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lunedì 18 maggio 2026

ATTENTI E DISATTENTI

    Arrivano e ripartono ed ormai facciamo parte anche noi di questi movimenti incrociati degli studenti e dei loro professori. Classi che arrivano e quando se ne tornano ai loro istituti quasi si incrociano con altri che arrivano. Mattinate e pomeriggi dedicati al ricordo della "nostra" strage, quella che il 2 agosto del 1980 distrusse l'ala ovest della stazione centrale di Bologna, le sale d'aspetto di prima e seconda classe , i locali della ristorazione e causò la morte di 85 persone ed il ferimento di altri 216 innocenti di ogni età, provenienza e rango sociale. Un vile massacro!

    Un massacro di vite umane che continuiamo ad insegnare, a raccontare quasi ogni giorno in quel luogo della memoria che è lo scalo ferroviario bolognese, su quel marciapiede che fronteggia il binario numero uno, in quella sala dove 45 anni fa morirono innocenti in attesa di un treno che li avrebbe portati in vacanza o al lavoro. e poi una testimonianza di qualcuno che quel giorno c'era, vide e provò a dare il proprio contributo per alleviare le sofferenze e per unirsi a quei gesti di umanità che accompagnarono quanti furono colpiti e quanti persero la vita.

     VENERDI'  15 MAGGIO, ORE 9 del mattino. La 2aA dell'IIS "G. Bruno" di Budrio ma che arriva dalla sede distaccata di Medicina, ci raggiunge con qualche minuto di ritardo. Con me c'è MICHELE SGOBIO, i sedici "studiosi" ed i loro prof li aspettiamo ed al loro arrivo parte la lezione di Michele e la strage si materializza nelle sue parole. Colpevoli e mandanti, terroristi e fiancheggiatori, organizzazioni di estrema destra neofascista ed uomini appartenenti agli apparati dello Stato, massoni della P2 e finanzieri tutti in combutta per riportare indietro l'orologio della storia. Una lezione fatta di nomi e date, di fatti e di progetti e di idee assurde per una democrazia, un racconto della storia fatta dal nostro docente e dal testimone odierno che però non ha accolto l'interesse di tutti ed allora capita - come oggi - di dover far presente ai "distratti"  che quì si parla di una storia di sofferenza e morte e che  con noi, a questi appuntamenti, non ci si può venire per scansare quattro ore tra i banchi di scuola! Non si vorrebbe mai che simili momenti "rompano" quel clima di empatia che tante volte si riesce ad ottenere ma quando accade è giusto assegnare qualche brutto voto a chi non rispetta quei momenti di memoria sempre dolorosa.

     Recuperare  quel clima di armonia che è sempre o quasi sempre condiviso tra di noi non è immediato. Le diversità di importanza che si danno ai momenti che ci vedono protagonisti degli incontri lasciano sempre pizzichi di strascico ma questo non mi impedisce di riconoscere che la testimonianza , il racconto di quanto è avvenuto dopo le 10.25 di quel lontano sabato, la storia di un autobus della linea 37 e le storie di tanta gente prestatasi al soccorso è stata seguita con quel silenzio che merita, con quel rispetto che alle vittime si deve - sempre - riconoscere.

     VENERDi'  15 MAGGIO, ORE 14. L'Istituto Tecnico-Economico  di Cesena porta fino a noi 21 ragazzi e ragazze.

O meglio, un disguido nell'appuntamento fa sì che siamo GIOVANNI MULARGIA ed io a doverli raggiungere davanti al Municipio di Bologna anzichè incontrarli accanto al solito muro giallo della stazione centrale! E la sorpresa non tarda ad arrivare perchè ben presto ci accorgiamo di quanto (buon) lavoro sia stato fatto dai loro insegnanti, in classe. Sanno molto, non tutto ma molto della strage e dei responsabili di quel vile attentato, nomi e fatti ed obiettivi di quel criminale stillicidio di vite umane! 

     Nella sala del Comune Giovanni ed io scopriremo con grande soddisfazione che questa storia li coinvolge e che i loro insegnanti lo hanno capito ed hanno messo a disposizione del sapere e della crescita culturale degli studenti di Cesena il meglio della loro formazione professionale. Ci entusiasma la loro attenzione, la serietà di tutte e di tutti, la voglia di ascoltare ed anche interloquire con noi  ed è così che tutto l'incontro si tiene nella sala, inutile perdere tempo nel ritorno in stazione quando testimonianza (la mia) e lezione di storia (quella di Giovanni) si intrecciano in un clima di grande interesse rotto ogni tanto da qualche osservazione che ha il significato di approfondire, capire meglio.

     Insegnanti, studenti e noi, un tutt'uno che ci ha fatto star bene insieme, una conferma di quanto può ancora dare il non dimenticare quella vicenda lontana, le sue vittime, la lezione di serietà, umanità e risposta data a quel progetto criminale da una città interra - Bologna - e dalla gente che la anima. Cesena è sul territorio di questa Regione, non è lontana ma è pur sempre  "un'altra città", con altra storia ed altra cultura ma che oggi ci ha dimostrato che la storia di Bologna la si studia anche su quei banchi che sono della Romagna e per questo vi ringraziamo, cari ragazze e ragazzi del Serra!

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