Quando la prof Cinzia Venturoli ci parla di quel periodo della nostra storia che si colloca tra gli anni '60 e gli anni '80 del secolo scorso, lei li chiama "anni affollati"!
Io oggi copio questa sua definizione e la faccio diventare "giorni affollati" per dare una idea dell'accumularsi di incontri, impegni, iniziative, feste che segnano l'approssimarsi della fine dell'anno scolastico in corso e che vedono impegnati docenti e testimoni che si alternano negli incontri con le classi di studenti di tutte le età e di tantissimi istituti scolastici realizzati a partire dal mese di settembre dello scorso anno.
Ora siamo veramente alla fine. L'ultimo incontro con una classe l'avremo tra pochi giorni e poi....esami, tesi, promozioni e lauree in attesa di agognate vacanze ma noi dobbiamo restare "sul pezzo", mettere in cantiere le idee per prepararci ad altri incontri, altre storie da raccontare, altre classi, un altro anno di studi....Già, perchè "Educare attraverso i luoghi" non si ferma, si aggiorna ma non si ferma.
GIOVEDI' 28 MAGGIO 2026 - ORE 9 STAZIONE DI BOLOGNA
Antonella Beccaria nella parte di docente di storia, io nella parte di testimone ed insieme a noi 37 studentesse e studenti del Liceo Statale "Rinaldo Corso" di Correggio-RE. I loro tre prof ce li hanno presentati, ci hanno messo al corrente di quanto sanno della storia della strage di Bologna, ci hanno detto che il loro indirizzo di studio sono le "scienze applicate" e che si impegnano a tal fine nelle loro classi 5aC e 5aE.
L'ascolto di Antonella si rivela sempre come uno tra i momenti della giornata dove non puoi e non ti passa nemmeno per la testa distrarti! Il filo che (lei) svolge parola dopo parola ci comunica storia e storie di quegli anni terribili che i giovani non possono non conoscere - ed infatti un po' di cose, coloro che avevamo accanto a noi, oggi, le sapevano - ma è proprio il suo modo di fare che ha tenuto me e gli studenti lì, fermi ad ascoltarla, seguirla nei passaggi che portano ad eventi e personaggi che nella storia del 2 agosto 1980 hanno un peso ed una importanza che non si possono trascurare.
Fare seguito ad Antonella, fare testimonianza degli eventi di quel giorno, raccontare degli altri ed anche di sè, rivivere momenti ed emozioni e offrire tutto questo a chi ti ascolta è sempre tutt'altro che facile. Ma è anche la vicinanza, la condivisione, di lei che ha aiutato le mie parole ad entrare in comunicazione con le ragazze ed i ragazzi che mi ascoltavano. La testimonianza, ancora una volta, del mio essere autista di un autobus ma ancor prima essere uno dei tanti che non vollero abbandonare chi aveva bisogno di aiuto e di affetto, quel sabato, da quelle 10.25, in quella stazione devastata da uno scoppio, accanto a tanti sconosciuti , quella "sinfonia di soccorsi" che seminò risposta ed umanità.
..........E POI, ALLE ORE 14, DAVANTI A QUEL MURO GIALLO della Stazione, con Michele Sgobio e con altri giovani arrivati da Sassuolo-MO, usciti da quelle loro 5aA e 5aB dell'IIS "Elsa Morante" sui cui banchi si apprestano a proporsi come futuri "tecnici-turistici", arrivati oggi a Bologna insieme ai loro quattro professori.
A questi 39 giovani Michele ha nuovamente aperto il suo libro mentale di conoscente della storia - ed in particolare di quella risalente a quel sabato di 45 anni fa, 2 agosto 1980 - per approfondire i momenti salienti di quegli anni che vengono ricordati come anni cruenti ed insanguinati ma che furono anche la testimonianza di un momento della nostra storia dove uomini, donne, giovani, nei luoghi di lavoro o di studio si resero protagonisti di una grande richiesta di democrazia e di conquiste di diritti e spazi di partecipazione, per contribuire ad elevare il livello di crescita culturale e politica di un paese che affrontava grandi cambiamenti interni ed internazionali. Ma questo non poteva e non si voleva tollerare e contro questa voglia di libertà vennero opposti il ricatto e la paura, il terrore e la violenza.
Attentati e stragi, giovani terroristi e attempati uomini di potere, della finanza e dei servizi, fiumi di denaro e quintali di tritolo, l'odio per contrastare l'amore ed il rispetto in un crescendo di criminalità che ebbe il suo culmine in quel devastante attentato che distrusse parte della stazione di Bologna e provocò 85 vittime e 216 feriti. Tutto nelle spiegazioni minuziose di Michele, ascoltate da molti con intensa partecipazione...seppur non da tutti con lo stesso riguardo.
Quando è la volta del testimone, l'incontro affronta una fase delicata e capita che le parole accusino l'influenza dell'emozione che si cela dietro il ricordo. Capita a me, capita anche agli altri. Mentre raccontavo di quell'autobus della linea 37 non potevo fare a meno di accompagnare le parole con le immagini che conservo nella libreria della mia mente, immagini composte da corpi senza vita e volti di persone straziate dal dolore. Ma anche lampi di luce che portavano accanto a quello che stavo raccontando, le immagini di gente semplice, umana, rimasta lì per dare un senso a cose che sentiva dentro e questa parte dei ricordi continua a darmi quella forza di volontà che fu la stessa di quel giorno, con le mie mani sul volante di un autobus che si stringevano ad altre mani instancabili....
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