I trentuno studenti di oggi ne conoscono la storia, quella loro insegnata da professori e genitori, quella che sicuramente sarà conservata in immagini appese a qualche muro del loro Istituto, quella che avranno letto su ritagli di giornali e/o altri documenti che faranno parte di un percorso di memoria che non può non essere presente tra le mura dell'ITCS "Gaetano Salvemini" di Casalecchio di Reno, appendice, ormai, della città di Bologna.
Ed un percorso della memoria i giovani delle 5aS e 5aR, insieme alle quattro professoresse che li hanno accompagnati fino a noi, lo hanno compiuto anche IERI 24 APRILE 2026 partendo da quanto hanno potuto ascoltare dalla voce del nostro Michele Sgobio, davanti al muro esterno della sala d'aspetto di Bologna Centrale, in cerchio intorno a quello squarcio, alle targhe e poi alle lapidi, ai monumenti, all'orologio che "raccontano" di quel luogo della memoria dove avvenne la più grande strage di civili mai compiuta nel nostro paese dal dopoguerra: 85 vittime ed oltre 216 feriti.
Una lunga storia fatta di date, di fatti, di nomi che Michele ha con pazienza e con chiarezza portato alla conoscenza dei ragazzi e delle ragazze del Salvemini. Una strage raccontata nei suoi particolari storici, quegli elementi di conoscenza che permettono di inquadrare un pezzo di nostra storia lontana (per i giovani) ma ancora così sentita da chi trascorre il passare del tempo tra le strade, i palazzi, i giardini di questa nostra città, Bologna., e non vuole, non può dimenticare.
Colpevoli materiali di quell'attentato, complici e finanziatori, depistatori e personaggi indegni di far parte di certe nostre istituzioni, vecchi rottami del fascismo arrivati fino a noi che si sono mescolati a giovani neofascisti con la voglia di "sparare nel mucchio" e colpire persone innocenti e tutti con lo stesso disegno: colpire pesantemente una democrazia e le sue istituzioni. E poi gli arresti, i processi, le assoluzioni e di nuovo altri processi, le condanne e poi le assurde e definitive scarcerazioni, seppur non per tutti. Michele ha spiegato ogni cosa, fino a quanto accade oggi, fino a dire che è ancora grande la necessità di vigilare e continuare a chiedere giustizia ed invocare verità sui fatti del 2 agosto 1980.
Dopo di lui la mia testimonianza. Quella di un autista alla guida di un autobus della linea 37 ed intorno tante mani che scavavano, soccorrevano, rispondevano con dedizione ad una ingiustizia senza fine, una coralità di gesti che si trasformarono in una coralità di affetto e solidarietà ma anche di energica risposta a chi pensava di seminare terrore ed ottenne - da Bologna e dalla sua gente - reazione e difesa delle istituzioni, pretendendo ricerca dei colpevoli e denunciando connivenze e silenzi.
Il Salvemini ha fatto la sua parte, con noi. L'adesione al progetto "Educare attraverso i luoghi" ha portato i suoi studenti nel luogo principale della principale strage avvenuta in Italia. Aggiungeranno altre storie di donne ed uomini, di giovani e bambini, a quella "loro" storia di altri ragazzi uccisi senza colpa, da un aereo. Avranno occasione di riflettere su che cosa è l'ingiustizia, su quali compiti li aspetti la vita che vanno ad affrontare e noi - oggi Michele ed io - speriamo di essere stati in grado di spingerli a non girare mai le spalle a quanti ancora hanno bisogno del nostro aiuto., in qualsiasi momento, in qualsiasi luogo.
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