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venerdì 1 maggio 2026

A RITROSO NEI GIORNI....

 A ritroso nei giorni, differentemente dal ritmo ordinato che uso sempre per  descrivere gli avvenimenti di cui ritengo importante mantenere il ricordo, riporto quì gli appuntamenti di cui sono stato in qualche modo osservatore e testimone in questi ultimi giorni.

                           GIOVEDI' 30 APRILE 2026 - IST. SUP. "ALBERGHETTI" DI IMOLA

     Atteso dagli studenti delle classi 2aCtm e 2aBtm e dalle prof (una delle quali già conosco molto bene per averla altre volte incontrata con altri studenti: Layla Albano) ed in compagnia dei formatori dell'Associazione Pereira  - Davide e Martina -  i quali  avevano precedentemente organizzato e gestito l'incontro con questi studenti ed avevano fatto loro lezione sugli anni del terrorismo e della strage di Bologna, ho offerto a quanti mi hanno ascoltato il mio ricordo del sabato 2 agosto 1980, il giorno in cui a Bologna, nella sala d'aspetto di 2a classe, fu fatta esplodere la bomba che causò 85 vittime e 216 feriti.

     Al momento dell'incontro con questi circa 25 studenti  della scuola superiore che ha sede in via San Benedetto, erano presenti anche il Preside dell'istituto e l'Assessore alla Cultura del Comune di Imola Giacomo Gambi che hanno introdotto e portato il loro saluto ai ragazzi ed alle ragazze che sono impegnati nel loro sforzo didattico nelle materie di elettromeccanica.

     Dopo aver raccontato i dettagli di una giornata trascorsa al fianco di tante persone che quel giorno portarono soccorso e conforto a quanti furono colpiti da quell'immane tragedia, dopo averne raccontato gli esempi di dedizione  e di volontà che vidi portare da tanta gente sconosciuta eppure così importante, dopo averne descritto le azioni, i gesti, i comportamenti e gli esempi indimenticabili di umanità e solidarietà ho detto di come mi sentii di dare il meglio di me stesso alla guida di un autobus, quel "37" restato nella memoria di tutti per aver portato al loro ultimo destino quei poveri corpi senza vita. Il silenzio e l'attenzione dei ragazzi che avevo davanti sono stati il più bel segnale di interesse e rispetto per quelle vittime, per quei valori che il 2 agosto 1980  lasciò per sempre nel ricordo di una città e del suo popolo.


                  MERCOLEDI' 29 APRILE 2026 - IIS "PARADISI" DI VIGNOLA DI MODENA - ORE 14

     C'era Rossella Ropa ad attendermi presso il binario numero uno della stazione di Bologna. Erano le ore 14 e lei avrebbe avuto il compito di fare lezione di storia agli studenti vignolesi del Paradisi che stavano per raggiungerci, in compagnia di due loro prof e di un  collega  insieme al quale avevano accompagnato fino a noi  i 28 ragazzi e ragazze (una sola!)  della 5aB e 5aA che studiano lingue e scienze nelle aule del loro istituto. 

     E, come sempre accade , Rossella  si è fatta protagonista di quel racconto dei fatti e dei personaggi che compongono la storia di quello che è il più grande attentato mai avvenuto nel nostro paese e che ha lasciato 85 vittime ed oltre 216 feriti. La strage di Bologna, la strage del 2 agosto 1980 è passata attraverso le sue parole nel bagaglio di conoscenza di questi studenti che hanno così imparato chi fece quella strage e quali erano i loro obiettivi ma hanno anche capito come altri protessero quei giovani neofascisti, come furono coinvolti apparati dello Stato e come si resero responsabili dell'organizzazione, della pianificazione, del finanziamento di quel massacro eminenti personaggi dei servizi , degli apparati militari e di una logga massonica segreta al culmine della quale c'era un personaggio di nome Licio Gelli, fascista della prima ora e poi riciclato e trafficone nei meandri di quegli ambienti direttamente legati alla politica, alla finanza, al governo di questo nostro paese. Rossella ha illustrato tutto, ha reso possibile per questi ragazzi che l'hanno ascoltata di capire un capitolo difficile della nostra storia ma di allargare la loro conoscenza anche ad altre storie, quelle da me raccontate come testimone di quello che accadde quel giorno in stazione.

     La mia testimonianza si è "srotolata" attraverso le parole che il ricordo mi suggerisce sempre. Nel mio racconto ci sono state le storie delle persone che quel giorno "fecero la differenza" offrendo il meglio e dando valore a gesti semplici ma essenziali pe salvare vite ed assistere quanti furono colpiti così vigliaccamente da coloro che usarono l'esplosivo per imporre la volontà di far ritornare indietro la storia e sognare quel ritorno al passato che per loro significava ritorno al fascismo! Quel lontano 2 agosto 1980 l'ho ricordato con parole ed esempi semplici, con il ricordo di quanto vidi fare e quanto provai a fare io stesso, alla guida di un autobus della linea 37, per accompagnare persone che non avevano più una destinazione, per stare con loro fino alla fine, per il rispetto che si doveva loro. E' finito con quei loro saluti, con poche parole, con tanta emozione.


