Visualizzazioni totali

sabato 5 aprile 2025

VENTURI: LA SENSIBILE ATTENZIONE DEI BRAVI LICEALI

   L'Istituto di Istruzione Superiore "Adolfo Venturi"

                                                            
è una delle scuole che lascia sempre una buona impronta di sè ogni volta che ne incontriamo i suoi studenti.

   E, per quanto mi riguarda, sono già molte le volte che le classi di questo Liceo ho  cercato l'occasione di incontrarle perchè insegnanti e studenti SEMPRE si sono dimostrati sensibili ed interessati ad ascoltare quella triste, impressionante, complessa storia della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

    Il Venturi ha sede a Modena, è una scuola moderna e nelle sue strutture ci sono palestre attrezzate, una Biblioteca Storica e tre biblioteche multimediali mentre in quasi tutte le aule sono presenti schermi nuovi e connessione internet, senza dimenticare che - e questo è un po' il fiore all'occhiello del suo indirizzo artistico - l'IIS è dotato di uno spazio espositivo, la "Galleria delle Statue",

dove sono conservati calchi in gesso di celebri capolavori della statuaria antica. 

    Come si può capire è una buona carta d'identità quella che ci può offrire questo istituto modenese ogni volta che si prenota per incontrare i nostri docenti di storia ed  i testimoni, attraverso i quali i suoi studenti hanno l'occasione di approfondire un tema interessante seppur delicato  quale il periodo storico del terrorismo in Italia e le vicende oscure e dolorose ad esso collegate. E la Strage del 2 agosto 1980, avvenuta a Bologna, è quella che da molto anni viene riproposta nelle scuole, anche in quelle di Modena, nell'ambito del progetto "Educare attraverso i luoghi". 

    Circa 45 studenti delle classi 5aC e 5aE, cinque loro insegnanti e tanta voglia di "fare i conti" con la storia di un fatto accaduto 45 anni fa sono stati nostri interlocutori ieri, venerdì 4 aprile, nei luoghi della memoria della strage - la stazione dei treni, la sala d'aspetto, piazzale d'ingresso e marciapiede del binario numero uno - a Bologna. Ero insieme a Rossella Ropa per accompagnarli nel luogo in cui la strage avvenne per poi andarcene in quella sala del Comune dove abbiamo proseguito quel nostro incontro didattico e di trasmissione della memoria.  

    La formula è sempre quella: Rossella (o altri docenti di turno che collaborano al progetto) offre la sua lezione di storia - ed in particolare di QUELLA storia dello scoppio di una bomba che fece 85 vittime e oltre 200 feriti - spiegando come avvenne, chi ne fu responsabile, le conseguenze e gli obiettivi che ne stavano alla radice, l'ideologia (neofascista!) di chi eseguì l'attentato e di chi li finanziò ed aiutò, processi, condanne e successiva liberazione per alcuni di loro mai pentiti e mai dichiaratisi  colpevoli di quella strage vigliacca ed inumana.

    A seguire, il testimone - e ieri ero ancora io - racconta quelle ore trascorse tra tanta gente esperta e non, ad aiutare, soccorrere, scavare e portare quella solidarietà umana di cui ci fu tanto bisogno e nel racconto anche quella decisione di usare un autobus della linea 37 per trasportare le vittime a quelle buie stanze dove famigliari attendevano senza più lacrime da versare ed un ultimo abbraccio da offrire a quei corpi  per sempre immobili.   

Ragazze e ragazzi dell'"A. Venturi" sono stati lì in silenzio, ascoltandoci ed ancora una volta regalandoci la loro già conosciuta sensibilità e partecipazione e - quando se ne sono dovuti andare - anche il loro affettuoso saluto, senza far mancare quell'abbraccio che consolida sempre più il legame tra noi e loro. 

    Ed è sempre un buon biglietto da visita per gli altri che verranno.....

giovedì 3 aprile 2025

PENNELLATE...MA ANCHE DI STORIA

   Lavinia Fontana, chi era costei?
   Lavinia fu una pittrice che visse a cavallo tra il 1500 ed il 1600, una tra le poche donne di quei tempi a diventare famosa in quella disciplina artistica in cui erano prevalentemente gli uomini ad essere ricercati per affidare loro opere  grazie alle quali ottenere fama e...arricchirsi! Ma l'accuratezza con cui Lavinia riempiva le sue tele fece la differenza e le diede quella celebrità che l'ha resa una pittrice i cui quadri ancora oggi possono essere ammirati in molte gallerie e luoghi religiosi, a Bologna e non solo.
   

