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sabato 25 aprile 2026

INCONTRI....

 Il mondo è piccolo! A volte basta un niente per constatarlo, proprio quanto è accaduto MERCOLEDI' 22 APRILE, tra le 10.30 e mezzogiorno, a Bologna.

 In compagnia di MATTEO PASI, responsabile dell'Associazione Pereira, avevo appena messo piede nell'atrio dell'Istituto Superiore "Rosa Luxembourg", una scuola importante non solo per chi studia e chi insegna ma anche per chi vi si reca per parlare agli studenti di un fatto grave accaduto a Bologna quasi quarantasei anni orsono: la strage alla stazione del 2 agosto 1980.

 Matteo ed io avremmo dovuto incontrare gli studenti della 4aDR che al Luxembourg studiano "Relazioni Internazionali" e davanti a loro avrei portato la mia testimonianza di persona che in quel lontano sabato si mescolò ai tanti uomini, donne, giovani che portarono soccorso ai feriti e - nel mio caso - accolsero su un autobus della linea 37 i poveri resti di tante vittime per accompagnarli in quelle spoglie e fredde stanze delle camere mortuarie della città di Bologna. Facevo seguito a Matteo che nelle settimane precedenti era venuto nelle classi di questi giovani per aiutarli a ragionare su un periodo della nostra storia recente ed avvicinarli ad argomenti difficilmente documentati sui libri di scuola come possono essere le stragi, le lotte, il neofascismo, i depistaggi, le deviazioni di parti delle nostre Istituzioni, ruolo ed azioni dei Nar ecc..

  Nell'atrio di quella scuola ecco farsi avanti persone che noi ben conosciamo: Martina Marzaduri - ottima formatrice dell'Associazione Pereira - e Donato Ungaro - giornalista, collaboratore di Pereira, persona di grandi conoscenze e di inarrestabile impegno nella denuncia e nella ricerca di quanto ruota intorno ai crimini di Mafia ma anche di terrorismo e stragi. Nello spazio di pochi centimetri, alla periferia ovest di Bologna si sono incontrate persone provenienti da Bagnacavallo, da Imola, da San Lazzaro e da Sant'Agata Bolognese! Saluti scambiati assaporando dialetti diversi: il bello della diversità nel fare la stessa cosa!

 Il tempo a nostra disposizione non era tanto eppure in quella loro "aula magna", le sedici ragazze e ragazzi della 4aDR con altri prof mescolati tra di loro, hanno potuto seguire il racconto di quanto resta e resterà per sempre nei miei ricordi di quel sabato 2 agosto 1980. Matteo - e Martina, rimasta con noi - mi hanno introdotto con un breve spezzone di quel bel documentario che fu fatto un po' di anni fa: "Un solo errore".

Poi sono stati i miei ricordi a parlare. I ricordi di una persona tra le persone che quel 2 agosto seppero trasformarsi in soccorritori, in accompagnatori, in "psicologi", in tanti altri ruoli accomunati tutti dalla volontà di stare lì, tra quelle macerie per condividere insieme valori e sentimenti, il dolore e la rabbia, la reazione e la solidarietà. Poco più di un'ora nel corso della quale le parole si sono spesso intrecciate con l'emozione e l'emozione è stata rispettata e condivisa dai giovani che mi stavano davanti, interpretata come è giusto farlo: un ritorno a quel luogo, un sentire quei rumori, quei pianti, quella volontà di stare vicino a vittime, feriti, famiglie, con l'affetto ed anche con la fermezza che un atto di tale vigliaccheria impone.

 Qualche domanda poi, al termine, i loro saluti e - come spesso accade - lo svuotarsi della sala nel silenzio che parla da solo. Si partecipa anche così, silenziosamente, al racconto di una strage, al racconto di come si reagisce, al racconto di come la semplicità umana diventa valore e lascia segni che non si dimenticano. Può apparire strano ma anche il silenzio dei ragazzi ci riporta al silenzio di quel giorno lontano quando non erano le parole che avevano un peso ma furono i gesti a parlare e divennero un  coro di grande ed umana risposta.

 E poi, fuori da quelle aule, tornando alle nostre case, ci siamo ripresi quel nostro modo di stare insieme, Matteo ed io, con quel chiacchierare che è stato utile a riassumere quanto era avvenuto tra le 10 e trenta e mezzogiorno di quel mercoledì 22 aprile....


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