                         MERCOLEDI' 29 APRILE 2026 - IIS "GIORDANO BRUNO" DI BUDRIO - ORE 9

     La 5aA e la 5aB erano rappresentate dai 35 ragazze e ragazzi che che le prof Martina ed Annalisa in compagnia di Fabio (loro collega d'Istituto) hanno accompagnato fin davanti a quell'edificio giallo che si differenzia da tutto, nella stazione di Bologna, quella tonalità di colore che ci parla di una strage, perchè quell'edificio così diverso è quella parte della stazione che il 2 agosto 1980 venne distrutta dalla bomba fatta esplodere all'interno della sala d'aspetto di seconda classe provocando 85 vittime e 216 persone ferite.

     Loro, gli studenti di oggi, a Budrio studiano elettronica ed elettrotecnica ma questa storia di oggi l'hanno affrontata già nelle loro aule e quel po' di conoscenza con la quale sono arrivati quì in stazione è dovuta alla intelligente volontà ed all'impegno dei loro insegnanti che molto spesso vanno ben oltre i programmi previsti in quanto ritengono importante parlare ai ragazzi di cose che sui libri e nei programmi scolastici non sempre sono trattati come si dovrebbe. La strage alla stazione , quello che è accaduto alle 10.25 di quasi quarantasei anni orsono, è stato il tema del racconto di Giovanni Mulargia - uno dei nostri docenti ai quali noi testimoni ci aggreghiamo ma con altre funzioni - entrando nel pieno di quegli anni '60-'80 che furono protagonisti di grandi eventi sociali e politici e che furono testimoni di lotte per i diritti, per il cambiamento e ricevettero come risposta reazioni violente e sangue con quanto venne  compiuto da organizzazioni terroristiche che ebbero complici importanti in certi apparati del nostro stato, delle nostre istituzioni. Giovanni si è addentrato in quegli anni, con immagini e parole, ascoltato e seguito in silenzio perchè parlare di una strage richiede partecipazione e silenzio....

     Un silenzio ed una partecipazione che ha anticipato quel loro stesso comportamento percepito durante la mia testimonianza quando i ricordi di vecchio autista si sono fatti storia da raccontare a chi è così anagraficamente lontano da quel giorno della strage. Un autobus mescolato a tante mani che aiutavano. Il fare di un autista accomunato al fare di tanta gente, per aiutare e dare solidarietà, salvare vite e restituire affetto a chi vita non aveva più. Lunghe ore di guida e di emozioni tra corpi straziati, urla ed il silenzio di chi scavava, di chi voleva essere dignitosamente contro quel massacro dando tutte le energie che aveva in corpo per lasciare un segno di umanità. Un autobus, quel 37, quel proseguimento di mani che scavavano, la mia storia mescolata alle storie di altri affinchè i ragazzi del Giordano Bruno se ne potessero far ritorno a casa con qualcosa in più, nella mente e nel cuore.


                              LUNEDI' 27 APRILE 2026 - LAUREANDI DA RIMINI E DA MODENA 

     ORE 9 - Una lezione in più! L'avevano chiesto alla loro docente Cinzia Venturoli, e quella lezione in più l'hanno avuta, venendo a trovarci in stazione, quegli otto studenti (un ragazzo tra altre ragazze!) che hanno frequentato, sotto la direzione della prof Venturoli, il Corso di Storia dello Stato Sociale all'Università di Rimini. Volevano saperne di più sulla strage di Bologna e Cinzia li ha aiutati a venire sin quì, alla stazione dei treni ed in quella palazzina che fu distrutta dalla bomba messa dai Nar ed esplosa alle 10.25 di quarantasei anni orsono, per capire, sapere e non dimenticare come e perchè si può compiere un massacro e come e perchè anche parti delle nostri Istituzioni  si sono rese responsabili di quella strage. E' stato il compito di Cinzia, come sempre portato a termine con grande professionalità e con umanità ed io ho cercato di essere d'aiuto  - seduto tra di loro, in quella "Sala del Dentone" - portando loro il mio ricordo di quel giorno, con quei gesti indimenticabili che vidi fare e con quelli che riuscii a fare io stesso, alla guida di un autobus oggi "mio caro amico": quel 37 che nessono dimentica. Saremo riusciti nel nostro compito? Credo che il clima di grande affabilità che si è sentito durante le ore del nostro stare insieme abbia detto a Cinzia ed a me stesso che sì, ci siamo riusciti. E li ringraziamo per averci dato la spinta giusta nel ricordare....

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     ORE 14 - Una ragazza mi ha contattato. Si chiama Nicole, Niki per gli amici. Sta preparando una tesi sulle tre stragi "bolognesi": quella all'Italicus, quella del 2 agosto 1980 e quella del Rapido 904. La incontro nel primo pomeriggio in una saletta dell'Università di Bologna. Facciamo conoscenza, parliamo di coloro che entrambi conosciamo: altri testimoni, i fatti, persone che hanno per lei avuto ruoli importanti come la prof Venturoli ed altro..

     Mi chiede di raccontare quello che ricordo di quel giorno. La mia mente si apre ed il mio cuore si stringe. Ma le parole escono dalla bocca e parlano, dicono di una giornata e dei suoi protagonisti, di gesti e di silenzi, di pianto e di urla ed anche di dignità fattasi soccorso, di donne ed uomini, di giovani e di pietre da loro scavate, di autobus e di immagini indimenticabili...

     E mentre parlo quel piccolo registratore incide i ricordi di quel giorno, mio e di altri...

     E quando il racconto finisce quel po' di silenzio che segue continua a parlare di una giornata che non se ne andrà dai ricordi di un lontano autista, di uno tra i tanti che ho voluto raccontare a Nicole, Niki per gli amici. In bocca al lupo Nicole, ora aspetto la tua tesi ......




     

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