    E forse è proprio per quella caratteristica di "accuratezza"  nel fare le cose che a Bologna, in fondo a via D'Azeglio, qualcuno ha pensato bene di dedicare a Lavinia Fontana una scuola media, la scuola che martedì 1 aprile ha ospitato me e Rossella Ropa per ascoltare da noi un'altra storia più recente, quella della strage alla stazione del 2 agosto 1980.
    Tra le 9 del mattino e le 13.45 siamo stati ospiti di due classi  ovvero  della 3aA e della 3aB. Diciannove più ventitrè, per un totale di 42 ragazze e ragazzi che si sono dimostrati meritevoli dell'impegno che richiede - da parte nostra e da parte loro - questo genere di lezione storica ed il successivo racconto dei ricordi di chi era in Stazione quel giorno. 
    Il materiale cartaceo, sonoro, video che a loro era stato fornito dalle nostre docenti e dall'Associazione tra i Famigliari delle Vittime della Strage affinchè potessero documentarsi ed approfondire in classe, con le loro professoresse, i risvolti storici di ciò che accadde nella seconda metà del secolo scorso, gli anni del terrorismo ma anche delle lotte partecipate e poi la risposta violenta di gruppi eversivi neofascisti  con la criminale protezione di apparati e personaggi dello Stato, nella Media Lavinia Fontana sono stati studiati con attenzione ed interesse. Lo si è visto dalla compostezza, dal silenzio, dalla condivisione anche dei momenti più difficili che Rossella ed io abbiamo riscontrato in tutti loro nel corso degli incontri dentro le loro aule, quando si è trattato di recepire quella parte storica che li aiuta a capire cose non scritte nei libri di studio ed anche quei pezzi di memoria che solo chi fu testimone di ciò che accadde quel giorno, nella Bologna del sabato 2 agosto 1980, può portare loro.
   La presenza rilassata e partecipe anche delle loro prof Mancuso e Lucidelli è stata la conferma che i loro ragazzi sono stati all'altezza del compito che avevano ricevuto e per noi la conferma che un così difficile argomento qual'è il massacro di 85 persone innocenti, la distruzione di un luogo-simbolo come la sala d'aspetto di una stazione ferroviaria e il ferimento di oltre 200 donne, uomini, giovani e bambini, può suscitare un grande interesse anche a studenti di un'età così critica come quella di chi frequenta una scuola media.
    L'antica pittrice il cui nome è impresso all'ingresso della scuola in fondo a via  D'Azeglio di Bologna può andare fiera di questi ragazzi. L'accuratezza che lei mise nel muovere il pennello e distribuire colori su una tela, questi ragazzi della 3aA e 3aB l'hanno messa nello studio di una strage avvenuta quasi 400 anni dopo. La storia continua, anche così!
  

lunedì 31 marzo 2025

L'INCONTRO DI OGGI, IN VIA ASIAGO.....

    Altri settantasette studenti incontrati oggi!

    Altra occasione per parlare del 2 agosto 1980 a chi frequenta le scuole medie.

    Altro modo di incontrare i nostri giovani non solo sul luogo - la Stazione di Bologna - dove venne fatta esplodere la bomba che causo' 85 vittime e 216 feriti ma anche nelle loro scuole, dentro le loro classi, accorpandone alcune per facilitare (cosa non sempre scontata!) il compito delle nostre docenti e di noi testimoni stessi.

    Ed oggi è stata una di queste occasioni a farci incontrare con studentesse, studenti e professori della Scuola Media "F. De Andrè", nella loro aula magna di via Asiago, a ridosso di Casalecchio, la 3aB e 3aD di prima mattina e poi la 3aA e la 3aC fino alla fine della loro mattinata di studio. Altre volte abbiamo incontrato i ragazzi di questa scuola, a Bologna, in Stazione, accanto a quelle lapidi e segni di memoria che ricordano quanto accadde il 2 agosto 1980. Oggi, Rossella Ropa ed io, siamo stati ospitati nel loro ambiente di studio ed abbiamo parlato di terrorismo, di neofascismo, di vittime e delle loro storie, abbiamo parlato di soccorsi e di volontari, di dolore e di risposta, di come si reagisce con semplicità ma con grande dedizione alla chiamata in difesa della democrazia e della libertà minacciata da trame eversive.

