Conosco ANTONELLA BECCARIA da tempo, ci scambiamo una bella amicizia, ho letto di lei molti dei libri che ha scritto ed ho avuto il grande piacere di averla ascoltata in molte occasione nel corso delle quali è sempre emersa la sua grande cultura, la conoscenza minuziosa della storia, anche in quei minuscoli particolari che molto spesso si pensa non siano importanti ma che, invece, lei sa trasformare in passaggi che legano fatti, luoghi e personaggi apparentemente distinti tra di loro ma che non lo sono.
Di Antonella ho sempre apprezzato anche la sua riservatezza, quel suo modo pacato di rivolgersi a chi l'ascolta, quel suo "non darsi arie" di intellettuale che la fa diventare quell'intellettuale di cui c'è proprio bisogno in questi nostri tempi in cui gli individui vengono spinti sempre più lontani tra di loro ed il sapere è delegato a chi è potente, a chi viene eretto detentore della conoscenza da "rovesciare" su chi sta in basso, che deve "bere" ogni cosa che gli viene propinata.
Mi mancava, di Antonella, il condividere insieme uno di quei tanti appuntamenti che ci portano ad incontrare ragazze e ragazzi delle nostre scuole, i giovani che incontriamo nel corso dell'anno scolastico per ricordare, capire, quanto accadde a Bologna quel sabato 2 agosto 1980, il giorno della strage alla stazione. Ieri, questo giorno è arrivato!
Dal Liceo Statale "G.M. Colombini" e dall'Istituto Superiore d'Istruzione "E. Mattei" di Piacenza sono arrivati in stazione trentanove ragazze e ragazzi con le loro professoresse. Stanno indirizzandosi verso l'approfondimento delle lingue e dell'elettronica-elettrotecnica, materie che potrebbero essere il loro futuro nel campo del lavoro, materie di loro interesse nei mesi di studio in classe ma che nel pomeriggio di oggi hanno lasciato il posto alla Storia, a quell'approfondimento che era utile avessero per comprendere l'importanza degli avvenimenti che contraddistinsero l'ultima parte del secolo scorso. E chi meglio di Antonella Beccaria poteva offrirgli tutti gli spunti necessari a metterli al corrente di che cosa furono gli anni del terrorismo, delle stragi, dei tentativi di eversione neofascista, parlare loro di organizzazioni nate per compiere attentati, per demolire i pilastri di una democrazia ancora troppo fragile e mal difesa da organismi e personaggi collusi con trame eversive al fine di mettere un freno ad una stagione densa di lotte per i diritti e di piazze colme che chiedevano partecipazione e ascolto?
Accanto a quel binario numero uno, dentro quella grande sala d'aspetto, di fronte a quei "monumenti della memoria" che sono un orologio, lastre di marmo con tanti nomi, un vecchio pezzo di pavimento dove una bomba esplose, mattonelle gialle che recano i nomi di vittime di ogni età ed in quella sala dove ci si può avvalere anche di immagini e video, Antonella si è rivolta agli studenti piacentini per portare il suo grande bagaglio di conoscenza a chi l'ha ascoltata con attenzione. La strage di Bologna si è intrecciata con le storie di altre stragi che hanno insanguinato l'Italia, i progetti criminali pensati da vecchi personaggi di provenienza fascista e compiuti da giovane manovalanza di credo neofascista sono diventati le storie illustrate con pazienza da Antonella, con quei tanti dettagli che hanno suscitato quella curiosità di saperne di più che ha fatto del nostro incontro un momento davvero prezioso per la loro cultura (ed anche per la mia!).
Scendendo quelle lunghe scale del Comune insieme ad Antonella e facendo il nostro piccolo bilancio di quelle ore pomeridiane appena trascorse, ci è parso giusto dire che "è stato un bel pomeriggio", che il ricordo del 2 agosto 1980 ancora una volta ha lasciato un piccolo seme.
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