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martedì 12 maggio 2026

PRIMA E DOPO BOLOGNA. Continua la storia di una strage raccontata agli studenti

    Sette maggio, giorno di compleanno ma anche giorno di intensi incontri con i nostri giovani degli Istituti Superiori che stanno velocemente galoppando verso la fine di questo anno scolastico. Nove mesi al termine dei quali tireremo le somme di questo ennesimo anno durante il quale abbiamo fatto ed illustrato storia attraverso quel progetto "Educare attraverso i luoghi" che ci vede presenti - docenti e testimoni - nelle aule, nella stazione di Bologna e poi nei locali che il Comune  e l'Associazione tra i Famigliari delle Vittime ci hanno offerto per poter continuare questo nostro percorso della memoria.

     E' stato un giovedì che ha visto gli studenti di est e ovest di Bologna venirci a far visita in quel luogo dei ricordi che è la Stazione Centrale  del capoluogo emiliano, ancora una volta per rivedere insieme a noi che cosa accadde quel sabato 2 agosto 1980, la strage compiuta dai NAR che causò 85 vittime ed oltre 216 feriti oltre al crollo dell'intera ala ovest della stazione dei treni.

     Alle 9 del mattino è stata la volta dei 41 componenti delle 5aA e 5aB dell'ITIS  "E. FERMI" di Modena giunti fino a noi in compagnia dei loro prof Paola, Giusi, Matia e Annalisa. Studiano "Automazione" ma nel corso dei mesi di studio che hanno alle spalle i loro insegnanti li hanno "portati dentro" questa complicata e (per loro) lontana storia che è la strage del 2 agosto, aiutandoli a capire la complessità di un avvenimento che ha visto coalizzarsi terroristi di estrema destra, neofascisti, personaggi dei servizi ed altri personaggi appartenenti alla Loggia massonica P2, alla finanza, all'informazione per dar corso a quel vile percorso di violenza  e di tentativi di rovesciare questa democrazia.

     Una storia che Luca Palestini  - nostro docente di turno - ha dettagliatamente spiegato illustrandone i momenti più salienti ed interessanti anche grazie all'utilizzo di immagini e testi molto ben curati e che i ragazzi intorno a noi hanno seguito con interesse. Il compito di Luca si è ancora una volta evidenziato come non facile da portare fino in fondo in quanto tante sono le cose da spiegare, tante le storie, tanti i fatti ed i personaggi di cui parlare, avvenimenti che hanno attraversato la seconda parte del secolo scorso e che (per ragioni di tempo) debbono essere condensate in così poco tempo.....ma Luca ce l'ha fatta egregiamente! Dettagli dell'attentato, nomi di esecutori e depistatori, nomi di finanziatori, organizzazioni nate per uccidere e per creare quel caos che nei loro propositi avrebbe dovuto portare ad una situazione di ritorno al passato, ad un clima di paura ed invece...

     ......ed invece la gente reagì come solo il richiamo al senso democratico, umano, solidale, altruista e fermamente contrario alla violenza seppe portare così tanta gente a soccorrere, aiutare, trasportare, scavare, confortare chi fù colpito da quel gesto di efferatezza che colpì Bologna ma non la vinse. Perchè i cittadini risposero, non abbandonarono coloro che avevano bisogno di aiuto e lo fecero in mille modi, con mille gesti..


     ......lo abbiamo raccontato anche ai 33 studenti di quelle due quinte classi  arrivati nel pomeriggio da Ravenna, da quel loro ITIS "NULLO BALDINI" che già altre volte ha portato altri suoi giovani ad ascoltare questa stessa storia, ripercorrendo con noi il passare del tempo ma di un tempo che fù intensamente partecipato da lavoratori e studenti, da uomini e donne, da giovani che chiedevano cambiamenti e più spazi di partecipazione e di democrazia ma che furono fermati dalle bombe, dagli attentati, da quel "colpire nel mucchio" che divenne il metodo di fare politica dei criminali neofascisti e dei loro complici anche annidati nelle istituzioni della nostra Repubblica.

     Cristina Masserola e Anna Valentini  - le docenti che li hanno accompagnati a Bologna - ci hanno fatto capire che cenni importanti di questo pezzo della nostra storia i ragazzi la conoscevano ma l'interesse per conoscerla meglio e più nei dettagli  l'abbiamo visto constatando la loro attenzione, la curiosità ed il modo con cui hanno seguito ogni parola di Rossella Ropa - che ha avuto il compito di "fare lezione di storia" -  prima in quella sala d'aspetto e davanti a quel muro giallo che segna il luogo dove avvenne l'attentato in Stazione e poi ascoltandola mentre completava quella sua lunga elencazione di fatti e personaggi che diedero vita al più grande massacro di gente inerme dal dopoguerra! 

     Storia e ricordi fusi insieme. Usciti anche dalle mie parole di testimone di quell'indimenticabile giornata d'agosto di 45 anni fa. Il ricordo di quanto seppe fare la gente di una città, di come si strinse intorno a coloro che furono colpiti dalla violenza fascista, di come si comportò, con semplicità ma con dedizione, scavando e soccorrendo, asciugando ferite o spostando macerie o guidando un autobus della linea 37 divenuto un triste carro funebre per tante, tante ore. Gente semplice che si unì a medici, infermieri, vigili del fuoco ed a quella "sinfonia dei soccorsi" che lasciò un segno indimenticabile nella storia di tutti.

     Questi nostri studiosi di logistica e di elettrotecnica che abbiamo avuto accanto a noi, oggi, torneranno a Ravenna, al Nullo Baldini, con qualche motivo in più per riflettere sull'importanza di appartenere ad una società che sa dimostrare, al momento giusto, il valore dei sentimenti, delle idee e la fiducia nelle proprie capacità di saper reagire quando è necessario, senza essere per questo eroi ma persone semplici e per questo di grande valore. Ed abbiamo tanto bisogno di valori giusti!

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