    Rossella ha fatto storia. Io ho portato un po' di memoria, la mia ma anche la memoria di una azione collettiva che spinse gente sconosciuta a fare opera di solidarietà gomito a gomito, per ore ed ore. Ed in quel muovere mani e sentimenti ci fu anche quell'autobus, il "37", che viaggiò per ore ed ore con a bordo poveri resti a cui abbiamo offerto il nostro affetto, il rispetto e il dignitoso riconoscimento di quanto sia importante non dimenticarne storie e tragedia.

    Le quattro classi ci hanno ascoltato in silenzio, un gesto di riguardo rivolto a chi fa sempre fatica a rievocare momenti di dolore intensi seppur lontani nel tempo. Ed hanno seguito quei momenti di ricostruzione della storia della strage che con altrettanta fatica la nostra Rossella deve mettere insieme ogni volta, con parole semplici ma efficaci, svegliando in chi ascolta quella curiosità che serve a chiedere di saperne di più. In questo modo il tempo passa inesorabile ma finisci con la sensazione di aver lasciato qualcosa di valido e che ne è valsa la pena.

    ....come vale la pena continuare perchè "quella" storia non se ne vada dalla nostra memoria.




     

mercoledì 26 marzo 2025

I NOBILI DI REGGIO SCESI A BOLOGNA...

   Dalle loro carrozze - ferroviarie, non Reali! - ci hanno raggiunti stamattina, davanti a quel binario numero uno dove abitualmente li accogliamo tutti, i diciotto studenti della 5aC dell'Istituto "Nobili" di Reggio Emilia. Tutti studenti maschi che studiano "meccatronica" nel loro Tecnico e che a Bologna sono arrivati accompagnati da Francesca e Nicola, insegnante di Italiano-storia lei e di matematica lui.

   Come già hanno fatto altri loro colleghi di altre classi, in altre giornate d'incontro, hanno raggiunto Rossella Ropa (docente di storia) ed il sottoscritto (testimone) per approfondire una tematica appena sfiorata nel corso del loro anno scolastico. L'argomento "fascismo" rientra nelle materie con cui chiuderanno questo ciclo dei loro studi ma conoscere meglio, approfondire quello che accadde tra gli anni '60 ed '80 del secolo scorso, quel periodo volgarmente conosciuto come gli anni del terrorismo, delle stragi, i cosiddetti "anni di piombo", richiedeva un momento di studio e riflessione con noi che da anni portiamo questa tematica in tutte le scuole ed in particolare portiamo quella triste storia della strage alla stazione di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980.

   Ed allora è importante per questi giovani ascoltare la ricostruzione dettagliata di quegli anni che non furono solo anni segnati dal sangue e dalle sofferenze delle vittime ma furono anche anni di grandi lotte, di movimenti giovanili e delle richieste di maggior diritti e spazi di partecipazione alle scelte democratiche di questo nostro paese. E chi meglio di Rossella, oggi, poteva aiutare loro a capirli quegli anni, ascoltandone la ricostruzione ed imparando dalle sue spiegazioni quanto sia difficile un percorso istituzionale quando forze oscure, elementi eversivi e progetti reazionari intervengono per interromperlo?

   La storia dell'attentato che provocò 85 vittime e 216 feriti è questo. Ci parla di storie di persone e storia di un paese divenuto luogo di scontro per bande neofasciste finanziate e protette da parti di questo stesso Stato con l'obiettivo di far fallire quei sogni di costruire una società più giusta, più democratica, più partecipata e soprattutto una società che si avvalesse del contributo di tutti i suoi settori a partire da quelli che la costruiscono giorno dopo giorno con il sudore del loro lavoro e con l'intelligenza di chi studia e fa cultura.

