aldo Moro"     


che frequentano insieme più Federica e Barbara, le due professoresse che li hanno accompagnati a Bologna, hanno ascoltato dalla voce di Michele come avvenne quell'orrenda strage di uomini, donne, ragazzi e ragazze di ogni età, di tanti luoghi e paesi e di tante professioni diventate le vittime sacrificali di terroristi neofascisti il cui obiettivo era quello di spargere sangue e paura con l'idea di fermare la storia e far compiere un passo indietro alla democrazia del nostro paese. Sono passati davanti a lapidi e foto rendendosi conto di quanto grande sia il significato degli oggetti che ricordano quella grande strage. Un ricco ed interessante racconto che ci ha tenuti tutti accanto a Michele pur dovendo fare i conti con la bassa temperatura ed una pioggerella fine e fastidiosa
che non è riuscita a scoraggiare nessuno di noi, in stazione, nel piazzale antistante e poi accanto alle mura del Comune, davanti a quella immensa lapide che ci racconta le sofferenze di chi diede la vita per sconfiggere nazismo e fascismo e davanti a quella lastra di vetro riempita dei nomi delle vittime delle tre stragi che hanno colpito Bologna e la sua gente: l'Italicus, la Stazione ed il rapido 904.

     Ed anche in quella fredda, grande, sala del Palazzo Comunale dove ci siamo messi comodi per completare il nostro incontro, con il mio racconto di testimone e di autista, con il riassunto di quanto vidi in quel 2 agosto 1980, non è mai venuta meno la loro attenzione, l'interesse di questi studenti che imparano lingue nel loro Liceo reggiano, delle prof mescolate in mezzo a questa bella gioventù ed anche la loro emozione che si è unita alla mia nel corso del racconto che riapre ogni volta i cassetti della memoria dentro i quali c'è tanta sofferenza, tanta umanità, tanta solidarietà, un insieme di gente così diversa, così distante ma anche così vicina, per ore ed ore, per dare il meglio affinchè non fosse lasciato solo chi soffriva e ci si fosse stretti intorno a quei poveri resti che per tante ore accompagnai nel loro ultimo viaggio, su quell'autobus della linea 37 divenuto triste carro finebre ma a sua volta soccorritore senza voce ma con tanta dignità.

     Nel silenzio abbiamo terminato il nostro incontro. Michele ed io ce li siamo sentiti vicini. Le loro ultime domande, i saluti, quel commiato fatto con riguardo, quei loro sorrisi così genuini e sinceri hanno chiuso una bella giornata. Lì dentro era freddo ma noi non lo abbiamo mai percepito perchè abbiamo avuto intorno il loro calore.


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La scuola è intitolata a ALDO MORO

Aldo Romeo Luigi Moro (Maglie, 23 settembre 1916 - Roma, 9 maggio 1978) è stato un politico e giurista italiano.Tra i fondatori della Democrazia Cristiana e suo rappresentante nella Costituente, ne divenne dapprima Segretario dal 1959 al 1964 e in seguito Presidente nel 1976.

Cinque volte Presidente del Consiglio dei Ministri, guidò governi di centro-sinistra tra il 1963 e il 1968 e tra il 1974 e il 1976 promuovendo la cosiddetta strategia dell'attenzione verso il Partito Comunista Italiano P.C.I. attraverso il "compromesso storico" e determinò la nascita del Governo Andreotti III (definito il governo della non-sfiducia) sul quale il PCI garantiva l'astensione.

Fu rapito da un commando delle Brigate Rosse il 16 marzo 1978 mentre il Governo Andreotti (in cui veniva garantito l'appoggio esterno del PCI) si apprestava a ottenere il voto di fiducia da entrambi i rami del Parlamento; fu assassinato il 9 maggio successivo dopo 55 giorni di prigionia.

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