Gli studenti che avremmo dovuto incontrare, MERCOLEDI' 4 NOVEMBRE, alle ore nove del mattino davanti al primo binario della Stazione di Bologna non c'erano. E nemmeno i loro professori.
Un disguido organizzativo si è però trasformato in una mattinata utile, positiva, alcune ore trascorse tra storia, ricordi e affabilità comunicativa insomma...un incontro fuori dallo schema solito ma costruttivo seppur imprevisto.
Con Antonella Beccaria (nelle vesti di storica) avremmo dovuto esserci io - nelle vesti di testimone ed accompagnatore - e Stefano e Claudio che sono due tra i Vigili del Fuoco che il 2 agosto ebbero un ruolo di grande ed indimenticabile importanza per ciò che fecero in Stazione ed anche per una storia particolare che li lega ad una delle ragazze della Cigar, l'unica sopravvissuta: Marina Gamberini. Tutti insieme avevamo appuntamento con studenti e professori della 3aC e 3aE del Liceo "Bertolucci" di Parma.....attesi invano e non giunti a Bologna.
L'amarezza di questo mancato ritrovo è però sparita velocemente grazie ad un fortunato intuito di Antonella che quella mattina aveva pensato bene di "invitare" all'incontro anche Carmen e Mattia, due giovani formatori che nelle prossime settimane andranno ad aggiungersi al gruppo dei docenti che - insieme a noi testimoni - incontrano gli studenti per ricostruire la storia, il contesto degli avvenimenti che precedettero e seguirono la strage avvenuta a Bologna quarantasei anni orsono ed aiutare così i nostri giovani a conoscere nozioni di storia indispensabili per comprendere fatti lontani nel tempo.
La mattinata si è così trasformata in una lezione di formazione rivolta a Carmen e Mattia ma anche a Stefano e Claudio, alla loro prima occasione per dare il loro contributo di testimonianza raccontando quanto accadde in Stazione e ciò che loro fecero in qualità di soccorritori.
Davanti al muro giallo, davanti alle targhe commemorative, di fianco a quello squarcio che spezza la regolarità del muro distrutto e ricostruito e poi dentro quella sala d'aspetto che porta quella interminabile lista di nomi e quel vecchio ricordo di un pavimento divelto dall'esplosione avvenuta alle 10.25 di un sabato d'estate ed ancora all'esterno, guardando un orologio fermo ed altri segni della memoria Antonella ha fatto una chiara, dettagliata ricostruzione storica, rivolgendosi a noi, grandi ma sempre curiosi, "studenti" per una mattinata!
Stessa cosa in quella grande - e fredda! - sala del Municipio di Bologna dove Antonella ha intervallato la parte conclusiva della sua ricostruzione storica (esecutori, mandanti, fiancheggiatori e complici, processi e condanne fino ai giorni nostri) della strage unendola ai ricordi di chi - noi - quel giorno c'era e scelse di dare il proprio contributo per rispondere ad una assurda violenza, aiutando e portando affetto a chi stava soffrendo. Un dialogo tra amici e collaboratori fatto apposta per farci sentire ancor più uniti in quel progetto che ci lega ai giovani, da anni.
Meglio di così non poteva andare. Si sarebbe potuto rinunciare, tornare a casa, farsi prendere da altri impegni individuali (e chi non ne ha?!?) oppure approfittarne per riposarsi ma la saggezza di Antonella Beccaria ci ha dato l'opportunità di capire che una giornata persa non è mai persa!

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