   Rossella Ropa davanti a quel muro giallo e poi di fronte a quella grande lastra di marmo che contiene nomi e numeri ed ancora mostrando targhe di ottone che ricordano donne ed uomini, bambine e ragazzi che non sono più tra noi ed un vecchio orologio fermo alle 10.25, ha impresso nella memoria dei giovani di Reggio Emilia la cronaca di una strage che è proseguita nella grande sala del Comune allorquando ha completato la sua lezione facendo nomi e illustrando i particolari di coloro che quella strage la pensarono e la compirono.  E i diciotto studenti seduti davanti a lei hanno capito il significato di una azione eversiva ed hanno anche afferrato l'importanza di non chiudere quella storia finchè verità e giustizia non saranno valori acquisiti fino in fondo, cosa che ora non è!

   Anche le nostre testimonianze continuano ad avere un ruolo importante in questi incontri perchè ascoltare dalla voce di chi quel sabato 2 agosto 1980 era in Stazione, vide cosa accadde, è un momento di ritorno al passato che comporta ricordi ed emozioni, il racconto di cosa si è potuto fare e di cosa si è visto fare, da se stessi e da tanti altri. Ancora una volta ho ricordato le vicende di quel mio caro autobus della linea 37 con cui ho accompagnato corpi senza vita, per ore ed ore. Ancora una volta ho ricordato ai giovani che mi stavano ascoltando cosa fecero tante persone che soccorsero chi aveva subito quel tragico attentato, come lo seppero fare, come si prodigarono i professionisti ed i volontari, come una intera città si riunì intorno al suo dolore ed alle sofferenze della gente bolognese e di altre vicine e lontane realtà. 

Gli studenti del Nobili hanno ascoltato tutto, da Rossella e da me, hanno rivolto domande, a Rossella ed a me e la loro mente si è aperta ad un pezzo della nostra storia che andava aggiunto. Ora, nella loro classe, saranno le/gli insegnanti a proseguire questo percorso del "sapere" di cui hanno bisogno, come studenti ma - ancor più - come cittadini che si apprestano a partecipare (si spera attivamente!) al lungo cammino che li aspetta nella Società. Con qualche conoscenza in più e con qualche valore in più....

domenica 23 marzo 2025

UN INCONTRO RAVVICINATO...

 Tra i collaboratori di Cinzia, Rossella ed Antonella che hanno il gravoso compito di spiegare la strage del 2 agosto 1980 agli studenti delle scuole, mi mancava solo di incontrare Michele e ieri ci siamo conosciuti per gestire insieme l'incontro che abbiamo avuto con le classi 5aL e 5aQ dell'IIS "Venturi" di Modena.

Michele Sgobio è un robusto ragazzone originario di Taranto ma che vive a Bologna da tanti anni. Come Luca e Giovanni (gli altri due collaboratori in questo progetto "Educare attraverso i luoghi") ha un percorso di avvicinamento ed insegnamento della storia ai ragazzi che gli deriva dal partecipare al progetto "Bottega Finzioni" che vede in Antonella Beccaria la sua più valida organizzatrice nonchè attivista.

Insieme a Michele, ieri mattina, ai circa quaranta ragazze e ragazzi venuti da Modena abbiamo potuto far "rivivere" loro, attraverso le nostre voci, quanto accadde a Bologna la mattina del sabato di quarantaquattro anni fa. Teoria e pratica di un massacro spiegato con cenni storici attraverso i quali sono emersi i progetti criminali, i mandanti, i depistatori, gli esecutori di quella che rimane la più grande strage mai compiuta nel nostro paese dal dopoguerra. Michele ha saputo far bene il proprio lavoro di "sostituto docente" facendo ascoltare il suo racconto di storia e di storie di personaggi che si sono resi responsabili di atti criminali, che hanno seminato morte e distruzione e che a Bologna si ricorda come la strage alla stazione, con le sue 85 vittime e gli oltre 200 feriti.

Anche la mia testimonianza è stata seguita con interesse. I quattro professori che hanno accompagnato questi futuri esperti di arte audiovisiva (perchè questo è il loro indirizzo di studio) ci hanno dato la conferma che sono ragazzi attenti ed interessati all'argomento "terrorismo" proprio perchè ascoltarlo dalle nostre voci chiude una mancanza contenuta sia nei loro libri di studio che nei programmi scolastici. Ho raccontato loro di una giornata da non dimenticare, di azioni semplici ma di grande umanità compiute da gente ignota, di operazioni di soccorso svolte con grande capacità e con grande dedizione da quei professionisti che vestivano gli abiti di Vigili del Fuoco, medici, infermieri, operatori degli enti responsabili di aiutare famiglie e stranieri in cerca di conforto, assistenza e notizie sui loro cari. E quando il racconto è arrivato a quell'autobus della linea 37 da me usato per accompagnare quei corpi senza vita ho sentito che la mia emozione stava diventando anche la loro e con Michele accanto ci siamo vissuti insieme quel momento di vicinanza e comprensione reciproca che viviamo in ogni incontro. Uscire così dai nostri appuntamenti ci aiuta a superare l'impegno e la fatica che comincia a farsi sentire sempre più, man mano che ci si avvicina ai mesi cruciali che porteranno alla fine dell'anno scolastico in corso.

