L'Istituto di Istruzione Superiore "Adolfo Venturi"
è una delle scuole che lascia sempre una buona impronta di sè ogni volta che ne incontriamo i suoi studenti.E, per quanto mi riguarda, sono già molte le volte che le classi di questo Liceo ho cercato l'occasione di incontrarle perchè insegnanti e studenti SEMPRE si sono dimostrati sensibili ed interessati ad ascoltare quella triste, impressionante, complessa storia della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.
Il Venturi ha sede a Modena, è una scuola moderna e nelle sue strutture ci sono palestre attrezzate, una Biblioteca Storica e tre biblioteche multimediali mentre in quasi tutte le aule sono presenti schermi nuovi e connessione internet, senza dimenticare che - e questo è un po' il fiore all'occhiello del suo indirizzo artistico - l'IIS è dotato di uno spazio espositivo, la "Galleria delle Statue",
dove sono conservati calchi in gesso di celebri capolavori della statuaria antica.Come si può capire è una buona carta d'identità quella che ci può offrire questo istituto modenese ogni volta che si prenota per incontrare i nostri docenti di storia ed i testimoni, attraverso i quali i suoi studenti hanno l'occasione di approfondire un tema interessante seppur delicato quale il periodo storico del terrorismo in Italia e le vicende oscure e dolorose ad esso collegate. E la Strage del 2 agosto 1980, avvenuta a Bologna, è quella che da molto anni viene riproposta nelle scuole, anche in quelle di Modena, nell'ambito del progetto "Educare attraverso i luoghi".
Circa 45 studenti delle classi 5aC e 5aE, cinque loro insegnanti e tanta voglia di "fare i conti" con la storia di un fatto accaduto 45 anni fa sono stati nostri interlocutori ieri, venerdì 4 aprile, nei luoghi della memoria della strage - la stazione dei treni, la sala d'aspetto, piazzale d'ingresso e marciapiede del binario numero uno - a Bologna. Ero insieme a Rossella Ropa per accompagnarli nel luogo in cui la strage avvenne per poi andarcene in quella sala del Comune dove abbiamo proseguito quel nostro incontro didattico e di trasmissione della memoria.
La formula è sempre quella: Rossella (o altri docenti di turno che collaborano al progetto) offre la sua lezione di storia - ed in particolare di QUELLA storia dello scoppio di una bomba che fece 85 vittime e oltre 200 feriti - spiegando come avvenne, chi ne fu responsabile, le conseguenze e gli obiettivi che ne stavano alla radice, l'ideologia (neofascista!) di chi eseguì l'attentato e di chi li finanziò ed aiutò, processi, condanne e successiva liberazione per alcuni di loro mai pentiti e mai dichiaratisi colpevoli di quella strage vigliacca ed inumana.
A seguire, il testimone - e ieri ero ancora io - racconta quelle ore trascorse tra tanta gente esperta e non, ad aiutare, soccorrere, scavare e portare quella solidarietà umana di cui ci fu tanto bisogno e nel racconto anche quella decisione di usare un autobus della linea 37 per trasportare le vittime a quelle buie stanze dove famigliari attendevano senza più lacrime da versare ed un ultimo abbraccio da offrire a quei corpi per sempre immobili.
Ragazze e ragazzi dell'"A. Venturi" sono stati lì in silenzio, ascoltandoci ed ancora una volta regalandoci la loro già conosciuta sensibilità e partecipazione e - quando se ne sono dovuti andare - anche il loro affettuoso saluto, senza far mancare quell'abbraccio che consolida sempre più il legame tra noi e loro.
Ed è sempre un buon biglietto da visita per gli altri che verranno.....