Ma mi piace terminare questo piccolo resoconto della giornata ricordando un altro incontro imprevisto, piacevole, improvviso che è avvenuto proprio mentre ci apprestavamo - Michele, io, studenti e professori di Modena - ad uscire da quel giardino della stazione di Bologna per poi dirigerci verso Piazza Maggiore ed il Palazzo del Podestà. Mi sono sentito chiamare, ho sentito un abbraccio proveniente dalle mie spalle ed ho avuto la felice sorpresa di trovarmi di fronte il sorriso di Daniela Di Palma! Daniela ora è una delle tante ragazze che guidano gli autobus di Bologna, è una mia "collega" (anche se il sottoscritto da tanto non guida più!), ma io l'ho conosciuta nel 2017 quando lei scelse di essere tra gli 85 volontari che narrarono le storie delle vittime della strage e lei ci fece conoscere, attraverso le sue parole, tratti di vita di Silvana Serravalli la cui vita venne stroncata dallo scoppio della bomba alle ore 10.25 del 2 agosto 1980. E' stato un incontro che mi ha dato contentezza e che mi ha reso orgoglioso di essere parte di un progetto di solidarietà che in qualche modo ci accomuna, seppur a distanza grande tra l'uno e l'altra, e che ora viene condiviso da una ragazza di grande semplicità, ferma determinazione e dolcezza, quella dolcezza che contraddistingue da sempre Daniela. E, da vecchio autista, è bello sentirsi al proprio fianco una giovane ragazza che continua a portare a spasso gente su quei bus che sono stati parte della mia vita di lavoro.

mercoledì 19 marzo 2025

QUANDO IL CUORE DIVENTA LEGGERO

    Ogni volta che vado nelle scuole elementari, ne esco con il cuore in mano!

    Nella scuola elementare "Rita Levi Montalcini" di Rastignano il cuore l'ho già lasciato diverse volte! Sono alunne ed alunni fantastici e quando hai la possibilità di mescolarti a loro per qualche ora, te ne vai che ti senti cresciuto dentro, ti senti arricchito di qualche cosa che ti fa ben sperare e che ti da la carica per continuare a sentirti impegnato in qualcosa di positivo, per loro ma anche per te stesso.

    Loro, i ragazzi, ci mettono tanto, per farti sentire a tuo agio così come tanto fanno per ottenere il medesimo risultato anche le meravigliose maestre che - anno dopo anno - crescono questi nostri futuri giovani, con impegno, passione ed anche quel tocco d'amore che lascia in loro un segno. Tra di loro mi sono fatto amiche ed amici, tutti indimenticabili. Ci siamo conosciuti quando ancora erano bambini ed ora sono giovani che si apprestano ad entrare (o lo sono già) in Università. Le maestre mi hanno accolto nelle loro classi e continuano a farlo nello scorrere degli anni, qualcuna di loro maestra non lo è più e si gode il meritato arrivo della pensione....senza per questo staccarsi completamente da quel mondo di voci infantili che hanno lasciato un segno indelebile nei loro animi oltre che....nei loro padiglioni auricolari.

    E ieri, ancora una volta, mi è stata offerta la possibilità di ritornare in quella scuola di Rastignano, percorrere quei corridoi, udire voci di bambine e bambini, riabbracciare una di quelle figure-chiave che ne ha istruito tanti nel tempo e che ritorna ancora in queste aule a fare il suo dovere civile ed umano di formatrice a cui stanno a cuore i valori, il sapere, i sentimenti dei "suoi" ragazzi che nelle classi di quinta elementare stanno concludendo il primo atto dei loro tempi di formazione didattica. 

    Lei, Federica, ne racconta tante ai suoi ragazzi. Ma racconta cose talmente importanti che tra queste non vuole che manchino tematiche difficili, cose "da grandi" ma spiegate anche ai piccoli, argomenti estranei ai "sussidiari" ma da raccontare con le parole di maestra, quelle parole  semplici che entrano e non se ne vanno più dalla mente dei piccoli che l'ascoltano tra i banchi. Da anni, Federica - insieme ad altre sue instancabili colleghe - aiuta questi bambini dell'elementare di Rastignano a conoscere che cosa è successo a Bologna il 2 agosto 1980 ma lo fa con un metodo che ha dato e continua a dare grandi risultati e grandi riconoscimenti come il Premio della Presidenza della Repubblica che pochi anni fa è stato consegnato agli alunni di una classe quinta dopo che questa aveva realizzato un progetto proprio sulla strage alla stazione!  

Per i bambini lei è maestra ma le vogliono bene anche per quel "qualcosa in più" che rappresenta. E' come se lei fosse tante mamme in una, una per ognuno dei suoi alunni! E questo lo abbiamo visto ieri, nella 5aA, quando ha accompagnato in classe il sottoscritto e la prof Cinzia Venturoli, arrivati fin là per parlare del 2 agosto, fare storia e ricordare momenti in cui il valore che sta dentro ad una persona è talmente importante che deve essere fatto capire a chi sta crescendo. Ai suoi ragazzi e con l'aiuto di Anna e Teresa, Federica aveva già dato alle 10 bambine e 8 maschietti della classe gli elementi base per capire un avvenimento complesso come lo è un attentato terroristico e per farlo ha dovuto - e continua a farlo - fermarsi sulle parole, sul loro significato, su ciò che nascondono i concetti complicati ed i comportamenti a volte incomprensibili dei protagonisti di un fatto così devastante. Senza fare questo i bambini non capirebbero e grazie a questa attenzione didattica il compito di Cinzia ha potuto essere più agevole nel momento in cui ha spiegato come e perchè fu pensata ed eseguita quella strage che provocò tante vittime e tanti feriti. Dalle interruzioni, dalle domande, dai dubbi si è capito quanto stava entrando nella loro mente, un modo di capire ed "assorbire" le notizie che va accompagnato con delicatezza, con dolcezza. E CInzia e Federica non mancano in nessuna di queste virtù!

    Impossibile - e forse sarebbe ingiusto in quanto obbligato a fare tagli drastici -  riportare ogni elemento, ogni frase, ogni domanda, ogni sorpresa ed ogni reazione scaturita dal loro imparare le cose minuto dopo minuto, mentre ascoltavano la prof Venturoli e poi anche durante il mio racconto così atteso di "antico" autista di quell'autobus 37 che loro ben conoscono. Intelligenti e pazienti, curiosi e sicuri ci hanno tenuto lì fino alle 16, quando la lezione termina e un'altro piccolo autobus li aspetta per riportarli a casa. Ma fino all'ultimo ci sono stati intorno, cercando di "sorpassare" con la voce qualche loro compagna o compagno di classe che voleva saperne ancora e con Federica - paziente fino all'impossibile - che li conteneva in quel loro impeto partecipativo.

    E quando la 5aA ha lentamente abbandonato la sua aula, salutandoci e ringraziandoci con quel calore tutto particolare ed inspiegabile che solo loro sono in grado di farti sentire, mi si è avvicinato lui - ma chi era, come si chiamava? - e mi ha detto: "Agide, ti voglio bene". 

    Il mio cuore si è ancora fatto più leggero, a Rastignano.....

CRIMINE SENZA FINE

 


UNA CITTA' IN MACERIE, RAGAZZI SENZA FUTURO, UNA NAZIONE CHE NON C'E' E CHE NESSUNO VUOLE, UN PAESE CHE FA DEL CRIMINE LA SUA RAGIONE D'ESSERE, L'INDIFFERENZA DI UN MONDO  E L'ASSENZA DI UNA RISPOSTA E DI UNA MOBILITAZIONE CHE DIVENTA GIORNO DOPO GIORNO UNA COLPA!

IL DOLORE DELLA PALESTINA
IL CRIMINE DI ISRAELE

VENTURI: LA SENSIBILE ATTENZIONE DEI BRAVI LICEALI

   L'Istituto di Istruzione Superiore "Adolfo Venturi"                                                              è una dell...